c o n t r o   d i r i g e n t i   f i l i b u s t i e r i   n o n   c' è   r i m e d i o   n é   s c a m p o
stress  abusi rapine news link  contatti
violazioni  pulizie  eco-tutela avviso
mobbing   videoterminali poste denunciate    
La  Filibusta 

 STAMPANTI E FOTOCOPIATRICI KILLER LIBERANO

VOC TOSSICI E CANCEROGENI

COME L'AMIANTO

Qui Vi spieghiamo come e perchè difendervi

qui trovi la denuncia già presentata ai Nas e alla Procura

potete avere il testo della

 

denuncia integrale

 

vedi aggiornamento (25/03/2009)

 

 

vedi denuncia del 26/1/2012

[ai  N.A.S. - per la Procura della Repubblica di Roma  ]

28 gennaio 2009

 
   

N.A.S. Comando Carabinieri Tutela Salute Sul Lavoro

presso Ispettorato del Lavoro di Via  Cesare De Lollis 12 - 00185 Roma

p.c.  N.A.S. Comando Carabinieri Tutela Salute - P.le G. Marconi 25 - 00142 Roma

Si presenta presso di Voi, per competenza tecnica-scientifica-amministrativa la denuncia alla Procura che segue, per l’inoltro e il riscontro sui temi addotti stante incombente pregiudizio per la salute dei lavoratori e del pubblico che frequentano l’ufficio Postale di Roma Granai.

 ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DÌ ROMA

 ESPOSTO DENUNCIA

E CONTESTUALE RICHIESTA DI PROVVEDIMENTI URGENTI

 
   

Il sottoscritto T. F., nato a Roma, il **/**/1960, e ivi residente in viale ******* **, 001** Roma, impiegato dipendente di Poste Italiane, dal 1983, da allora applicato a mansioni di sportelleria, in servizio dal 2002 presso l’ufficio postale di Roma Granai,

con la presente denuncia:

-          L’Ing. P. M. in qualità di ex“datore di lavoro” per la Società Poste Italiane SPA;

-          Il Dr. G. F. in qualità di “datore di lavoro” per la Società Poste Italiane SPA;

-          L’ex Dirigente delegato – G.  S. ex-responsabile filiale di Roma Sud di Poste Italiane;

-          Il Dirigente delegato – P. L. B. -attuale responsabile filiale di Roma Sud di Poste Italiane;

-          Il Prof. F. D. della Asl Roma C  responsabile del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro;

-         Ogni altro responsabile, istituto o organismo, vincolato dalla legge,  ai doveri di prevenzione e vigilanza   degli   ambienti di lavoro, che dovesse essere eventualmente identificato dalla Procura.

 
 

Per aver omesso atti di competenza dei propri uffici, in violazione alle normative, inadempienze tutte inerenti l’ufficio postale, di  “Roma Granai” sito in via Rigamonti n.100, a Roma.

Tutte le persone su indicate avrebbero dovuto nel rispetto dei compiti del proprio ufficio vigilare e adoperarsi al fine della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, per la tutela della salute, nei modi comandati dalle normative  dal 2000 (apertura ufficio)  ad oggi.

I responsabili su indicati, non hanno peraltro, provveduto ne  comunicato le motivazioni che impedivano la messa a norma dell’ufficio, nella forma scritta nonostante diffida a provvedere ai sensi e per gli effetti dell’Art.328 del codice penale, così come modificato dal art.16 L.26/4/90 n. 86, inviata dal denunciante con raccomandata il 10/11/2008. (allegato nr.1)

Queste omissioni plurisoggettive, vedono consapevoli i vertici in denuncia di Poste e Asl e non solo i meri delegati alle funzioni, infatti tutti i denunciati sono stati informati in modo consono del pericolo emergente nel luogo di lavoro, agli stessi non deve essere riconosciuta alcuna buona fede oggettiva o soggettiva, perché erano e sono perfettamente consapevoli delle normative vigenti e delle possibili conseguenze lesive della salute Pubblica e dei lavoratori.

 

Violazioni al T.U. d.lgs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/01

Il sottoscritto denuncia  quindi alla Procura gli aspetti non conformi e in violazione alle normative:

-          L’inquinamento in-door, da contaminanti chimici (ozono, benzene, v.o.c. formaldeide);

(causato anche da fotocopiatrice a toner in ambiente unico condiviso da pubblico e operatori);

-         La non conformità dei locali dell’ufficio al T.U.  D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81- all. IV 1.2;

           (particolare riferimento cubatura minima insufficiente per apertura al pubblico)

-         Il mancato rispetto delle condizioni di Microclima;  ossigenazione, temperatura,ventilazione, condizionamento d'aria;

-          Il datore di lavoro non ha redatto, ai sensi legge il Documento sulla Valutazione del Rischio;

-          La scarsa e incostante pulizia ordinaria dei locali e pulizia straordinaria assente;

-          L’omessa disinfestazione dei locali richiesta per presenza insetti fin dal 2004;

-          L’omessa sistemazione e incanalatura dei cavi elettrici volanti chiesta fin dal 2004.

-          L’omessa sorveglianza sanitaria e registrazione dei  lavoratori esposti ad agenti cancerogeni;

-          Il non rispetto della normativa di prevenzione sull’uso dei videoterminali;

-          L’ambiente di lavoro non è stato sottoposto all’attenzione dei medici competenti il territorio;

-          L’ambiente di lavoro non è stato sottoposto all’attenzione  delle RR. LL. S.(o R.S.P.P.).

Molte di queste condizioni, dal novembre 2004 sono state oggetto di richieste di intervento, alle quali non è seguito alcun atto da parte della filiale di Roma Sud delle Poste Italiane.  

L’ASL ROMA C chiamata ad intervenire due volte e puntualmente intervenuta nel 2006 e nel luglio 2008, ha ispezionato gli uffici sanzionando l’azienda Poste Italiane con contravvenzioni e richiami al rispetto di alcuni aspetti della normativa, non ha comunque promosso la rimozione di tutti gli elementi pregiudizievoli per la salute di quanti vi lavoravano.

Nelle due circostanze grazie e solo successivamente a queste ispezioni della ASL, Poste Italiane SPA ha prodotto alcuni miglioramenti della struttura.

 
 

Nel 2006 è stato sgombrato l’ufficio da alcuni materiali in eccesso e collocato del nuovo mobilio per l’archivio e i materiali di consumo, con imbiancatura dei locali.

Nel novembre 2008 è migliorata la pulizia ordinaria e in data 17/12/2008 si è provveduto a dotare l’ufficio di un climatizzatore, di un aspiratore dislocato in prossimità della fotocopiatrice, di un aeratore nel caveau e di nuovi punti luce, si è prodotto un “documento sulla valutazione del rischio” e sono state nominate (senza però per ora formarle) due colleghe per la gestione delle emergenze.

Questi interventi, tesi a risolvere alcune problematiche, hanno lasciato invece immutate le principali violazioni insistenti nei locali dall’apertura nel 2000  ad oggi.

L’azienda ha violato quindi le norme della legge di tutela, ripetutamente, non producendo azione di prevenzione e salvaguardia, adoperandosi sempre al minimo e solo quando costretta d’autorità.

Poste Italiane Spa, da anni consegue successi e riconoscimenti internazionali, ed è organizzata professionalmente ad individuare e rimuovere gli elementi pregiudizievoli per la salute, gli infortuni e le malattie professionali, con addetti e uffici preposti, non ha però in questo comprensorio, certamente in questo ufficio,  risposto in modo consono, in atti e in documenti.                               

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/02

La filiale di Roma Sud ha sistematicamente ignorato  tutte le istanze di tutela, prodotte dal dirigente preposto e dal personale, praticamente non rispondendo  ad alcuna lettera o raccomandata fin dal 2004, neppure la missiva di un legale ha avuto  riscontro.

Un modus operandi che si riscontra anche in altri uffici di zona, per quanto attiene microclima, riscaldamento, le richieste d’intervento non ricevono risposta , anche in luogo di infortuni sul lavoro, ad esempio “le rapine” , eventi che non sono seguiti da provvedimenti di prevenzione e tutela.                  

Tale comportamento omissivo oltre a connotare e qualificare, professionalità e educazione di quanti non rispondono, è un ulteriore violazione ed elusione dell’art.15 del  T.U.  D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81, nel punto dove indica tra le misure generali di tutela:

r) la partecipazione e consultazione dei lavoratori;.                                                                      

La norma è chiarissima si parla di lavoratori, i rappresentanti dei lavoratori sono citati a parte:

      s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;.

I funzionari querelati non hanno neppure disposto quanto tra i punti in denuncia, era alla loro portata a costo zero, di rapida soluzione, in quanto di competenza di uffici dipendenti o ditte appaltatrici che sono già rimunerate e hanno in obbligazione contrattuale quelle incombenze.                                                 

La Asl, si è limitata al minimo delle contestazioni di fronte ad un massimo di elementi legalmente contestabili, tutte le violazioni fin dal 2006 erano evidenziate nelle richieste d’intervento dello scrivente e manifeste agli occhi degli ispettori della Asl Roma C.

Mentre nel rispetto dei compiti di istituto avrebbe dovuto estendere il controllo oltre gli elementi che scrivente segnalava, ad altri aspetti di prevenzione come: il rispetto della normativa sui video-terminali, l’ergonometria del posto di lavoro, il rumore, lo stress. (T.U.  D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81) 

 

Meglio avrebbe risposto ai doveri del proprio ufficio se la ASL RM C avesse, verificato se anche in altri uffici postali zonali, facenti capo ai medesimi responsabili, si reiteravano le stesse violazioni.

