STAMPANTI E FOTOCOPIATRICI KILLER LIBERANO
VOC TOSSICI E
CANCEROGENI
COME L'AMIANTO
Qui Vi spieghiamo come e perchè difendervi
qui trovi la denuncia già presentata
ai Nas e alla Procura
potete avere il testo della
denuncia integrale
vedi
aggiornamento (25/03/2009)
vedi denuncia del 26/1/2012
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[ai
N.A.S. - per la Procura della Repubblica di Roma
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28 gennaio 2009
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N.A.S. Comando Carabinieri Tutela Salute Sul Lavoro
presso Ispettorato del Lavoro di Via Cesare De Lollis 12 - 00185
Roma
p.c.
N.A.S. Comando
Carabinieri Tutela Salute - P.le G. Marconi 25 - 00142 Roma
Si presenta presso di Voi, per competenza
tecnica-scientifica-amministrativa la denuncia alla Procura che
segue, per l’inoltro e il riscontro sui temi addotti stante
incombente pregiudizio per la salute dei lavoratori e del
pubblico che frequentano l’ufficio Postale di Roma Granai.
ALLA PROCURA DELLA
REPUBBLICA DÌ ROMA
ESPOSTO DENUNCIA
E CONTESTUALE RICHIESTA DI
PROVVEDIMENTI URGENTI
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Il
sottoscritto T. F., nato a Roma, il **/**/1960, e ivi residente
in viale ******* **, 001** Roma, impiegato dipendente di Poste
Italiane, dal 1983, da allora applicato a mansioni di sportelleria, in servizio dal 2002 presso l’ufficio postale di
Roma Granai,
con la presente denuncia:
-
L’Ing. P. M. in qualità di ex“datore di
lavoro” per la Società Poste Italiane SPA;
-
Il Dr. G. F.
in qualità di “datore di lavoro” per la Società Poste Italiane
SPA;
-
L’ex Dirigente delegato – G.
S. ex-responsabile filiale di Roma Sud di Poste Italiane;
-
Il Dirigente delegato – P. L. B. -attuale responsabile filiale
di Roma Sud di Poste Italiane;
-
Il Prof. F. D. della Asl Roma C
responsabile del
Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro;
-
Ogni altro responsabile, istituto o organismo, vincolato dalla
legge, ai doveri di
prevenzione e vigilanza degli ambienti di lavoro, che dovesse
essere eventualmente identificato dalla Procura.
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Per
aver omesso atti di competenza dei propri uffici, in violazione
alle normative, inadempienze tutte inerenti l’ufficio postale,
di “Roma Granai” sito in
via Rigamonti n.100, a Roma.
Tutte le persone su indicate avrebbero dovuto nel rispetto dei
compiti del proprio ufficio vigilare e adoperarsi al fine della
prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, per
la tutela della salute, nei modi comandati dalle normative
dal 2000 (apertura
ufficio)
ad oggi.
I
responsabili su indicati, non hanno peraltro, provveduto ne
comunicato le motivazioni
che impedivano la messa a norma dell’ufficio, nella forma
scritta nonostante diffida a provvedere ai sensi e per gli
effetti dell’Art.328 del codice penale, così come modificato dal
art.16 L.26/4/90 n. 86, inviata dal denunciante con raccomandata
il 10/11/2008. (allegato nr.1)
Queste omissioni plurisoggettive, vedono consapevoli i vertici
in denuncia di Poste e Asl e non solo i meri delegati alle
funzioni, infatti tutti i denunciati sono stati informati in
modo consono del pericolo emergente nel luogo di lavoro, agli
stessi non deve essere riconosciuta alcuna
buona fede oggettiva o
soggettiva, perché erano e sono perfettamente consapevoli
delle normative vigenti e delle possibili conseguenze lesive
della salute Pubblica e dei lavoratori.
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Violazioni al T.U. d.lgs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/01
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Il
sottoscritto denuncia
quindi
alla Procura gli aspetti non conformi e in violazione alle
normative:
-
L’inquinamento in-door, da contaminanti chimici (ozono, benzene,
v.o.c. formaldeide);
(causato anche da fotocopiatrice a toner in ambiente unico condiviso da
pubblico e operatori);
-
La non conformità dei
locali dell’ufficio al
T.U. D.l.gs.
