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Ricordiamo a tutti che la visita
medico fiscale
non è assimilabile al quotidiano servizio di ronda che le forze dell'ordine
fanno per controllare chi è agli arresti domiciliari.
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La giurisprudenza ha ribadito che il datore di lavoro ha diritto
di far controllare da un medico fiscale ,
l'effettivo stato di malattia del dipendente.
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Alla visita medica bisogna essere sempre
presenti nelle fasce orarie stabilite dal contratto di lavoro,
non inventate scuse come: non ho sentito il campanello,
dormivo, ero in cantina, sono andato a fare analisi o dal
medico.
Queste scuse sono state considerate, elusive della visita di
controllo.
Anche dimostrando di essere stati effettivamente malati si
rischiano comunque serie rappresaglie.
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Ora le visite medico - fiscali domiciliari hanno comunque
e sempre il solo scopo di
accertare l’effettivo stato di malattia,
questo accertamento è un diritto del datore di lavoro che il
dipendente è tenuto a garantire,
rispettando delle precise fasce orarie di reperibilità
domiciliare,
avendo un
comportamento diligente e di fedele collaborazione.
Questo vale chiaramente per la prima visita medico fiscale
una volta accertato lo stato di malattia,
ogni
successiva richiesta di visita specialmente,
reiterata nel breve periodo,
è un atto di pura intimidazione o
peggio
un tentativo strumentale di produrre e costruire
un precedente da sanzionare
dal punto di vista disciplinare.
Infatti la corte di cassazione ha
già stigmatizzato come chiaramente persecutorie e illegittime
le ulteriori visite medico-fiscali quando una precedente ha già
accertato la malattia.
(cassazione
sezione lavoro.
19
gennaio
1999 n. 475/1999).
Altra giurisprudenza libera il dipendente malato dal dovere di
reperibilità domiciliare,
una volta soddisfatto il diritto di accertamento medico fiscale,
limitatamente al periodo certificato dal medico
dell'Inps.
Anche se questo non esclude il diritto del datore di
lavoro a controllare
l'evoluzione (specie in un lungo o medio periodo)
della malattia stessa.
Questa ulteriore verifica deve essere concordata col
dipendente,
che ribadiamo se coperto da certificazione medico
fiscale dell'Inps,
non ha motivo di pensare che debba attendere ancora
ulteriori visite.
Il fatto di rispettare le fasce orarie di
reperibilità,
per un evento incerto come la visita fiscale
domiciliare,
già di per sé implica un disagio, una tensione emotiva,
una diligenza,
ed è chiaro che soddisfatto questo diritto del datore di
lavoro,
subito l'accertamento,
si riacquisti quella libertà di movimento che la
Costituzione,
riconosce a tutti i cittadini.
Non sussistono altri motivi d'attesa di visite ulteriori che non sono dovute al datore di lavoro.
Questi può comunque servirsi secondo la giurisprudenza
vigente,
di investigatori per determinare se nei periodi di
malattia il dipendente attende ad un secondo lavoro,
o si impieghi in attività non compatibili con
lo stato di malattia.
Ora devo segnalare che la Filiale di Roma Sud
interpreta
questo diritto di accertamento medico fiscale come
reiterabile ad - libitum
come se il nostro riposo specie in luogo della
malattia,
le nostre case debbano,
subire dei controlli continui.
Questo attiene ad uno stato di polizia, non ad uno
stato democratico.
Poste Italiane azienda privata solo giuridicamente,
ma di fatto totalmente pubblica
dovrebbe impiegare il costo delle visite medico
fiscali
esclusivamente per reprimere
il fenomeno dell'assenteismo.
Un dipendente con uno stato
di servizio esemplare da questo punto di vista,
con un unico
episodio di malattia del 2008,
subisce in quell'unico episodio,
ben due visite fiscali nell'arco di tre giorni
di malattia.