Per contro pur constatando che l’ufficio non era a norma di legge, la ASL ROMA C ha disposto modifiche marginali, in particolare si segnala che gli ispettori, non hanno interagito in alcun modo con i lavoratori preposti, neppure per verificare se lamentassero problemi di salute.

Poste Italiane e Asl non hanno valutato in nessuno modo il rischio chimico dell’ufficio, attraverso monitoraggi biologici, rilievi ambientali o in assenza di questi ad una stima approssimativa in base:

 - alla GRAVITA' (o QUALITA' negativa) intrinseca potenziale dell'agente chimico

 - alla DURATA dell'effettiva esposizione all’agente chimico

 - al LIVELLO DI ESPOSIZIONE (qualitativa e quantitativa).

 Il semplice calcolo a tavolino avrebbe fatto risaltare l’urgenza di un provvedimento di tutela.                        ( Si consulti ad esempio il modello applicativo del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 25 proposto dalla Regione Piemonte per la Valutazione del Rischio Chimico, dove vengono descritte delle precise norme tecniche, modalità per ben valutare l’inquinamento degli ambienti di lavoro).

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/03

 

La Asl Roma C e Poste Italiane, si sono invece accordati nel 2006 e nel 2008 in occasione delle ispezioni dei locali in violazione e falsa applicazione degli obblighi di sicurezza derivanti dal  articolo 2087 CC,come se sicurezza e salute, degli operatori di quell’ufficio e del pubblico fossero elementi per loro disponibili, differibili e contrattabili.

Il rischio,  qui  documentato  di  contrarre  il  cancro  per inalazione  o  d’intossicazione, per i contaminanti  contenuti  nel  toner  della fotocopiatrice Olivetti d-copia250MF, in uso,  resta completamente  ignorato,  con  altri  aspetti fondamentali della normativa di tutela.

Quanto su dichiarato non è tratto dalla consultazione di testi o studi soggettivi e quindi opinabili, la letteratura medico-legale è colma di notizie, studi e ricerche che adducono argomenti validi ma di regola concludono con divergenti risultanze.

Ma è quanto disposto da Leggi, “norme tecniche”,“buone prassi” e “linee guida” redatte da organi governativi come Ministeri,  Regioni, ISPESL e INAIL che il T.U.  D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81, al -Titolo I - Principi comuni - Capo I - Disposizioni generali - Art. 2. lettere. U, V e Z-, cita espressamente, come organi competenti ad emanare istruzioni tecniche ai fini della prevenzione.

Il legislatore ordina l’assenza di inquinanti e agenti chimici nell’ambiente di lavoro, siano questi cancerogeni, mutageni o semplicemente tossici.

Solo in caso di impossibilità, il legislatore ripiega nel concetto, del ciclo chiuso o ambiente separato e se anche questo fosse infattibile impone le minime emissioni possibili, sempre al datore di lavoro compete l’onere di dimostrare sia in sede di ispezioni che in sede legale che ha fatto quanto  è tecnologicamente possibile ai fini della prevenzione.(art. 2087-1374-1218 c.c. )

Quindi contestiamo quanto, in violazione delle disposizioni e riferimenti normativi, buone prassi e linee guida è di carattere cogente e non puramente volontario,  procedendo sui punti in denuncia:

Inquinamento in door, cubatura  Microclima

Da molti anni in Italia, il quadro normativo,  prescrive un attenzione a tutti i contaminanti chimici, fisici e biologici, nei luoghi di lavoro in genere, questa problematica relativa agli ambienti confinati, luoghi di lavoro al chiuso, prende il nome di “inquinamento in-door”.

Lo studio delle cause, dei relativi interventi di prevenzione e/o di protezione nei confronti di tali tipi di rischio mira alla ricerca di un "Idoneo equilibrio bio - ambientale tra uomo e ambiente di lavoro".

Tale inquinamento nell’ambiente di lavoro non può superare mai i livelli prescritti e può sovraccaricare se le normative su cubatura, microclima e pulizia dei locali non vengono rispettate.

Questa giurisprudenza diventata puntuale ed organica già con la D.l.gs. 626 del 1994, è  confluita nel  T.U.  D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81, questo ufficio postale  nato nel 2000 ha avuto quindi sempre un quadro normativo chiaro e precise linee guida normative da adottare e seguire.

Si tralascia l’aspetto dei contaminanti fisici e biologici che chiede un studio e una attenzione ulteriore da parte degli addetti alla sicurezza aziendale di Poste Italiane e ASL ROMA C ad oggi insperabile, per meglio approfondire i maggiori contaminanti di natura chimica che rappresentano il pregiudizio alla salute, emergente nel citato luogo di lavoro.

Preoccupano in maggior misura infatti, in un locale così ristretto: il benzene; il monossido di carbonio; i composti organici volatili; la formaldeide; gli idrocarburi aromatici policiclici; l’ozono

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/04

La documentazione utile ad una corretta valutazione del problema è di facile accesso in quanto pubblicata nei siti web, del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, dell’ I.S.P.E.S.L. , dell’ I.S.P.R.A.(specialmente sul sito tematico dell’ISPRA ex APAT appunto: http://www.indoor.apat.it/site/it-IT/.)

Basti anticipare che tali sostanze sono tutte tossiche e alcune cancerogene, si individuano sia in ambienti aperti che in quelli chiusi, il rischio è dipendente e proporzionale alla loro concentrazione.

In un ambiente confinato anche la presenza di mobili e carta, l’illuminazione, l’uso di detergenti e di altre sostanze comuni, possono produrre vapori di tali contaminanti chimici.

La fotocopiatrice a toner presente in ufficio libera nell’aria praticamente tutti questi contaminanti, oltre a provocare in concorso con altri apparati sempre attivi come computer e stampanti, un eccessiva riduzione dell’umidità.

“In particolare, la produzione di ozono è dovuta al processo di carica e scarica generato dal campo elettrico, prodotto intorno ai fili corona, durante il loro funzionamento. La presenza di ozono in prossimità delle macchine fotocopiatrici viene normalmente avvertita già a basse concentrazioni (0.01-0.02 ppm) a causa del tipico odore pungente. A concentrazioni superiori (0.25 ppm) l’ozono è irritante per occhi e mucose, fino a portare irritazioni delle vie respiratorie, tosse e dispnea a livelli alti Inoltre, a causa degli alti tassi di emissione dei composti organici volatili e del contributo significativo al livello totale di VOC presenti nel determinato ambiente, le macchine fotocopiatrici sono ritenute responsabili di molti casi di sintomi associati alle sindromi correlate all’edificio. Le macchine fotocopiatrici, infine, costituiscono una fonte di particelle inalabili a causa dell’emissione di polvere di toner contenente il nero carbone come pigmento e una resina che consente al nero carbone di aderire sul foglio.”(fonte: A.P.A.T.)

Le buone norme e le linee guida in merito alle fotocopiatrici tra l’altro prescrivono:

“Collocare gli apparecchi in un locale ampio e ben ventilato; Installare le apparecchiature di elevata potenza in un ambiente separato e, se necessario, dotare questo ambiente di un impianto di aspirazione locale; Non direzionare le bocchette/fessure di scarico dell’aria, verso le persone.”

Invero la collocazione dell’apparato contravviene tutti questi precetti.

L’Ispesl  raccomanda il massimo ricambio d’aria o la ventilazione forzata anche nei locali separati , preoccupandosi della qualità dell’aria, anche per i pochi minuti necessari a fare delle fotocopie.

Maggiormente in un lavoro che immobilizza per sei ore allo sportello, non si dovrebbe, lavorare praticamente appoggiati ad una fotocopiatrice di grandi dimensioni, in un locale limitato, non correttamente areato e ventilato per poi sentire disagio ad ogni fotocopia prodotta.

Nessuno ha neppure disposto come da norma di legge, la  sostituzione della fotocopiatrice con altra con diversa tecnologia (getto d’inchiostro), ne un suo uso più moderato o ragionato.

Invero il 70% dell’utilizzazione della fotocopiatrice (500 copie giorno circa) è dovuto a un’inutile riproduzione di moduli che la Filiale Roma Sud non fornisce agli uffici, solo per conseguire un risparmio. (Per verificare questo dato basta ispezionare gli atti d’ufficio in archivio).        

La sostituzione della apposita modulistica con fotocopie è passata negli anni da eccezione a regola in tutti gli uffici, la Filiale di Roma Sud non perde neppure l’occasione di inviare quotidianamente diversi fax di decine di pagine, che potrebbero essere inviati via e-mail o con la posta ordinaria. 

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/05

 Sfugge completamente ai responsabili di filiale, una considerazione giuridica:   

“non fornire sistematicamente una pluralità di moduli, perfino la stessa carta per fotocopie, negare il rimborso di quella acquistata dal preposto dirigente, per far fronte alla richiesta di servizio, configura il reato  previsto dall’art.340 c.p. in quanto è una precisa turbativa alla regolarità di un pubblico servizio”.

Non si è provveduto a limitare o filtrare le emissioni della fotocopiatrice, sensi legge, con un apparato idoneo, come quello ad esempio prodotto dalla Ecoservice Office Srl di Pesaro che come da certificazioni Ispesl e del Politecnico di Torino, cattura le emissioni prodotte dalle fotocopiatrici.(allegato 10)       Quanto su lamentato viola diversi aspetti della normativa di tutela e sicurezza sul lavoro.