09.04.2008
nr. 81- all. IV 1.2;
(particolare riferimento cubatura minima insufficiente per
apertura al pubblico)
-
Il mancato
rispetto delle condizioni di Microclima;
ossigenazione, temperatura,ventilazione,
condizionamento d'aria;
-
Il datore di lavoro non ha redatto, ai sensi legge il Documento
sulla Valutazione del Rischio;
-
La scarsa e incostante pulizia ordinaria dei locali e pulizia
straordinaria assente;
-
L’omessa disinfestazione dei locali richiesta
per presenza insetti fin dal 2004;
-
L’omessa sistemazione e incanalatura dei cavi elettrici volanti
chiesta fin dal 2004.
-
L’omessa sorveglianza sanitaria e registrazione dei
lavoratori esposti ad agenti cancerogeni;
-
Il non rispetto della normativa di prevenzione sull’uso dei
videoterminali;
-
L’ambiente di lavoro non è stato sottoposto all’attenzione dei
medici competenti il territorio;
-
L’ambiente di lavoro non è stato sottoposto all’attenzione
delle RR. LL. S.(o R.S.P.P.).
Molte di queste condizioni, dal novembre 2004 sono state oggetto
di richieste di intervento, alle quali non è seguito alcun atto
da parte della filiale di Roma Sud delle Poste Italiane.
L’ASL ROMA C chiamata ad intervenire due volte e puntualmente
intervenuta nel 2006 e nel luglio 2008, ha ispezionato gli
uffici sanzionando l’azienda Poste Italiane con contravvenzioni
e richiami al rispetto di alcuni aspetti della normativa, non ha
comunque promosso la rimozione di tutti gli elementi
pregiudizievoli per la salute di quanti vi lavoravano.
Nelle due circostanze
grazie e solo successivamente a queste ispezioni della
ASL, Poste Italiane SPA ha prodotto alcuni miglioramenti della
struttura.
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Nel
2006 è stato sgombrato l’ufficio da alcuni materiali in eccesso
e collocato del nuovo mobilio per l’archivio e i materiali di
consumo, con imbiancatura dei locali.
Nel
novembre 2008 è migliorata la pulizia ordinaria e in data
17/12/2008 si è provveduto a dotare l’ufficio di un
climatizzatore, di un aspiratore dislocato in prossimità della
fotocopiatrice, di un aeratore nel caveau e di nuovi punti luce,
si è prodotto un “documento sulla valutazione del rischio” e
sono state nominate (senza però per ora formarle) due colleghe
per la gestione delle emergenze.
Questi interventi, tesi a risolvere alcune problematiche, hanno
lasciato invece immutate le principali violazioni insistenti nei
locali dall’apertura nel 2000
ad
oggi.
L’azienda ha violato quindi le norme della legge di tutela,
ripetutamente, non producendo azione di prevenzione e
salvaguardia, adoperandosi sempre al minimo e
solo quando costretta d’autorità.
Poste Italiane Spa, da anni consegue successi e riconoscimenti
internazionali, ed è organizzata professionalmente ad
individuare e rimuovere gli elementi pregiudizievoli per la
salute, gli infortuni e le malattie professionali, con addetti e
uffici preposti, non ha però in questo comprensorio, certamente
in questo ufficio,
risposto in modo consono, in atti e in documenti.
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/02
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La filiale di Roma Sud ha sistematicamente ignorato
tutte le istanze di tutela, prodotte dal dirigente
preposto e dal personale, praticamente non rispondendo
ad alcuna lettera o
raccomandata fin dal 2004, neppure la missiva di un legale ha
avuto
riscontro.
Un
modus operandi
che
si riscontra anche in altri uffici di zona, per quanto attiene
microclima, riscaldamento, le richieste d’intervento non
ricevono risposta , anche in luogo di infortuni sul lavoro, ad
esempio “le rapine” , eventi che non sono seguiti da
provvedimenti di prevenzione e tutela.
Tale
comportamento omissivo oltre a connotare e qualificare,
professionalità e educazione di quanti non rispondono, è un
ulteriore violazione ed elusione dell’art.15 del
T.U. D.l.gs.
