Errare è umano, perseverare è diabolico...
"Lascia in pace il
can che dorme"
(sottotitolato per
i non capienti...)
|
| |
|
"Persone |
|
di agghindato |
|
aspetto |
|
e di parole |
|
artificiose |
|
sono |
|
raramente |
|
virtuose." |
|
|
|
(Confucio) |
| |
|
"Chi ha la casa |
|
fatta di vetro |
|
non dovrebbe |
|
gettare pietre |
|
contro quella |
|
degli altri."
|
|
|
|
(G. Herbert) |
|
|
Esistono due tipi di
colleghi,
|
|
quelli che restano al fronte e danno il massimo,
|
|
e quelli che prima o poi
migrano per altri lidi,
|
|
dopo aver scassato i
marroni a tutti,
|
|
travestiti da sindacalisti
o promotori finanziari,
|
|
seguono la meteora
di una "carriera" da
|
|
Yuppie.
|
|
(che in Poste italiane è
comunque preclusa ai più.)
|
|
Ora non esistendo i concorsi
interni, come una volta,
|
|
non capisco, ma è un mio limite,
|
|
come vengono gestite le risorse umane in azienda.
|
|
Mi spiego:
|
|
da un lato non posso non
osservare che
|
|
negli ultimi anni
decine di colleghi di sportello,
|
|
negli uffici dove ho lavorato,
|
|
sono stati con estrema
facilità spostati, presso la filiale, il cuas o il ministero,
|
|
questi spostamenti non li
voglio sindacare, si tratta più delle volte di amici...
|
|
sarei un disadattato, se non
mi arrendessi alla grigia realtà, del mondo.
|
|
Troppe cose sfuggono alla conoscenza, di chi come me è afflitto da cronica ignoranza.
|
|
Nepotismo, raccomandazioni, tediano il mondo
da sempre.
|
|
Però non posso non segnalare
alla curiosità e all'intelletto dei colleghi
|
|
la non conflittualità e
velocità di tali movimenti, tutti sicuramente legittimi.
|
|
Sembra che per alcuni esista
come un numero verde...
|
|
per la carriera,
|
|
i cambi
d'applicazioni e ogni altra occorrenza.
|
|
*
|
|
Per altri ricevere una
semplice risposta scritta,
|
|
un qualsiasi atto dovuto,
|
|
è come raccogliere una stella
alpina
|
|
sulla cima delle Pale di San Martino.
|

Parimenti nella gestione
delle risorse umane
non si tiene in nessun conto dello stato
di salute
di troppe persone in grave disagio,
si dispongono
applicazioni incoerenti con lo stato di salute
e l'integrità fisica,
si oppongono guadi e muri
insormontabili per ottenere una diversa applicazione,
proprio a persone con problemi
di salute.
*
Questo comportamento mi fà pensare...
Si a me ricorda la
storia del ...
dirigente dott. M. P. ...
ma io sono "fuori", come
lo zerbino di casa...
Comunque vorrei sapere
quante sono le persone
che nonostante una grave
disagio fisico
"chiaramente certificato",
cuociono nella graticola
dell'indifferenza...
E vorremmo allietarci con le
allegre novelle di quanti convolano a diversa applicazione
con un semplice battere di
ciglia...
*
Bisognerebbe anche riflettere che questo
diffuso malcostume,
è esteso ovunque esista una gestione
pubblica.
Capita sovente in un ufficio postale che
messi di lato i capaci,
si collocano (come negli ultimi 20 anni)
dei reduci ministeriali, dei sindacalisti,
al comando di uffici che vanno come vanno...
Allora l'ufficio tutto,
personale e clientela si piegano
alla follia del pubblico impiego:
il dirigente che dirige ma non possiede le
conoscenze tecnico contabili,
la preparazione anche umana,
che si conquista sul campo.
Ma non serve aggiungere altro è quello che
vivete ogni giorno.
Il problem solving,
la soluzione dei
problemi,
non viene più dai dirigenti,
ma dall'impegno dei pochi che non si
demoralizzano nonostante tutto.

Segnalo alla vostra capacità
di riflessione la sentenza
di riconoscimento del fumo passivo
in ambiente di lavoro,
come "con causa" di morte.
Nel caso di specie
la
lavoratrice aveva chiesto ai suoi dirigenti
una diversa applicazione,
lontano da un corridoio dove
altri dipendenti fumavano.
I dirigenti non hanno preso in
considerazione,
le sue richieste,
ne i certificati medici
prodotti.
Speriamo che questa condanna sia un precedente utile al nostro caso.
Spesso l'ignoranza e
l'arroganza dei dirigenti non trova giustificazioni e qualche volta
viene condannata.
Un'amara vittoria: il tribunale riconosce
il fumo passivo come causa di morte
(vedi articolo di Milena Calati)
scriveteci a:
violazioni@lafilibusta.net
|