c o n t r o   d i r i g e n t i   f i l i b u s t i e r i   n o n   c' è   r i m e d i o   n é   s c a m p o
stress  abusi rapine news link  contatti
violazioni  pulizie  eco-tutela avviso
mobbing   videoterminali poste denunciate    
La  Filibusta 

************
Ricordiamo a tutti che la visita medico fiscale
non è assimilabile al quotidiano servizio di ronda che le forze dell'ordine
fanno per controllare chi è agli arresti domiciliari.
*******************
La giurisprudenza ha ribadito che il datore di lavoro ha diritto di far controllare da un medico fiscale ,
l'effettivo stato di malattia del dipendente.
************
Alla visita medica bisogna essere sempre presenti nelle fasce orarie stabilite dal contratto di lavoro,
non inventate scuse come: non ho sentito il campanello, dormivo, ero in cantina, sono andato a fare analisi o dal medico.
Queste scuse sono state considerate, elusive della visita di controllo.
Anche dimostrando di essere stati effettivamente malati si rischiano comunque serie rappresaglie.
***************

Ora le visite medico - fiscali domiciliari hanno comunque e sempre il solo scopo di accertare l’effettivo stato di malattia,

questo accertamento è un diritto del datore di lavoro che il dipendente è tenuto a garantire,
rispettando delle precise fasce orarie di reperibilità domiciliare,

avendo un comportamento diligente e di fedele collaborazione.

Questo vale chiaramente per la prima visita medico fiscale

una volta accertato lo stato di malattia,
ogni successiva richiesta di visita specialmente,
reiterata nel breve periodo,
 è un atto di pura intimidazione o peggio
un tentativo strumentale di produrre e costruire
un precedente da sanzionare dal punto di vista disciplinare.

Infatti la corte di cassazione ha già stigmatizzato come chiaramente persecutorie e illegittime

le ulteriori visite medico-fiscali quando una precedente ha già accertato la malattia.

(cassazione sezione lavoro. 19 gennaio 1999 n. 475/1999).

Altra giurisprudenza libera il dipendente malato dal dovere di reperibilità domiciliare,

una volta soddisfatto il diritto di accertamento medico fiscale,

limitatamente al periodo certificato dal medico dell'Inps.

Anche se questo non esclude il diritto del datore di lavoro a controllare

l'evoluzione (specie in un lungo o medio periodo)

della malattia stessa.

Questa ulteriore verifica deve essere concordata col dipendente,

che ribadiamo se coperto da certificazione medico fiscale dell'Inps,

non ha motivo di pensare che debba attendere ancora ulteriori visite.

Il fatto di rispettare le fasce orarie di reperibilità,

per un evento incerto come la visita fiscale domiciliare,

già di per sé implica un disagio, una tensione emotiva, una diligenza,

ed è chiaro che soddisfatto questo diritto del datore di lavoro,

 subito l'accertamento,

si riacquisti quella libertà di movimento che la Costituzione,

riconosce a tutti i cittadini.

 

Non sussistono altri motivi d'attesa di visite ulteriori che non sono dovute al datore di lavoro.

 

Questi può comunque servirsi secondo la giurisprudenza vigente,

di investigatori per determinare se nei periodi di malattia il dipendente attende ad un secondo lavoro,

o si impieghi in attività non compatibili con lo stato di malattia.

 

Ora devo segnalare che la Filiale di Roma Sud  interpreta

questo diritto di accertamento medico fiscale come reiterabile ad - libitum

come se il nostro riposo specie in luogo della malattia,

le nostre case debbano,

subire dei controlli continui.

Questo attiene ad uno stato di polizia, non ad uno stato democratico.

Poste Italiane azienda privata solo giuridicamente,

 ma di fatto totalmente pubblica

dovrebbe impiegare il costo delle visite medico fiscali

esclusivamente per reprimere il fenomeno dell'assenteismo.

Un dipendente con uno stato di servizio esemplare da questo punto di vista,

con un unico episodio di malattia del 2008,

subisce in quell'unico episodio,

ben due visite fiscali nell'arco di tre giorni  di malattia.