09.04.2008
nr. 81,
nel punto dove indica tra le misure generali di tutela:
r)
la partecipazione e consultazione dei lavoratori;.
La norma è chiarissima si
parla di lavoratori, i rappresentanti dei lavoratori sono citati
a parte:
s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza;.
I funzionari querelati non hanno neppure disposto quanto tra i
punti in denuncia, era alla loro portata a costo zero, di rapida
soluzione, in quanto di competenza di uffici dipendenti o ditte
appaltatrici che sono già rimunerate e hanno in obbligazione
contrattuale quelle incombenze.
La Asl, si è limitata al minimo delle contestazioni di
fronte ad un massimo di elementi legalmente contestabili, tutte
le violazioni fin dal 2006 erano evidenziate nelle richieste
d’intervento dello scrivente e manifeste agli occhi degli
ispettori della Asl Roma C.
Mentre nel rispetto dei compiti di istituto avrebbe dovuto
estendere il controllo oltre gli elementi che scrivente
segnalava, ad altri aspetti di prevenzione come: il rispetto
della normativa sui video-terminali, l’ergonometria del posto di
lavoro, il rumore, lo stress. (T.U.
D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81)
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Meglio avrebbe risposto ai doveri del proprio ufficio se la ASL
RM C avesse, verificato se anche in altri uffici postali zonali,
facenti capo ai medesimi responsabili, si reiteravano le stesse
violazioni.
Per
contro pur constatando che l’ufficio non era a norma di legge,
la ASL ROMA C ha disposto modifiche marginali, in particolare si
segnala che gli ispettori, non hanno interagito in alcun modo
con i lavoratori preposti, neppure per verificare se
lamentassero problemi di salute.
Poste Italiane e Asl non hanno valutato in nessuno modo il
rischio
chimico dell’ufficio,
attraverso monitoraggi biologici, rilievi ambientali o in
assenza di questi ad una stima
approssimativa in base:
-
alla
GRAVITA' (o QUALITA' negativa) intrinseca potenziale dell'agente
chimico
-
alla DURATA
dell'effettiva esposizione all’agente chimico
-
al LIVELLO DI
ESPOSIZIONE (qualitativa e quantitativa).
Il semplice calcolo a tavolino avrebbe fatto
risaltare l’urgenza di un provvedimento di tutela.
(
Si consulti ad esempio il
modello applicativo del
D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 25
proposto dalla Regione
Piemonte per la Valutazione del Rischio Chimico, dove vengono
descritte delle precise norme tecniche, modalità per ben
valutare l’inquinamento degli ambienti di lavoro).
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/03
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La Asl Roma C e Poste Italiane,
si sono invece accordati nel 2006 e nel 2008 in occasione delle
ispezioni dei locali in
violazione e falsa
applicazione degli obblighi di sicurezza derivanti dal
articolo 2087 CC,come
se sicurezza e salute,
degli operatori di quell’ufficio e del pubblico fossero elementi
per loro disponibili, differibili e contrattabili.
Il rischio,
qui
documentato
di
contrarre
il
cancro
per inalazione
o
d’intossicazione, per i
contaminanti
contenuti
nel
toner
della fotocopiatrice
Olivetti d-copia250MF, in uso,
resta
completamente
ignorato,
con
altri
aspetti fondamentali
della normativa di tutela.
Quanto su dichiarato non è tratto dalla consultazione di
testi o studi soggettivi e quindi opinabili, la letteratura
medico-legale è colma di notizie, studi e ricerche che adducono
argomenti validi ma di regola concludono con divergenti
risultanze.
Ma è quanto disposto da Leggi, “norme tecniche”,“buone
prassi” e “linee guida”
redatte da
organi governativi come Ministeri,
Regioni, ISPESL e INAIL
che il
T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr.
81, al -Titolo I -
Principi comuni - Capo I
- Disposizioni generali - Art. 2. lettere. U, V e Z-,
cita espressamente, come organi competenti ad emanare istruzioni
tecniche ai fini della prevenzione.
Il
legislatore ordina l’assenza di inquinanti e agenti chimici
nell’ambiente di lavoro,
siano questi cancerogeni, mutageni o semplicemente tossici.