A tal proposito si ritrovano chiari riferimenti normativi in  parte dell’art. 15 del T.U.  nr. 81  nei punti sottoscritti:

a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;

c) l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;

d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;

e) la riduzione dei rischi alla fonte;

f) la sostituzione di ciò che e' pericoloso con ciò che non lo e', o e' meno pericoloso;

h) l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;-.

Tali dettami già nella 626/94, imponevano  in presenza di un agente cancerogeno  nel ciclo lavorativo:               

a) eliminare l’agente dal ciclo produttivo;

b) se ciò non fosse tecnicamente possibile adottare il ciclo chiuso;                     

 

c) se anche questo non fosse tecnicamente possibile, abbattere l’esposizione dei lavoratori al livello più basso tecnicamente possibile;

d)registrare i lavoratori esposti e sottoporli a sorveglianza sanitaria.

Mentre nel  D.l.gs. 2.02.2002, n.25  si impongono simili e ulteriori precetti per gli agenti chimici.                   

Gli elementi, anche se non esaustivi, da prendere in considerazione per la valutazione del rischio da agenti chimici sono elencati nell’art. 72 quater, comma 1, del decreto che prevede,

“… il datore di lavoro determina, preliminarmente l'eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo in considerazione in particolare:

a) le loro proprietà pericolose;

b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal produttore o dal fornitore tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52 e 16 luglio 1998, n. 285 e successive modifiche;                  

c) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione;

d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti, compresa la quantità degli stessi;

e) i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici; di cui un primo elenco è riportato negli Allegati VIII ter ed VIII quater;

f) gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;

g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese.

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/06

 

L’anacronismo poi, con il quale si è si sostituita la fotocopiatrice a toner, tra la prima e la seconda ispezione ASL con un modello, più grande ed inquinante, lascia interdetti. 

Il denunciante constatato il non rispetto delle leggi di tutela da parte dei funzionari di Poste Italiane e della Asl, ha fatto alcune ricerche, scoprendo maggiori e gravi aspetti di non tutela e di pregiudizio alla salute.

Primo,  esistono alcune decine di licenze/brevetti di composizione di toner, alcuni  addirittura banditi a livello comunitario (Direttiva 2002/61/CE del Parlamento Europeo) e non sussiste  obbligo di etichetta sui toner, di conseguenza è  fiorente il mercato delle cartucce rigenerate, come quello parallelo di cartucce “commerciali” provenienti principalmente dalla Cina.

Il toner  rappresenta quindi in alcuni casi un pericolo  inconoscibile, perché non rivelato.

Questa normativa favorevole ai produttori di toner e ai fornitori di assistenza, non tutela la salute dei terzi.

Ulteriore rischio per la salute Pubblica è l’espediente creativo – chimico - giuridico che consente di rielaborare sostanze nei fondamentali identiche, rinominarle, ribrevettarle,  eludendo così la classificazione delle sostanze, finalizzata alla prevenzione, realizzata dagli organismi internazionali.

I produttori, nascondono così la svelata tossicità dei prodotti, riconfezionandoli e ponendo a loro difesa, la normativa sui brevetti industriali e commerciali, che prevale inspiegabilmente sul diritto alla salute.

Il toner  rappresenta quindi in altri casi  un pericolo  inconoscibile, perché manipolato o segretato.

 

Quanto detto porta oggi anche a schede di toner come quella in allegato, che non segnala  la non-tossicità, ma il “non classificato” dagli organismi internazionali di controllo.

Nei fatti la volontà  di non  informare adeguatamente gli utilizzatori  è perciò pretestuosa,  ha una rilevanza penale, quando così elude, la compiuta valutazione del rischio chimico, richiesta dalla normativa.

Una corretta applicazione delle norme di tutela non può che mettere comunque fuori gioco suddetti espedienti, all’imprenditore compete comunque l’accertamento in proprio delle sostanze che inquinano l’ambiente di lavoro siano esse, materie prime, o essenze liberate da combustione o altri processi di lavorazione.

Da qui due contestazione ulteriori a Poste Italiane e alla Asl: come si può accettare l’uso di toner senza etichette, nel contesto di  un’azione tesa alla prevenzione, quello che in un luogo di lavoro si inala non può essere sconosciuto e come non valutare l’esalazioni della fotocopiatrice.

Nei  fatti il toner giunge invece senza alcuna etichetta in ufficio e a pensar male, le cartucce non essendo neppure contrassegnate come originali Olivetti, potrebbero contenere appunto un toner bandito e fuori legge.

Illazioni a parte i componenti del toner originale, che dovrebbe impiegare la macchina in dotazione all’ufficio l’Olivetti D -copia 250MF (all. n. 2), sono: stirene (dal 51 al 65%) , magnetite (30-40%), silice e ossido di titanio.

Lo stirene è un idrocarburo aromatico classificato IARC in classe 2a: “probabile cancerogeno per l’uomo”e 2 dalla CEE, in quanto è stato accertato che incrementi il numero di casi di leucemia e altri tumori.  (allegato nr.3) L’ossido di titanio, (1-5% del toner)classificato 2b Iarc dal 2006 come possibile cancerogeno. (allegato nr.5-bis)

Queste classificazioni, già  sufficienti per determinare precisi adempimenti che non sono stati comunque adottati, resta valida finché  il toner permane nello stato di polvere, quindi nella cartuccia principale, in quella di recupero,  nell’apparato, nell’aria, sul foglio, su mobili e pavimenti.                              (gola – naso – polmoni – pelle - vestiti ect.)  
 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/07

Di fatto la combustione dello stirene (anche se STIRENE COPOLIMERO ACRILICO 1-2) subendo i processi fotochimici della fotocopiatrice libera nell’aria  anche benzene,  come tutte le combustioni incomplete del carbone, del petrolio, dei suoi derivati, come gli idrocarburi aromatici.

Vapori di benzene che vanno ad incrementare  ulteriormente, quelli liberati dai prodotti che lo contengono  come colle, vernici, cere per mobili, detergenti.

Mentre nell’organismo lo stirene subisce bio-trasformazione con formazione di “7,8 stirene ossido”.(all.3)

Il benzene, costituisce un inquinante degli ambienti confinati per il quale la Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale fin dal 1998 ha potuto stimare il rischio individuale di leucemia in Italia:

Il numero dei casi attribuibili alla esposizione per inalazione del benzene è compreso tra i 36 e i 190 casi all’anno. (fonte:1998-Ministero della Sanità-Tutela e promozione salute ambienti confinati).

Diversi altri studi hanno messo in evidenza il pericolo di contrarre la leucemia o altre forme di cancro. (leucemie, linfomi, uroteliomi e eccessi di tumori in altre sedi) , al punto che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro e la CEE hanno inserito il benzene nel gruppo 1 dei cancerogeni certi.                          (vedi all.4)

La CEE ha anche aggiunto alla classe 1 la nota “E” a questa sostanza che ne sottolinea la tossicità.        

(vedi all.4)

Altro cancerogeno certo incrementato dall’uso di una fotocopiatrice è la formaldeide, che a temperatura ambiente è un gas incolore, dall’odore acre e irritante,  reattivo in molte sintesi e utilizzato per le più varie lavorazioni. (resine sintetiche, colle, solventi, vernici, conservanti, disinfettanti, deodoranti, detergenti, saponi, cosmetici, tessuti, mobili).

Si trova nell’aria ambiente in quanto è uno dei principali componenti dello smog fotochimico, uno dei più stabili intermedi di ossidazione che si producono in atmosfera a causa della contemporanea presenza di ozono e di residui di idrocarburi derivanti dai processi di combustione, a seguito del suo amplissimo impiego è il composto organico volatile (VOC) più diffuso e più noto.

È sempre presente nei processi fermentativi a cui possono andare incontro i materiali organici a struttura ligneo - cellulosica, è quindi comprensibile come nei processi fotochimici delle fotocopiatrici, in presenza di carta, ozono, idrocarburi come benzene e stirene, possa generarsi una notevole quantità di formaldeide.

Nell’ambiente unico e angusto dell’ufficio, che svolge nel contempo funzioni di ricezione e operatività, non solo la fotocopiatrice, dovrebbe essere in ambiente separato, ma anche l’archivio crescente che consta di diversi mc. di carta che a temperatura ambiente rilascia lentamente formaldeide.  

Uno studio autorevole sulla formaldeide ha valutato l’incidenza della leucemia: 69 decessi, era 3,5 volte l’attesa. (NCI, studio condotto su un campione di oltre 25.000 lavoratori esposti)

L’ IARC quindi nel 2004 ha inserito la formaldeide nel gruppo 1 dei cancerogeni certi.           (allegato nr.5)

Questa è classificata   dalla CEE nel gruppo 3 dei cancerogeni e vari studi hanno dimostrato aumento dei carcinomi della cavità nasale e dei seni paranasali  e un forte incremento delle leucemie.                  (il nome generico delle malattie del sangue  “Leucemie”, comprende  in vero: Leucemie,Linfomi e Mielomi)

Seconda amara scoperta: un operatrice in forza all’ufficio,  vi è stata applicata nonostante abbia in continuità di servizio,  contratto appunto un linfoma del sangue, quando lavorava in altra sede delle Poste, ed ora avversata da invalidità reale e riconosciuta,  nei benefici della legge 104.

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/08

 

Non conosco motivi per collegare questa malattia al servizio prestato per Poste Italiane, ne sono autorizzato a pensare che non siano stati fatti giusti accertamenti in tal senso, non  è dato di sapere legittimamente a scrivente, se sia stato registrato presso l’ISPESL questo caso.