Oltre a sentirsi perseguitato,
rimane molto CONTRARIATO,
e stante le denunce in atto...
può ravvisare una forma di ritorsione o peggio d'intimidazione.
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T. Franco
c/o ag. base ROMA GRANAI
0 0 1 4 2
R o m a
P o s t e
I t a l i a n e
S . p . A.
Al datore di lavoro Ing. P M
country , manager centro.
Piazza Dante, 25 00185 ROMA
OGGETTO: Contestazione per visita medico - fiscale
reiterata,
illegittima e persecutoria.
In data 11.12.2008, alle ore 08,00 ho segnalato al
dirigente dell’ufficio di applicazione di ROMA Granai,
l’impossibilità di prendere servizio alle ore 08,30,
causa malattia, tale stato di indisposizione si era
chiaramente palesato al dirigente e ai colleghi in data
10/12/2008 per tutto l’orario di servizio.
Nell’ anno 2008, lo
scrivente ha avuto questo unico episodio di malattia di
3 giorni, per il quale la filiale Roma Sud , ha disposto
ben due visite fiscali, eseguite dall’Inps in data
11/12/2008 e 13/12/2008.
Ora le visite medico - fiscali domiciliari hanno
il
solo scopo di accertare l’effettivo stato di malattia,
questo accertamento è un diritto del datore di lavoro
che il dipendente è tenuto a garantire, rispettando
delle precise fasce orarie di reperibilità domiciliare,
avendo un
comportamento diligente e di fedele collaborazione.
Atteso che questo Vs. diritto di accertamento è stato
ampiamente soddisfatto dalla prima visita, non si
comprende perché abusate della cortese collaborazione e
diligenza dello scrivente costringendolo ad accogliere
in casa, nuovamente, un perfetto estraneo, per un
ulteriore visita, indebita quanto inutile.
Infatti la corte di cassazione ha già stigmatizzato
come chiaramente
persecutorio e illegittimo il
reiterare l’accertamento con ripetute visite.
(cassazione sezione
lavoro.
19
gennaio
1999
n. 475/1999).
“L'intento persecutorio era così
chiaramente dimostrato, perché nonostante i risultati
degli accertamenti la datrice di lavoro aveva insistito
nelle richieste di controllo ignorando sistematicamente
le certificazioni dei medici dell'Inps.”
Questa visita indebita ha rappresentato solo un costo
ulteriore e inutile per Poste Italiane, in quanto,
il medico fiscale, con l’accertamento della malattia e
l'indicazione della prognosi, libera il dipendente,
limitatamente al periodo di malattia certificato,
dall’obbligo della reperibilità domiciliare.
Sempre in tema di contenimento del fenomeno
“malattia”, segnalo che l’Istituto Superiore per la
Ricerca Ambientale ente governativo italiano ha
riportato il dato di una ricerca, dove si stima una
perdita di produttività del 18% e un incidenza nel
personale del 20%
di patologie causate dall’inquinamento
in-door.
(http://www.indoor.apat.it/site/it-IT/AMBIENTI_CONFINATI/Ufficio/)
Inquinamento, segnalato nell’ufficio Granai dal 2004 che
non trova Vs. soluzioni e Vs. provvedimenti.
In attesa di respirare “aria pulita” nelle ore di
servizio prestate per Poste Italiane, La saluto.
Roma 14/12/2008
in fede
Franco
T.
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Ma
che
centro
io ?
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la
rivisito
anche
oggi !
domani !
dopodomani !
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Atteso che la diligenza dovrebbe essere
anche in chi dirige la filiale,
almeno nei confronti della società Poste Italiane.
Consigliamo a tutti di aspettarsi
da questa dirigenza ogni forma di scorrettezza,
permanete nei vostri domicili in caso di malattia anche
dopo la prima visita fiscale.
Ma protestate in ogni modo, luogo e occasione.
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Questo vale per ogni cosa attenga i vostri interessi.
protestate!
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