Solo in caso di impossibilità, il legislatore ripiega nel
concetto, del ciclo chiuso o ambiente separato e se anche questo
fosse infattibile impone le minime emissioni possibili, sempre
al datore di lavoro compete l’onere di dimostrare sia in sede di
ispezioni che in sede legale che ha fatto quanto
è tecnologicamente possibile ai fini della prevenzione.(art.
2087-1374-1218 c.c. )
Quindi contestiamo quanto, in violazione delle disposizioni e riferimenti normativi,
buone prassi e linee guida è di carattere cogente e non
puramente volontario,
procedendo sui punti in
denuncia:
Inquinamento in door, cubatura
Microclima
Da molti anni in Italia, il quadro normativo,
prescrive un attenzione a
tutti i contaminanti chimici, fisici e biologici, nei luoghi di
lavoro in genere, questa problematica relativa agli ambienti
confinati, luoghi di lavoro al chiuso, prende il nome di
“inquinamento in-door”.
Lo studio delle cause, dei relativi interventi di
prevenzione e/o di protezione nei confronti di tali tipi di
rischio mira alla ricerca di un "Idoneo equilibrio bio -
ambientale tra uomo e ambiente di lavoro".
Tale
inquinamento nell’ambiente di lavoro non può superare mai i
livelli prescritti e può sovraccaricare se le normative su
cubatura, microclima e pulizia dei locali non vengono
rispettate.
Questa giurisprudenza diventata puntuale ed organica già con la
D.l.gs. 626 del 1994, è
confluita
nel
T.U. D.l.gs.
09.04.2008
nr. 81,
questo ufficio postale
nato nel 2000 ha avuto quindi
sempre
un quadro
normativo chiaro e precise linee guida normative da adottare e
seguire.
Si tralascia l’aspetto dei contaminanti fisici e
biologici che chiede un studio e una attenzione ulteriore da
parte degli addetti alla sicurezza aziendale di Poste Italiane e
ASL ROMA C ad oggi insperabile, per meglio
approfondire i maggiori
contaminanti di natura chimica che rappresentano il pregiudizio
alla salute, emergente nel citato luogo di lavoro.
Preoccupano in
maggior misura infatti, in un locale così ristretto: il
benzene; il
monossido di carbonio; i
composti organici volatili; la
formaldeide; gli idrocarburi aromatici policiclici; l’ozono
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/04
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La
documentazione utile ad una corretta valutazione del problema è
di facile accesso in quanto pubblicata nei siti web, del
Ministero del Lavoro della
Salute e delle Politiche Sociali,
dell’
I.S.P.E.S.L.
, dell’ I.S.P.R.A.(specialmente sul sito tematico dell’ISPRA ex
APAT appunto: http://www.indoor.apat.it/site/it-IT/.)
Basti anticipare che tali sostanze sono tutte tossiche e alcune
cancerogene, si individuano sia in ambienti aperti che in quelli
chiusi, il rischio è dipendente e proporzionale alla loro
concentrazione.
In un ambiente confinato anche la presenza di mobili e carta,
l’illuminazione, l’uso di detergenti e di altre sostanze comuni,
possono produrre vapori di tali contaminanti chimici.
La
fotocopiatrice a toner presente in ufficio libera nell’aria
praticamente tutti questi contaminanti, oltre a provocare in
concorso con altri apparati sempre attivi come computer e
stampanti, un eccessiva riduzione dell’umidità.
“In particolare, la
produzione di
ozono è
dovuta al processo di carica e scarica generato dal campo
elettrico, prodotto intorno ai fili corona, durante il loro
funzionamento. La presenza di ozono in prossimità delle macchine
fotocopiatrici viene normalmente avvertita già a basse
concentrazioni (0.01-0.02 ppm) a causa del tipico odore
pungente. A concentrazioni superiori (0.25 ppm) l’ozono è
irritante per occhi e mucose,
fino a portare irritazioni delle vie respiratorie, tosse e dispnea a
livelli alti Inoltre, a causa degli alti tassi di emissione
dei composti organici volatili e del contributo significativo al
livello totale di VOC presenti nel determinato ambiente, le
macchine fotocopiatrici sono ritenute responsabili di molti casi
di sintomi associati alle sindromi correlate all’edificio.