Comunque questa ulteriore rivelazione  ha portato lo scrivente ha chiedere la massima attenzione verso questa operatrice dell’ufficio, invocando l’intervento del medico competente:(allegato 1)

“A tale proposito e con urgenza, stante situazione descritta,  si chiede che il medico competente si pronunci sulla applicazione di un operatore che è in tutela di legge 104 per motivi di salute. “

I  responsabili aziendali  oltre ad applicare in un ufficio insalubre, un dipendente con queste premesse e in tutela della legge 104, non hanno prestato attenzione a questa segnalazione, eppure sempre in parte dell’art. 15 del  T.U.  D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 si dispone nei punti:

l) il controllo sanitario dei lavoratori;

 m) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra mansione;

L’interessata avvertendo e comprendendo il disagio ambientale dell’ufficio  ha già chiesto diversa applicazione, ad oggi non accolta.

Anche scrivente ha chiesto diversa applicazione a salvaguardia della salute, ma la direzione delle Risorse Umane della Filiale di Roma Sud ha in confusione il concetto di interesse legittimo con quello di diritto soggettivo, concepisce queste richieste come rientranti nella sua discrezionalità e volontà.      

Invero, in un ufficio non a norma, le istanze di diversa applicazione avanzate dal personale, devono essere tutte accolte e anche con celerità-prioritaria, maggiormente quando sussistano motivi di salute.

Il datore di lavoro non ha redatto, nel rispetto della legge il Documento sulla Valutazione del Rischio;

Il Documento sulla valutazione del rischio dell’ufficio prescrive in merito alla fotocopiatrice solo:

“qualora la fotocopiatrice/stampante laser sia usata intensamente, aerare i locali con maggiore frequenza.” (all. n.6)

Ora il “Documento sulla valutazione del rischio” non è nello spirito della legge, un vademecum da inviare  in modo indifferenziato in tutti i luoghi di lavoro, ma un insieme di precetti che tengono conto della realtà e particolarità del luogo di lavoro, di riflessioni e studi sul campo.

La centralità di tale adempimento viene chiarita nel Capo III, Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro, Sezione I , Misure di tutela e obblighi, Art. 17- Obblighi del datore di lavoro non delegabili:

“1. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività:

 a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28;

b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.”                    

 Si veda poi tutto l’art. 29. Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi.

 
   

In ogni modo non si comprende come si possa aerare un locale privo di finestre, con un unico accesso di cm. 90 x 200, senza un funzionale sistema di aerazione forzata .

   

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/09

 

Lo stesso “Documento” deve poi essere  completo e identificare tutti i rischi, programmare soluzioni contenere le linee guida e le buone prassi, già citate e contemplate dalle leggi.

Quindi il datore di lavoro avrebbe dovuto visionare personalmente i locali, accompagnato magari dal medico competente, dopo aver consultato i lavoratori e  le  RR.LL.S. (o R.S.P.P.), doveva stilare personalmente, il documento sulla valutazione del rischio dell’ufficio.

Invece in modo impersonale ha diramato a tutti gli uffici dei documenti che sono solo inutile carta e non l’adempimento sostanziale della legge.

Chiaro il fine del legislatore che mira ad eliminare il classico scarico delle responsabilità verso l’ultimo dei dirigenti preposti, che spesso non ha altro potere che segnalare quanto accade nei luoghi di lavori, ma deve farlo in maniera informale, insistere poco, sui temi della sicurezza, se non vuole diventare inopportuno, precludendosi ogni carriera.

La normativa impone nei luoghi di lavoro privi di ricambio d’aria naturale e provvisti esclusivamente di aereazione forzata, un intervento immediato per il ripristino della corretta funzionalità, questa Azienda invece è stata sorda al disagio manifesto del personale per anni.

Un altro aspetto negativo, dell’ufficio è il ciclo continuo della produzione dei contaminanti che si protrae per 24 ore, si pensi a tal proposito, alla prescrizione di finestre apribili del DPR. 303/56 (art.7).

Infatti l’ufficio dalle 8,30 alle 20,00 è luogo di lavoro malamente ventilato, di notte con tutti gli apparati accesi, l’aeratore e il climatizzatore spento, l’unica apertura giustamente chiusa non conosce momenti positivi di ricambio d’aria, infatti l’inquinamento in door e il cattivo odore sono al massimo livello proprio all’apertura dell’ufficio.

Questa contaminazione è amplificata dal passare del tempo, perché le polveri crescono ogni giorno.        

Si valutino anche gli studi del professor Stefano Montanari esperto in nano patologie e ricercatore che asseriscono che le nanoparticelle non biodegradano, ma possono essere solo spostate o meglio asportate, quindi è amaro constatare, che l’unico contributo nell’asportazione viene dal pubblico che contaminandosi biologicamente, porta via una parte di sostanze tossiche.(500 persone al giorno)

La concentrazione di CO2,  V.O.C. e altri inquinanti per scarsa areazione, la non rimozione attraverso un’adeguata pulizia anche straordinaria di polveri, l’affollamento del piccolo locale, sono pregiudizi certi, alla salute di chi soggiorna, sia per breve che per lungo tempo nell’ufficio.

Pulizia dei locali

Una pulizia rigorosa avrebbe rimosso parti delle polveri accumulatesi negli anni nei mobili, sotto il pavimento galleggiante, tra le fessure del controsoffitto, specialmente se effettuata con aspirapolvere.

Ma questa moderna tecnologia e questo impegno straordinario non è stato mai impiegato e disposto  nei locali, neanche in luogo degli ultimi lavori edili, quando si è prodotta polvere di materiale edile.

Invero è capitato che le pulizie fossero non eseguite per alcuni giorni o  insufficienti, ma nonostante  segnalazioni puntuali del locale dirigente non si è ordinato un servizio sostitutivo o integrativo.             

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/10

In tema di pulizie va segnalato che in difformità di quanto disposto con il T.U.  D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 allegato IV al punto 1.1.6. le pulizie vengono eseguite come del resto anche in tutti gli altri uffici in presenza e concorrenza dei lavoratori, quindi si deve operare mentre qualcun altro alza polvere e vaporizza detergente.

all.IV-1.1.6.------Il datore di lavoro deve mantenere puliti i locali di lavoro, facendo eseguire la pulizia, per quanto è possibile, fuori dell’orario di lavoro e in modo da ridurre al minimo il sollevamento della polvere dell’ambiente, oppure mediante aspiratori.

Cubatura dei locali

e mancata valutazione del rischio da carenza strutturale dell’Ambiente di Lavoro

si precisano quindi le misure dei locali dell’ufficio che consta in totale di 34 mq. ed è suddiviso in 4 ambienti:

1)      Un area operativa, aperta al pubblico, irregolare,  di 26,65 mq.

(con i sei lati di m. 4,25- 0,75 – 1,67 - 5,00 - 4,05 – 5,43), con cubatura utile lorda di circa 80,00 mc.

(26,65 mq x 3,00 m. altezza);

2)      Un disimpegno di mq. 2,45 (m.1,75x1,40);

3)      Un bagno di mq. 3.08 (m.2,20x1,40);

4)      Un caveau di mq. 1,75 (m.170 x 0,55 x 1.40 x 2,00).

Nessuna finestra e luce naturale, un unica porta ampia cm.90 ostruita esternamente e incessantemente da una lunga fila di persone, non si capisce come si sia potuto concepire e autorizzare l’apertura di un simile locale per la funzione di ufficio postale,  in un luogo dove c’è una forte richiesta di servizio,  ancor più non si capisce perché condurlo nel massimo indifferente spregio della salute di personale e pubblico.                                                                           

Il posto di lavoro dovrebbe avere un ergonomia adeguata, l’operatore non dovrebbe essere praticamente incastrato nella sportelleria, come nella realtà accade, dovrebbe disporre individualmente di 2mq.                       

Lo stesso ha necessità di una volume d’aria individuale di almeno 10m cubi, che in un ufficio dove l’ingresso non è limitato, non si può garantire.(T.U.  D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81- all. IV 1.2)

T.U. 81- ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI -  Art. 173-174-175

Stante il riferimento normativo che, per l’individuazione dei “video terminalisti”, prescrive che in modo “abituale o sistematico” si debbano superare le 20 ore settimanali di applicazione, non si capisce perchè questo sistema consociativo di sindacati, enti di prevenzione e azienda Poste Italiane, simulino un continuo studio del problema da anni, per poi non approdare ad alcun prescritto elemento di tutela.

Scrivente trova discriminatorio, che ispettori della ASL Roma C, chiudano gli occhi verso tale palese inadempienza del titolo VII del T.U.  D.l.gs. 09.04.2008 nr.81 ART. 173-174-175 – quando gli sportellisti della ASL Roma C, applicano ogni giorno, i giusti benefici di tutela della normativa.

Scrivente superando, le 36 ore di applicazione settimanale al video terminale ne reclama tutti i benefici, previsti in norma:

Art. 175. Svolgimento quotidiano del lavoro

1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività.

2. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale.

3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha  diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale … segue

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/11

Art. 176. Sorveglianza sanitaria

1. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, con particolare riferimento:

a) ai rischi per la vista e per gli occhi;        b) ai rischi per l’apparato muscolo-scheletrico … segue

 5. Il lavoratore è sottoposto a visita di controllo per i rischi di cui al comma 1 a sua richiesta, secondo le modalità previste all’articolo 41, comma 2, lettera c).

Microclima

Considerato che la recente istallazione di un condizionatore potrebbe ottimizzare, umidità e temperatura si eccepisce che  la cubatura limitata del locale operativo non permette un idoneo ricambio d’aria.            