Oltre a sentirsi perseguitato,

rimane molto CONTRARIATO,

e stante le denunce in atto...

può ravvisare una forma di ritorsione o peggio d'intimidazione.

******************************************************

T. Franco          

c/o ag. base ROMA GRANAI

0 0 1 4 2    R o m a

P o s t e    I t a l i a n e    S . p . A.

Al datore di lavoro Ing. P M

country , manager centro.

Piazza Dante, 25 00185 ROMA

OGGETTO: Contestazione per visita medico - fiscale  reiterata,  illegittima e persecutoria.

In data 11.12.2008, alle ore 08,00 ho segnalato al dirigente dell’ufficio di applicazione di ROMA Granai, l’impossibilità di prendere servizio alle ore 08,30, causa malattia, tale stato di indisposizione si era chiaramente palesato al dirigente e ai colleghi in data 10/12/2008 per tutto l’orario di servizio.

Nell’ anno 2008,  lo scrivente ha avuto questo unico episodio di malattia di 3 giorni, per il quale la filiale Roma Sud , ha disposto ben due visite fiscali, eseguite dall’Inps in data 11/12/2008 e 13/12/2008.

Ora le visite medico - fiscali domiciliari hanno il solo scopo di accertare l’effettivo stato di malattia, questo accertamento è un diritto del datore di lavoro che il dipendente è tenuto a garantire, rispettando delle precise fasce orarie di reperibilità domiciliare, avendo un comportamento diligente e di fedele collaborazione.

Atteso che questo Vs. diritto di accertamento è stato ampiamente soddisfatto dalla prima visita, non si comprende perché abusate della cortese collaborazione e diligenza dello scrivente costringendolo ad accogliere in casa, nuovamente, un perfetto estraneo, per un ulteriore visita, indebita quanto inutile.

Infatti la corte di cassazione ha già stigmatizzato come  chiaramente persecutorio e illegittimo  il reiterare l’accertamento con ripetute visite.

(cassazione sezione lavoro. 19 gennaio 1999 n. 475/1999).

L'intento persecutorio era così chiaramente dimostrato, perché nonostante i risultati degli accertamenti la datrice di lavoro aveva insistito nelle richieste di controllo ignorando sistematicamente le certificazioni dei medici dell'Inps.”

Questa visita indebita ha rappresentato solo un costo ulteriore e inutile per Poste Italiane, in quanto, il medico fiscale, con l’accertamento della malattia e l'indicazione della prognosi, libera il dipendente, limitatamente al periodo di malattia certificato, dall’obbligo della reperibilità domiciliare.

Sempre in tema di contenimento del fenomeno “malattia”, segnalo che l’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale ente governativo italiano ha riportato il dato di una ricerca, dove si stima una perdita di produttività del 18% e un incidenza nel personale del 20%  di patologie causate dall’inquinamento in-door.

(http://www.indoor.apat.it/site/it-IT/AMBIENTI_CONFINATI/Ufficio/)

Inquinamento, segnalato nell’ufficio Granai dal 2004 che non trova Vs. soluzioni e Vs. provvedimenti.

In attesa di respirare “aria pulita” nelle ore di servizio prestate per Poste Italiane, La saluto.

Roma 14/12/2008                                                                      

in fede                    

                                                                                   Franco   T.

                                                            Ma
che
centro
io ?
ma che centro io ? la rivisito anche oggi !
la
rivisito
anche
oggi !

domani !

dopodomani !

 

***************************************

Atteso che la diligenza dovrebbe essere

anche in chi dirige la filiale,

 almeno nei confronti della società Poste Italiane.

 

Consigliamo a tutti di aspettarsi

da questa dirigenza ogni forma di scorrettezza,

permanete nei vostri domicili in caso di malattia anche dopo la prima visita fiscale.

Ma protestate in ogni modo, luogo e occasione.

***********

  

Questo vale per ogni cosa attenga i vostri interessi.

protestate!

 

vedi sul tema questo articolo di giornale

 stress  mobbing  abusi  violazioni  videoterminali   rapine   pulizie   poste denunciate   news    eco-tutela  link  contatti  avviso