Le macchine
fotocopiatrici, infine, costituiscono una fonte di particelle
inalabili a causa dell’emissione di polvere di toner
contenente il nero carbone come pigmento e una resina che
consente al nero carbone di aderire sul foglio.”(fonte:
A.P.A.T.)
Le buone norme e le linee guida in merito alle fotocopiatrici
tra l’altro prescrivono:
“Collocare gli apparecchi in un locale ampio e ben ventilato;
Installare le apparecchiature di elevata potenza in un ambiente
separato e, se necessario, dotare questo ambiente di un impianto
di aspirazione locale; Non direzionare le bocchette/fessure di
scarico dell’aria, verso le persone.”
Invero la collocazione
dell’apparato contravviene tutti questi precetti.
L’Ispesl
raccomanda
il massimo ricambio d’aria o la ventilazione forzata anche nei
locali separati , preoccupandosi della qualità dell’aria, anche
per i pochi minuti necessari a fare delle fotocopie.
Maggiormente in un lavoro che
immobilizza per sei ore allo sportello, non si dovrebbe,
lavorare praticamente
appoggiati ad una fotocopiatrice di grandi dimensioni, in un
locale limitato, non correttamente areato e ventilato per poi
sentire disagio ad ogni fotocopia
prodotta.
Nessuno ha
neppure disposto come da norma di legge, la
sostituzione della fotocopiatrice con altra con diversa
tecnologia (getto d’inchiostro), ne un suo uso più moderato o
ragionato.
Invero il 70% dell’utilizzazione della fotocopiatrice (500 copie
giorno circa) è dovuto a un’inutile riproduzione di moduli che
la Filiale Roma Sud non fornisce agli uffici, solo per
conseguire un risparmio.
(Per verificare questo dato basta ispezionare gli atti d’ufficio
in archivio).
La sostituzione della apposita modulistica
con fotocopie è passata negli anni da eccezione a regola in
tutti gli uffici, la Filiale di Roma Sud non perde neppure
l’occasione di inviare quotidianamente diversi fax di decine di
pagine, che potrebbero essere inviati via e-mail o con la posta
ordinaria.
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/05
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Sfugge
completamente ai responsabili di filiale, una considerazione
giuridica:
“non fornire sistematicamente una pluralità di
moduli, perfino la stessa carta per fotocopie, negare il
rimborso di quella acquistata dal preposto dirigente, per far
fronte alla richiesta di servizio, configura il reato
previsto dall’art.340 c.p. in quanto è una precisa
turbativa alla regolarità di un pubblico servizio”.
Non si è provveduto a limitare o filtrare le emissioni della
fotocopiatrice, sensi legge, con un apparato idoneo, come quello
ad esempio prodotto dalla Ecoservice Office Srl di Pesaro che
come da certificazioni Ispesl e del Politecnico di Torino,
cattura le emissioni prodotte dalle fotocopiatrici.(allegato 10)
Quanto su lamentato viola diversi aspetti della normativa di tutela e
sicurezza sul lavoro.
A tal proposito si ritrovano chiari riferimenti normativi in
parte dell’art. 15 del
T.U.
nr. 81
nei
punti sottoscritti:
a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;
c) l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la
loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite
in base al progresso tecnico;
d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del
lavoro, nella concezione dei posti di lavoro,
nella scelta delle
attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e
produzione,
in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del
lavoro monotono e di quello ripetitivo;
e) la riduzione dei rischi alla fonte;
f) la sostituzione di ciò che e' pericoloso con ciò che non lo
e', o e' meno pericoloso;
h) l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici
sui luoghi di lavoro;-.
Tali
dettami già nella 626/94, imponevano
in presenza di un agente
cancerogeno
nel ciclo lavorativo:
a) eliminare l’agente dal ciclo produttivo;
b) se ciò non fosse tecnicamente possibile adottare il ciclo
chiuso;
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c) se anche questo non fosse tecnicamente possibile, abbattere
l’esposizione dei lavoratori al livello più basso tecnicamente
possibile;
d)registrare i lavoratori esposti e sottoporli a sorveglianza
sanitaria.