Il ricambio necessario è una variabile legata alle persone presenti in ufficio che non è risolvibile, se non con ampi adeguati locali.         

Il personale e il pubblico sono poi nel consumo di ossigeno in concorrenza con luci, tre computer, due stampanti ad aghi, due stampa etichette e una fotocopiatrice di grandi dimensioni.

Poiché l’emissione di CO2 nell’ambiente è direttamente proporzionale al metabolismo medio dei presenti, è possibile determinare la portata d’aria richiesta per mantenere la concentrazione CO2 nei valori di qualità richiesta”. (Ispesl: 1 giugno 2006 LINEE GUIDA MICROCLIMA)                             

si veda anche la tabella 2.2.1-Edifici adibiti ad attività commerciali ed assimilabili-area pubblico banche-dove si hanno i valori di riferimento di ventilazione e ricambio d’aria.                                (Comunque nella realtà basta la contestuale presenza nel locale  di 7-8 persone per avvertire mancanza d’ossigeno, considerando che nella giornata il personale presente va da 3 a 6 unità e il pubblico non è limitabile, e normale che stazionino nello stesso ambiente anche 10 o più persone)

Disinfestazione e Messa a norma degli impianti elettrici

Queste due problematiche accessorie rispetto alle altre, danno però la misura del disinteresse dei dirigenti di Poste e anche della Asl, verso i problemi sollevati nell’ufficio dal 2004.

Ogni anno, in estate il caldo e l’esistenza nel centro commerciale di un grande ipermercato alimentare, fa proliferare minuscoli insetti che pungono le caviglie degli operatori, ebbene dal 2004 benché richiesta non stata mai disposta alcuna disinfestazione dei locali.

Infine lo stesso dirigente ha chiesto in modo continuo la sistemazione (canalizzazione a norma legge) dei fili elettrici sottostanti la sportelleria, così anche lo scrivente nelle personali istanze d’intervento.

Mancata registrazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni.

“In Italia si stima che circa 4.2 milioni di lavoratori (il 24% degli occupati) siano esposti ad agenti cancerogeni (139 agenti inclusi nel gruppo 1, 2A o 2B della classificazione IARC) tra cui i fumi discarico dei diesel, asbesto, polveri di legno, silice cristallina, benzene, cromo esavalente e suoi composti, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), piombo e composti inorganici.”                          (Fonte I.s.p.e.l.s.l. 2008 campagna prevenzione dei tumori sui luoghi di lavoro)
 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/12

L’ Art. 244 “Registrazione dei Tumori” del D.Lgs. n.81 del 9 aprile 2008 definisce le basi normative per la costituzione di un registro nazionale dei tumori di origine professionale, come già in premessa nell’art. 71 D.Lgs. n. 626/94.                    

Mentre l’art. 70 del d.lgs. 626/1994, l’art. 2 del D.M.12/07/2007 n. 155/200,e il D.lgs. 09.04.2008 n.81,  contemplano    l’inserimento del personale esposto ad agenti cancerogeni in un apposito registro.

I citati agenti cancerogeni, sia quelli giunti in ufficio sotto forma di materie prime o prodotti e liberati nel luogo di lavoro, si sono concentrati in un ambiente ristretto e non adeguatamente ventilato, il personale ivi applicato li ha inalati,  quindi questo personale anche a tutela di futuri riscontri deve essere inserito nel registro degli esposti prescritto.

Si contesta infine: Di  non  aver sottoposto all’attenzione dei medici  competenti il  territorio   e   delle     RR.LL.S. (o R.S.P.P.) - l’ambiente di lavoro, come contemplato dalle normative.

note sugli allegati

Lo scrivente produce in allegato, le richieste di intervento ai fine della salvaguardia  inviate  dal novembre 2004 al novembre 2008. (allegato nr.7)

Produce anche informazioni e parti di studi scientifici, schede tecniche ed altro possa essere utile ad una veloce valutazione dei problemi adotti. (allegati nr.8,9,10)

Considerazioni

Il fine della tutela della salute e della prevenzione, delle malattie professionali, la legge, sono stati totalmente disattesi, da persone che avevano modo e tempo di ben adempiere alle proprie funzioni.

I denunciati avrebbero dovuto in proprio promuovere ispezioni, studi, provvedimenti in presenza del semplice disagio degli operatori o addirittura chiudere o non far aprire un luogo di lavoro privo dei requisiti di legge.

L’attuale normativa infatti amplia i doveri di sicurezza del datore di lavoro imponendogli una diligenza qualificata (art.1176 c.c.), una particolare accuratezza sia nell'individuazione dei fattori di pericolo, sia nella scelta delle misure di prevenzione necessarie a tutelare l'integrità fisica del lavoratore, anche se non specificamente previste da norme di prevenzione o da altre prescrizioni di organi competenti.

Invece i notificati si sono concertati per la continuazione di un ambiente di lavoro malsano e pericoloso, non rispondente alle prescrizioni di legge, senza adoperarsi in maniera professionale al fine di garantire e tutelare la salute del personale e del pubblico. Non hanno poi provveduto nonostante diffida formale ne risposto.

Al fine delle aggravanti contemplate nel art. 61 c.p. si consideri :

“l'avere commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio,”

E quelle comprese nell’art.36 -Legge 5 febbraio 1992, n. 104, per il pregiudizio al dipendente in legge 104.

Si consideri anche la sentenza del Tribunale di Milano, G.I.P. Dott. Walter Saresella, (1 Marzo 2002) dove due dirigenti bancari sono stati condannati per omicidio colposo, perché una dipendente da loro completamente ignorata aveva inutilmente per lungo tempo lamentato che nel posto di lavoro doveva inalare suo malgrado fumo passivo, di seguito a causa di un attacco di asma la stessa è deceduta, da qui la condanna dopo la dimostrazione del nesso eziologico da parte peritale.

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/13

 

Ora questa vicenda, al fine del nostro caso si presenta identica, un luogo di lavoro inquinato e trascurato, inascoltate richieste di intervento, personale a rischio non correttamente valutato, con un elemento ulteriore qui abbiamo anche 500 clienti che entrano e non sanno di rischiare attacchi d’asma o shock anafilattico, solo perché qualcuno pensa ancor oggi, di poter ignorare completamente le leggi di prevenzione.

Per una casualità e per ora, non ci sono morti, ne danni certi rilevati ma non c ‘è neppure da parte di chi Vi scrive, voglia di aspettare ulteriori evidenze, stante che il dovere di prevenzione disatteso è già reato.

Una vittima questo ufficio l’ha già probabilmente prodotta, una giovane impiegata nel 2002 è stata colpita da meningite virale, probabilmente contratta e contagiata da un portatore sano, forse  nell’ufficio stesso, ora i medici hanno ipotizzato che nel momento del contagio, le difese immunitarie della collega potessero essere particolarmente ridotte, da qui la malattia, il coma, l’invalidità permanente e la pensione per inabilità.             

Ora l’inquinamento indoor ,  può determinare anche abbassamento delle difese immunitarie.

Concludendo

Scrivente rimette alla procura l'accertamento delle eventuali responsabilità penali, chiedendo che gli imputabili vengano perseguiti a norma di legge.

Chiede inoltre a norma degli art. 90 e 408 C.P.P., di essere sentito per fornire nel caso di ammissibilità del procedimento ulteriori elementi di prova, di essere informato dell'eventuale richiesta di archiviazione del P.M. .

Dichiara nella circostanza del procedimento penale di volersi costituire parte civile ai sensi dell’art. 76 c.p.p. da solo o  in concorso con altri aventi causa, al fine di ottenere il risarcimento del danno biologico, morale e materiale, causato e futuro.

Chiede inoltre ai Nas Comando Carabinieri Tutela Salute Di Roma, di valutare un possibile intervento teso ad accertare il reale contenuto del toner in uso negli uffici postali stante che il testo unico  D.l.gs. 09.04.2008 nr.81, Capo II Protezione da agenti cancerogeni e mutageni Art. 239.

Informazione e formazione – impone al datore di lavoro di informare i lavoratori su :

a) gli agenti cancerogeni o mutageni presenti nei cicli lavorativi, la loro dislocazione, i rischi per la salute connessi al loro impiego … 

Ringraziando saluta,

Roma,   28 gennaio 2009                                                                                         in fede

 
   

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/14

 
allegato 1 raccomandata a Poste e ASL di diffida ad adempiere  

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/15

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/16

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/17

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/18

 

allegato nr. 2 scheda toner Olivetti copia 250MF

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/19

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/20

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/21

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/22

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/23

 

allegato nr. 3 stirene

informazioni legali                                                                                                               

 tratto da: Coordinamento Tecnico per la Sicurezza nei luoghi di lavoro

delle Regioni e delle Province autonome

TITOLO VII DECRETO LEGISLATIVO N.626/94

Protezione da agenti cancerogeni e/o mutageni

LINEE GUIDA Aggiornamento 2002

ALLEGATO A

LISTA DELLE SOSTANZE CLASSIFICATE CANCEROGENE

E/O MUTAGENE DALLA CE NEL 19°, 20°, 21°, 22°, 23°, 24°,

25°, 26°, 27° E 28° ADEGUAMENTO ALLA DIRETTIVA 67/548/CEE

CA Categoria CE di cancerogenicità .