Mentre nel
D.l.gs. 2.02.2002, n.25
si impongono simili e ulteriori precetti per gli agenti
chimici.
Gli elementi, anche se non esaustivi, da prendere in
considerazione per la valutazione del rischio da agenti chimici
sono elencati nell’art. 72 quater, comma 1, del decreto che
prevede,
“… il datore di lavoro determina, preliminarmente l'eventuale
presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e
valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei
lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo in
considerazione in particolare:
a) le loro
proprietà pericolose;
b) le
informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal produttore
o dal fornitore tramite la relativa scheda di sicurezza
predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n.
52 e 16 luglio 1998, n. 285 e successive modifiche;
c) il livello,
il tipo e la durata dell'esposizione;
d) le
circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali
agenti, compresa la quantità degli stessi;
e) i valori
limite di esposizione professionale o i valori limite biologici;
di cui un primo elenco è riportato negli Allegati VIII ter ed
VIII quater;
f) gli effetti
delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;
g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di
sorveglianza sanitaria già intraprese.”
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/06
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L’anacronismo poi, con il quale si è si
sostituita la fotocopiatrice a toner, tra la prima e la seconda
ispezione ASL con un modello, più grande ed inquinante, lascia
interdetti.
Il denunciante constatato il non rispetto
delle leggi di tutela da parte dei funzionari di Poste Italiane
e della Asl, ha fatto alcune ricerche, scoprendo maggiori e
gravi aspetti di non tutela e di pregiudizio alla salute.
Primo,
esistono
alcune decine di licenze/brevetti di composizione di toner,
alcuni
addirittura
banditi a livello comunitario
(Direttiva
2002/61/CE del Parlamento Europeo) e non sussiste
obbligo di etichetta sui toner, di conseguenza è
fiorente il mercato delle
cartucce rigenerate, come quello parallelo di cartucce
“commerciali” provenienti principalmente dalla Cina.
Il toner
rappresenta quindi in alcuni casi un pericolo
inconoscibile, perché non rivelato.
Questa normativa favorevole ai produttori di toner e ai
fornitori di assistenza, non tutela la salute dei terzi.
Ulteriore rischio per la salute Pubblica è l’espediente
creativo – chimico - giuridico che consente di rielaborare
sostanze nei fondamentali identiche, rinominarle, ribrevettarle,
eludendo così la
classificazione delle sostanze, finalizzata alla prevenzione,
realizzata dagli organismi internazionali.
I produttori, nascondono così la svelata tossicità dei prodotti,
riconfezionandoli e ponendo a loro difesa, la normativa sui
brevetti industriali e commerciali, che prevale inspiegabilmente
sul diritto alla salute.
Il toner
rappresenta quindi in altri casi
un pericolo
inconoscibile, perché manipolato o segretato.
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Quanto detto porta oggi anche a schede di toner come quella in
allegato, che non segnala
la non-tossicità, ma il “non classificato” dagli
organismi internazionali di controllo.
Nei fatti la volontà
di non
informare
adeguatamente gli utilizzatori
è perciò pretestuosa,
ha
una rilevanza penale, quando così elude, la compiuta valutazione
del rischio chimico, richiesta dalla normativa.
Una corretta applicazione delle norme di tutela non può che
mettere comunque fuori gioco suddetti espedienti, all’imprenditore compete comunque l’accertamento in proprio delle sostanze
che inquinano l’ambiente di lavoro siano esse, materie prime, o
essenze liberate da combustione o altri processi di lavorazione.
Da qui due contestazione ulteriori
a Poste Italiane e alla Asl: come si può accettare l’uso di
toner senza etichette, nel contesto di
un’azione tesa alla
prevenzione, quello che in un luogo di lavoro si inala non può
essere sconosciuto e come non valutare l’esalazioni della
fotocopiatrice.
Nei
fatti
il toner giunge invece senza alcuna etichetta in ufficio e a
pensar male, le cartucce non essendo neppure contrassegnate come
originali Olivetti, potrebbero contenere appunto un toner
bandito e fuori legge.