 

    ultima lista Iarc –stirene-     

cas                           sostanza                        classe                        anno

Il toner non è un materiale omogeneo, bensì una polvere finissima contenente particelle di carbone, ferro e resina. Nel processo di stampa laser, utilizzato nelle fotocopiatrici ed in alcune stampanti, il toner si imprime sulla carta costituendo il testo e le immagini stampate.                                                  Inizialmente era essenzialmente polvere di carbone ma successivamente, per migliorarne le prestazioni, alle particelle carboniose è stato mescolato un polimero. Le particelle di polimero vengono fuse dal calore del forno Fusore  attaccandosi alle fibre della carta.     La composizione del polimero varia da un produttore all'altro, ma solitamente è un copolimero stirene-acrilato oppure una resina poliestere. Le particelle di toner avevano originariamente una dimensione media di 12 micrometri, ma con l'aumento della risoluzione delle stampanti a 600 DPI, fu necessario ridurre la dimensione a 8 micrometri. Una ulteriore riduzione è necessaria per incrementare la risoluzione. La produzione è soggetta ad un controllo di qualità finalizzato a mantenere la dimensione delle particelle di toner entro una tolleranza limitata, che non deve variare molto da una particella ad un'altra.

LO STIRENE COPOLIMERO ACRILICO SEGNALATO DA OLIVETTI COME NON CLASSIFICATO E AD ESEMPIO DA CASE COME “HP” COME SOSTANZA PROTETTA DA SEGRETO COMMERCIALE LIBERA E GENERA COMUNQUE NELL’ARIA BENZENE E STIRENE OSSIDO, QUINDI DEVE ESSERE CONSIDERATO A TUTTI GLI EFFETTI NON SOLO IL TONER IN SE.

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/24

 

allegato nr. 3/2 stirene

Informazioni aggiornate dal sito della comunità europea su stirene**OSSIDO

http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/   = sito CEE per ricerche su agenti chimici

Substance Name:

 Styrene oxide  (epoxyethyl) benzene Phenyloxirane – Stirene ossido  (epossietil) benzene Fenilossirano  

 

Annex I Index# :603-084-00-2

 

Classificazione CE : Cancerogeno. Cat. 2;    - R45   -   Xn; R21   -   Xi; -  R36

 

NOTA : E

 Alle sostanze aventi effetti specifici sulla salute delle persone (cfr. capitolo 4 dell'allegato VI), classificate come cancerogene, mutagene e/o tossiche per il ciclo riproduttivo, appartenenti alle categorie 1 o 2, viene attribuita la nota E se sono classificate anche come altamente tossiche (T+), tossiche (T) o nocive (Xn). Per dette sostanze, le frasi di rischio R 20, R 21, R 22, R 23, R 24, R 25, R 26, R 27, R 28, R 39, R 68 (nocivo), R 48 e R 65 e tutte le combinazioni di queste frasi di rischio devono essere precedute dalla parola «anche». Esempi: R45-23 «Può causare il cancro. Anche tossico per inalazione.» R46-27/28 «Può causare danni genetici ereditari. Anche altamente tossico a contatto con la pelle e per ingestione».

FRASI DÌ RISCHIO

+ R45 :  Può provocare il cancro.  + R21 : Nocivo a contatto con la pelle.  + R36 : Irritante per gli occhi.  

FRASI DÌ SICUREZZA

+ S53 : Evitare l`esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell`uso.  

+ S45 :  In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico                                                       (se possibile, mostrargli l`etichetta). 

SIMBOLO PRESCRITTO

 

+ T : Tossico      

 

Lo Stirene o vinilbenzene è un liquido oleoso, incolore, con un caratteristico odore pungente aromatico, polimerizza facilmente in presenza d’ossigeno. L’assorbimento avviene sia per via inalatoria, sotto forma di vapore 45-85%, che per via cutanea. L’assorbimento per via respiratoria è influenzato dal carico di lavoro e provoca alterazioni della ventilazione polmonare e della portata cardiaca. Nel sistema microsomiale epatocellulare avviene la biotrasformazione con formazione di 7,8 stirene ossido. Circa il 90% della dose assorbita è eliminata attraverso l’emuntorio renale sotto forma di acido mandelico e acido fenilgliossidico, il 3% viene eliminato per via aerea, la frazione metabolizzata ad acido ippurico è del tutto trascurabile. Lo stirene, grazie alla sua liposolubilità, può interagire con lo strato lipidico delle membrane cellulari e pertanto presenta uno spiccato tropismo per i tessuti ricchi di lipidi, tra cui il Sistema Nervoso Centrale (SNC). L’effetto dello stirene sul SNC è rappresentato da alterazioni neurologiche precedute dalla comparsa di disturbi sfumati, quali irritabilità, fatica, modificazioni del comportamento e depressione intesa come riduzione della vivacità e della mobilità emotivo-affettiva.

Autore: C. Fenga (1), A. Cacciola (1), G. Spatari (1), B. Trombetta (1), M. Cantio (1), C. Mangiafico (2), E. Micali (1)
1 Sezione di Medicina del Lavoro, Dipartimento di Medicina Sociale del Territorio, Università degli Studi di Messina
2 Servizio di Medicina del Lavoro AUSL, Siracusa
Fonte: G Ital Med Lav Erg 2003; 25:4 POSTER

 

 
 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/25

 
 

allegato nr. 4 – NUOVA classificazione benzene CEE

DIRETTIVA 2005/90/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 gennaio 2006

che modifica, per la ventinovesima volta, la direttiva 76/769/CEE

elenco dei nuovi inserimenti in classe 1 per sostanze cancerogene  
in classe 2 per sostanze mutagene nel 2006


Informazioni aggiornate dal sito della comunità europea su BENZENE

http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/   = sito CEE per ricerche su agenti chimici

Substance Name: benzene - Annex I Index# : 601-020-00-8

 F; R11   -   Carc. Cat. 1; R45   -   Muta. Cat. 2; R46   -   T; R48/23/24/25   -   Xn; R65   -   Xi; R36/38

NOTA : E (SPIEGATA IN DENUNCIA E SOPRA

FRASI DÌ RISCHIO

+R46: PUO’ PROVOCARE DANNI EREDITARI GENETICI

+R43 /23/24/25

Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione, a contatto   con la pelle e per ingestione

+ R45 :  Può provocare il cancro.  + R21 : Nocivo a contatto con la pelle.  + R36/38 : Irritante per occhi E PELLE  

FRASI DÌ SICUREZZA

+ S53 : Evitare l`esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell`uso.  

+ S45 :  In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l`etichetta). 

SIMBOLO PRESCRITTO  

                                  

       + T : Tossico             + F INFIAMMABILE    


 
 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/26

 
 

allegato nr. 5 – classificazione formaldeide IARC

cas                               sostanza                           classe                      anno

 

Informazioni aggiornate dal sito della comunità europea su FORMALDEIDE

http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/   = sito CEE per ricerche su agenti chimici

Substance Name: formaldehyde

 

 

Cancerogeno Cat. 3; R40   -   T; R23/24/25   -   C; R34   -   R43

 

NOTA : B D 

FRASI DÌ RISCHIO

+ R23/24/25 :   Tossico per inalazione, contatto con la pelle e per ingestione. + R34 : Provoca ustioni

+ R40-Possibilità di effetti cancerogeni - prove insufficienti.                                                                                        + R43 Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle.  

FRASI DÌ SICUREZZA

+ S51 : Usare soltanto in luogo ben ventilato

+ S45 :  In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l`etichetta). 

+ S1/2-Conservare sotto chiave e fuori della portata dei bambini.

+ S26-In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare un medico. 

+S36/37/39- Usare indumenti protettivi e guanti adatti e proteggersi gli occhi/la faccia.  

SIMBOLO PRESCRITTO  

+ T : Tossico                                                         

 
 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/27

 
 

ALLEGATO 5

VALUTAZIONE IARC 2B  PER L’OSSIDO DÌ TITANIO

 

 

 
 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/28

 

ALLEGATO NR.6 – PARTE DOCUMENTO VALUTAZIONE DEL RISCHIO

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/29

 

allegato 7 / 1 – 16/10/2004

allegato nr.7 / 2 /8.3.2006

allegato nr.7 / 3 -29.04.2006

 allegato nr.7 – 4 - 6.5.2006

allegato nr.7 – 5 – 24.5.2006

allegato nr.7 – 6 – 16.06.2008 – pag .1

allegato nr.7 – 6 – 16.06.2008 – pag .2

allegato nr.7 – 6 – 16.06.2008 – pag .3

allegato nr.7 – 7 – 07/07/2008

 allegato nr.7 – 7 – 01/10/2008

 allegato nr.7 – 7 - 01/10/2008 seconda pag.

(richieste intervento inviate in filiale inesitate)

(alcune inviate anche ad Asl, Inail, Ispettorato del Lavoro,)

 

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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/32

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/33

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/34

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/35

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/36

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/37

 

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allegato nr.8 tratto da uno studio universitario australiano:

 Particle Emission Characteristics of Office Printers

C O N G R O N G H E ,

L I D I A - M O R A W S K A ,  A N D L E N T A P L I N

International Laboratory for Air Quality and Health,

Queensland University of Technology, Brisbane, QLD 4001,

Australia, and Queensland Department of Public Works,

Brisbane, QLD 4001, Australia

 

Caratteristiche delle particelle emesse dalle comuni stampanti da ufficio.

Nella società moderna, le stampanti sono ampiamente usati negli uffici. In questo studio, si prendono in esame, il numero delle particelle  PM2.5 (Il PM2.5  è il particolato atmosferico che ha un diametro uguale o inferiore a 2.5 µm)  emesse dalle stampanti, misurate usando il TSI SMPS, TSI CPC 3022 e 3025A TSI P-Trak e DustTrak.(apparecchi e tecnologie per misurare i particolati)

Il controllo delle caratteristiche delle particelle in un grande ufficio open-plan ha indicato che le particelle generate dalle stampanti raggiungono  significativamente la grandezza di (p) 0.01) incrementando il numero e il livello di concentrazione delle mano-particelle nell'ufficio.

In sintesi i ricercatori si sono accorti, dopo aver monitorato le emissioni di 62 stampanti differenti per modello e anzianità, che il particolato presente nell’aria della stanza era superiore anche 5 volte a quello che si può trovare a lato di una qualsiasi tangenziale.

Stare accanto a una  stampante può essere equivalente a stare accanto a un fumatore di sigarette.

 
 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/41

 

allegato nr.9 studio

Newton Roberto Bono,

professore di Igiene ambientale dell' Università di Torino

Lo smog in una stanza

 
Siamo sicuri che contro l'inquinamento delle città sia meglio rifugiarsi in casa o in ufficio ? Secondo le ultime ricerche no: tra le quattro mura si può rischiare anche di più.               

Lo hanno scoperto i ricercatori europei del centro di Ispra,  con un "simulatore di casa" unico al mondo. Che ha iniziato a dare i primi risultati...

 

L'aria nelle nostre case spesso è più sporca di quella esterna, contaminata da sostanze dalle caratteristiche particolari, diverse da quelle degli inquinanti esterni e ancora non ben definite.

Ed è per questo che è nata "Indoortron", una camera dove intrappolare l' aria che respiriamo nei luoghi chiusi, per scoprire quali insidie contiene e quali danni arreca.

Il problema dell' inquinamento domestico risale a qualche decina di anni fa, come spiega a Newton Roberto Bono, professore di Igiene ambientale dell' Università di Torino.

 "All' inizio degli anni ' 70, in seguito alle crisi energetiche, si decise, per evitare sprechi di energia, di costruire edifici sempre più isolati rispetto all' ambiente esterno e quindi sempre meno efficienti nel favorire i naturali ricambi d' aria.

L' introduzione massiccia di isolanti spesso sintetici, l' eliminazione delle infiltrazioni d' aria dai serramenti e la riduzione della ventilazione, portarono così a un peggioramento dell' aria confinata, con conseguenze negative sulla salute".

Quindi chiudersi in casa per sfuggire allo smog che avvolge le città, seguendo il consiglio dato da medici ed esperti nei periodi in cui l' inquinamento atmosferico si fa più pesante, risulta spesso inutile. Infatti il più delle volte l' aria nelle abitazioni e in tutti i luoghi chiusi non è migliore di quella esterna.

È infatti all' interno che si possono nascondere fonti di composti potenzialmente pericolosi: fumo di tabacco, polvere, vapori della cottura dei cibi, esalazioni provenienti dai detersivi, insetticidi e spray in genere.

Ma anche muri, mobili, moquette e infissi inquinano, perché rilasciano vapori di colle, di vernici e di pitture. Indoortron, che si trova al Centro Comune di Ricerche della Commissione Europea a Ispra (in provincia di Varese), rappresenta uno strumento unico al mondo per determinare sia quali sostanze vengano emesse dagli arredi, dai mobili, dai macchinari in ufficio e perfino dai materiali utilizzati negli abitacoli delle automobili, sia in che modo esse influiscano sulla qualità dell' aria che respiriamo nei luoghi chiusi.

Si tratta di composti dalle caratteristiche subdole, perché evaporano molto facilmente e restano in sospensione nell' aria, senza che sia possibile sospettare la loro presenza.

Molti sono già conosciuti, come la formaldeide, il benzene o lo stirene, ma ne spuntano continuamente di nuovi.

E persino i cosmetici possono trasformarsi in nemici della salute: le lacche per capelli contengono per esempio acetone, lo smalto per unghie è invece fonte di etilacetato e in molti profumi è presente metilacetato.

Si tratta di composti innanzitutto altamente infiammabili che, se inalati in alte quantità, possono provocare irritazioni della pelle e delle mucose. Ed ecco che, senza rendersene conto, si soffre per l' inquinamento indoor: mal di testa continui, bruciori di gola o stanchezza sono solo alcuni dei sintomi.

Le persone più a rischio sono le stesse che soffrono per l' inquinamento esterno: i bambini, gli anziani e quanti hanno problemi respiratori o ipersensibilità a qualche sostanza. A differenza di ciò che accade per l' inquinamento esterno, però, non esistono "livelli di guardia" accertati e in Italia non vi sono normative che i costruttori di materiali edilizi, o di arredamenti, devono rispettare.

Lo scopo finale dei ricercatori del Centro di Ispra è così trovare, con l' aiuto di Indoortron, un metodo di valutazione comune a tutti i Paesi europei, che ancora non esiste.

 "Si è stimato", spiega a Newton Dimitrios Kotzias, responsabile dell' Unità di esposizione chimica e fisica a Ispra, "che il livello di alcuni inquinanti negli ambienti chiusi, dove noi trascorriamo in media il 90 per cento del nostro tempo, sia due volte superiore a quello esterno".

Finora gli studi di Kotzias e dei suoi colleghi hanno individuato centinaia di composti chimici prodotti da svariate fonti, alcuni dei quali noti per essere tossici, cancerogeni o mutageni. Si tratta in particolare dei Composti organici volatili (Voc), costituiti da idrogeno e carbonio, legati o meno a elementi come l' ossigeno, e che evaporano molto facilmente.

Fra questi il più noto è la formaldeide, formata da due atomi di idrogeno, un atomo di carbonio e uno di ossigeno. Si tratta di un gas incolore e dall' odore acre che provoca, in alte concentrazioni, forti irritazioni agli occhi e alle mucose. È contenuta principalmente in colle, solventi, pannelli di legno truciolare e rivestimenti plastici, comunemente utilizzati nella fabbricazione di mobili e pavimenti.

Altri Voc casalinghi sono il benzene, ritenuto responsabile di irritazioni di pelle e mucose, nonché se inalato per lungo periodo anche di modifiche alla struttura del sangue e di problemi all' apparato riproduttivo, e lo stirene, sostanza altamente irritante per gli occhi e per il sistema respiratorio.

Sono composti aromatici, formati cioè da un anello di sei atomi di carbonio, ai quali si legano idrogeno o altro carbonio, presenti soprattutto nelle colle usate per la posa di parquet e moquette, ma anche nel fumo. "Il punto fondamentale è di stabilire a quali livelli tali sostanze diventano realmente pericolose per la salute", continua Kotzias. "E per fare ciò è indispensabile tenere conto di numerosissimi fattori che possono influenzare l' emissione dei composti, la loro pericolosità e la loro attività".

Simulando i diversi ambienti chiusi all' interno di Indoortron i ricercatori hanno iniziato a chiarire la situazione. "Per esempio", prosegue il ricercatore, "possiamo capire quanto condizioni come temperatura e umidità dell' aria influiscano sui Voc, quanto sia utile la ventilazione degli ambienti, in che misura altri materiali possano assorbire le sostanze modificando la loro concentrazione, e come i diversi composti interagiscano fra loro creando altri cocktail più o meno pericolosi".

All' interno di Indoortron la temperatura può essere regolata fra i 15 e i 45 gradi centigradi, mentre l' umidità può variare tra il 20 e il 90 per cento. Così è possibile simulare la situazione tipica degli ambienti europei più diversi per collocazione geografica, climatica, e nei diversi periodi dell' anno.

I primi verdetti da Indoortron hanno riguardato due elementi piuttosto comuni negli ambienti chiusi, le fotocopiatrici e il fumo di sigaretta.

E non sono per nulla rassicuranti. "Per quanto riguarda le fotocopiatrici", sottolinea Kotzias, "abbiamo identificato 27 diversi Voc, dei quali molti sono tossici o comunque irritanti.

A macchina spenta la concentrazione totale di queste sostanze è pari a 32,4 microgrammi per metro cubo, un valore ancora accettabile. Ma se la fotocopiatrice si trova in stand by o se sta eseguendo copie alla velocità media di 200 all' ora la concentrazione sale, rispettivamente, a 382,6 e 416,7.

I livelli di guardia, pari a 200, sono così superati e per le persone più sensibili tale concentrazione può provocare seri disturbi". All' interno di Indoortron la macchina fotocopiatrice è rimasta accesa per un mese e mezzo senza fare copie: si è così scoperto che i valori dei Voc diminuiscono sensibilmente nel giro di 2 3 settimane, ma la macchina continua a rilasciare una quantità di composti organici volatili pari a 360 microgrammi per metro cubo.

Come difendersi allora ? "Sebbene i modelli più recenti di fotocopiatrici emettano una minore quantità di sostanze tossiche, esiste, per ora, un solo modo per tutelarsi, finché non verranno fissati criteri più rigidi per diminuire l' emissione di questi composti: ventilare spesso e per periodi abbastanza lunghi le stanze", raccomanda Kotzias.

La tendenza di collocare in molti uffici le fotocopiatrici in stanzini angusti e senza finestre appare quindi un deciso controsenso.

Aprire le finestre per cambiare aria sembra invece una strategia del tutto inutile nel caso del fumo di sigaretta. "La concentrazione di moltissimi composti presenti nel fumo", spiega lo scienziato, "non diminuisce ventilando l' ambiente, come abbiamo dimostrato in numerose simulazioni con Indoortron". In particolare il monossido di carbonio, gli ossidi di azoto, i composti aromatici e la nicotina restano comunque in sospensione. "Per ripulire l' aria da queste sostanze", aggiunge Kotzias, "sono necessari impianti di depurazione potenti, spesso ancor di più di quelli già in uso in molti locali pubblici". Così in situazioni del genere l' unica soluzione è non fumare in luoghi chiusi e non frequentare ambienti sprovvisti di validi impianti di depurazione. Ma è chiaro che poi, a casa propria, ognuno può regolarsi come crede. "Fra le numerose difficoltà incontrate per combattere l' inquinamento indoor", conferma il ricercatore, "c' è il fatto che non si può interferire nella sfera personale delle singole persone. In casa propria ciascuno è libero di fumare, di comprare un tavolo o un altro mobile di proprio gusto e di usare i detersivi che ritiene più utili. Non possiamo dire alle persone come comportarsi in un ambiente privato". L' unico modo per risolvere il problema, sottolineano gli scienziati di Ispra, è a monte. "Dovrebbero almeno essere imposti limiti e regole precise affinché oggetti di arredo, pitture e vernici non contengano sostanze pericolose o quantomeno che siano presenti in quantità trascurabili". Nel futuro della qualità dell' aria domestica non ci saranno però solo divieti. La scienza e la tecnologia potranno venire in aiuto per eliminare in maniera automatica alcuni degli inquinanti più diffusi. Al Centro di Ispra si lavora anche su questo. E in particolare su nuovi materiali che possono rende "autopulente" un' abitazione. "In particolare", spiega Kotzias, "si tratta del biossido di titanio, un composto in grado di compiere una fotocatalisi degli inquinanti; utilizza cioè la luce solare per ossidare composti e sostanze pericolose facendole diventare innocue. Il biossido di titanio ha una forma minerale detta anatasio ed è già stato usato come ingrediente del cemento. Utilizzandolo per costruire mattoni si potrebbero ottenere delle case autopulenti". Una sperimentazione effettuata in diversi laboratori italiani ha mostrato che l' anatasio riesce ad abbattere di due terzi gli ossidi di azoto in quaranta minuti di attività. "Per ora", conclude Kotzias, "l' unica alternativa offerta al consumatore è rappresentata da vernici e materiali definiti ecologici, molto costosi e la cui efficacia è di difficile valutazione. Solo se tutta l' Europa ragionerà con una sola testa, stabilendo dei parametri precisi di qualità dell' aria domestica, il problema potrà essere davvero risolto". (ha collaborato Monica Marelli). La trappola per lo smog di casa: Indoortron è composto da due parti: la stanza di 30 metri cubi, dove è possibile regolare temperatura, umidità e composizione dell'aria, e un' anticamera con gli strumenti per controllare e impostare tutti i valori. All'esterno si trovano i filtri e i dispositivi per ripulire o inquinare l'aria della stanza e la camera di controllo dalla quale si verificano e registrano tutti i parametri.

La camera è costruita in acciaio inossidabile, teflon e vetro, materiali che emettono quantità trascurabili di sostanze inquinanti e che non assorbono quelle immesse volontariamente, non interferendo così con le rilevazioni. Le insidie nascoste nell'aria di casa: BENZENE: Fonti: colle per pavimenti, fumo di sigaretta Rischi: irritazione di pelle e mucose. Attuali livelli di guardia: 1000 microgrammi per metro cubo. TOLUENE: Fonti: vernici nelle quali è usato come solvente Rischi: irritazione degli occhi e del sistema respiratorio. Attuali livelli di guardia: 37.000 microgrammi per metro cubo. STIRENE: Fonti: colle per pavimenti, fumo di sigaretta. Rischi: irritazione degli occhi e del sistema respiratorio. Attuali livelli di guardia: 21.000 microgrammi per metro cubo. AMMONIACA: Fonti: detergenti per la casa. Rischi: irritazione degli occhi e del sistema respiratorio. Attuali livelli di guardia: 3200 microgrammi per metro cubo. FORMALDEIDE: Fonti: colle, solventi, pannelli di legno truciolare, rivestimenti plastici e tessuti. Rischi: irritazione degli occhi e del sistema respiratorio. Attuali livelli di guardia: 94 microgrammi per metro cubo. IPOCLORITO DI SODIO (VARECHINA). Fonti: detergenti e sbiancanti. Rischi: irritazione di occhi e pelle. Attuali livelli di guardia: non determinati. CARBONATO DI SODIO (SODA SOLVAY): Fonti: detergenti e sbiancanti. Rischi: irritazione degli occhi e del sistema respiratorio. Attuali livelli di guardia: non determinati. ACIDO CLORIDRICO (O MURIATICO): Fonti: prodotti per pulizia. Rischi: irritazione degli occhi e del sistema respiratorio. Se mescolato con sostanze alcaline (soda caustica, varechina e carbonati) sprigiona gas tossici. Attuali livelli di guardia: 2700 microgrammi per metro cubo. IDROSSIDO DI SODIO (SODA CAUSTICA). Fonti: prodotti per pulizia. Rischi: irritazione di occhi. Attuali livelli di guardia: non determinati. ACETONE: Fonti: solvente per smalto per unghie. Rischi: irritazione di pelle e mucose. Attuali livelli di guardia: non determinati. TRICLOROETILENE (TRIELINA): Fonti: prodotti per pulizia e solventi. Rischi: irritazione di occhi e sistema respiratorio. A lungo termine può provocare danni al sistema riproduttivo. Attuali livelli di guardia: 2000 microgrammi per metro cubo. METILACETATO: Fonti: lacche per capelli e profumi. Rischi: irritazione degli occhi e delle mucose. Attuali livelli di guardia: 10.000 microgrammi per metro cubo. ETILACETATO: Fonti: lacche per capelli e profumi Rischi: irritazione degli occhi e delle mucose. Attuali livelli di guardia: non determinati. ESSENZA DI TREMENTINA (ACQUARAGIA): Fonti: cera per legno Rischi: irritazione della pelle e delle mucose. Attuali livelli di guardia: non determinati. Un aiuto dalle piante: depuratori naturali: ecco cosa sono le comuni piante d' appartamento secondo Bill Wolverton, ricercatore della Nasa che oggi si occupa di strategie alternative per la purificazione degli ambienti. Gli esperimenti sono stati condotti da Wolverton sigillando le varie piante in camere di plexiglass, nelle quali sono state immesse varie sostanze. Così per esempio si è scoperto che il filodendro è il più efficiente nel rimuovere la formaldeide, seguito dalla dracena e dallo spatifillo. Ora gli scienziati stanno lavorando per mescolare tecnologia e natura: per esempio realizzando una specie di filtro vivente, dove la pianta affonda le radici nel carbone attivo e neutralizza così un maggior numero di sostanze chimiche assorbite dall'aria. Intanto, raccomandano gli scienziati, si può arricchire la casa con queste piante antinquinamento collocandole nelle stanze in cui si passa più tempo.

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/42

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/43

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/44

 

allegato 10/1 – certificazioni ISPESL di un prodotto della Ecoservice Office srl di Pesaro

QUESTO PRODOTTO E’ QUANTO DÌ MEGLIO OFFRE OGGI LA TECNOLOGIA PER CATTURARE LE EMISSIONI DÌ UNA FOTOCOPIATRICE - IL DATORE DÌ LAVORO DEVE DOTARSI DÌ TALI APPARECCHI O PROVVEDERE ALTRIMENTI ALLA RIDUZIONE MASSIMA DEGLI INQUINANTI

 
 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/45

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/46

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/47

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/48

 
 
RIFERIMENTI NORMATIVI CONSULTATI

T.U.  D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81

 Cassazione Penale Sez. IV - Sentenza n. 19524 del 15 maggio 2008 (u. p. 13/3/2008)

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Cassazione Penale Sez. IV - Sentenza n. 19523 del 15 maggio 2008 - (u. p. 13 marzo 2008)

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Coordinamento Tecnico

per la Sicurezza nei luoghi di lavoro

delle Regioni e delle Province autonome

TITOLO VII-DECRETO LEGISLATIVO N.626/94 

Protezione da agenti cancerogeni e/o mutageni

LINEE GUIDA- Aggiornamento 2002

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ISPESL

ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA SUL LAVORO

LINEE GUIDA PER LA

"VALUTAZIONE DEL RISCHIO"

D. L.vo 626/94

Applicazione agli Uffici Amministrativi della Pubblica Amministrazione delle Imprese e

delle Aziende Private

Dipartimento ‘Igiene del Lavoro’ - Centro Ricerche ISPESL - Monteporzio Catone (RM)

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Direttiva 76/769/CEE FINO AL 30° ADEGUAMENTO DELLE SOSTANZE

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D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 25

Modello applicativo proposto dalla Regione Piemonte

per la Valutazione del Rischio Chimico   

A cura del Gruppo di lavoro "Rischio Chimico" REGIONE PIEMONTE  

Assessorato alla Sanità - In collaborazione -con:

Dipartimento di Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro 

Università di Torino ARPA Piemonte 

 Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana Università di Torino

Dipartimento di Scienze dei Materiali ed Ingegneria Chimica   Politecnico di Torino

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Microclima illuminazione ed altro ambienti confinati a cura

Regioni autonome e ISPELS linee guida Linee guida versione finale 1 Giugno 2006

siti web da segnalare:

http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/   = sito CEE per ricerche su agenti chimici

http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/PDFs/index.php  = STUDI MONOGRAFICI IARC

http://www.arpat.toscana.it/rischio/ri_etichettatura.html    =  sito italiano rischio ambientale

http://www.ispesl.it/       http://www.iss.it/

  http://www.lavoro.gov.it/lavoro/ 

http://www.apat.gov.it/site/it-IT/    e    http://www.indoor.apat.it/site/it-IT/

 

Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008  nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di pagine 49/49

 
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