Illazioni a parte i componenti del toner originale, che dovrebbe
impiegare la macchina in dotazione all’ufficio l’Olivetti D
-copia 250MF
(all. n. 2), sono: stirene (dal 51 al 65%) , magnetite (30-40%), silice
e ossido di titanio.
Lo stirene è un
idrocarburo aromatico
classificato IARC in classe 2a: “probabile cancerogeno per
l’uomo”e 2 dalla CEE, in quanto è stato accertato che incrementi
il numero di casi di leucemia
e altri tumori.
(allegato nr.3) L’ossido di titanio, (1-5% del
toner)classificato 2b Iarc dal 2006 come possibile cancerogeno.
(allegato nr.5-bis)
Queste classificazioni, già
sufficienti per
determinare precisi adempimenti che non sono stati comunque
adottati, resta valida finché
il toner permane nello stato di polvere, quindi nella
cartuccia principale, in quella di recupero,
nell’apparato, nell’aria, sul foglio, su mobili e
pavimenti.
(gola – naso – polmoni – pelle - vestiti ect.)
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/07
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Di fatto la combustione dello
stirene
(anche se
STIRENE
COPOLIMERO ACRILICO 1-2)
subendo i processi fotochimici della fotocopiatrice libera
nell’aria
anche
benzene,
come tutte le
combustioni incomplete del carbone, del
petrolio, dei suoi derivati, come gli idrocarburi aromatici.
Vapori di benzene che
vanno ad incrementare
ulteriormente,
quelli liberati dai prodotti che lo contengono
come colle, vernici, cere per
mobili, detergenti.
Mentre nell’organismo
lo stirene subisce
bio-trasformazione con formazione di “7,8 stirene ossido”.(all.3)
Il benzene,
costituisce un inquinante degli
ambienti confinati
per il quale la Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale
fin dal 1998 ha potuto stimare il rischio individuale di
leucemia in Italia:
Il numero dei casi attribuibili alla esposizione per inalazione
del benzene è
compreso
tra i 36 e i 190 casi all’anno.
(fonte:1998-Ministero della Sanità-Tutela e promozione salute
ambienti confinati).
Diversi
altri studi hanno messo in evidenza
il pericolo di contrarre
la leucemia o altre forme
di cancro. (leucemie, linfomi, uroteliomi e eccessi di tumori in
altre sedi) , al punto che l’Agenzia Internazionale per la
Ricerca sul Cancro e la CEE
hanno inserito il benzene nel gruppo
1 dei
cancerogeni certi. (vedi
all.4)
La CEE
ha anche aggiunto alla classe 1 la nota “E” a questa sostanza
che ne sottolinea la tossicità.
(vedi all.4)
Altro
cancerogeno certo incrementato dall’uso di una fotocopiatrice è
la formaldeide, che
a temperatura ambiente è un gas incolore, dall’odore acre e
irritante,
reattivo in molte sintesi e
utilizzato per le più varie lavorazioni.
(resine
sintetiche, colle, solventi, vernici, conservanti,
disinfettanti, deodoranti, detergenti, saponi, cosmetici,
tessuti, mobili).
Si trova nell’aria ambiente in quanto è uno
dei principali componenti dello smog fotochimico, uno dei più
stabili intermedi di ossidazione che si producono in atmosfera a
causa della contemporanea presenza di ozono e di residui di
idrocarburi derivanti dai processi di combustione, a seguito del
suo amplissimo impiego è il composto organico volatile (VOC) più
diffuso e più noto.
È sempre presente nei processi fermentativi a cui possono andare
incontro i materiali organici a struttura
ligneo -
cellulosica, è quindi comprensibile come nei processi fotochimici
delle fotocopiatrici, in presenza di carta, ozono, idrocarburi
come benzene e stirene, possa generarsi una notevole quantità di
formaldeide.
Nell’ambiente unico e angusto dell’ufficio, che svolge nel
contempo funzioni di ricezione e operatività, non solo la
fotocopiatrice, dovrebbe essere in ambiente separato, ma anche
l’archivio crescente che consta di diversi mc. di carta che
a temperatura ambiente rilascia lentamente formaldeide.
Uno studio autorevole sulla formaldeide ha valutato l’incidenza
della leucemia: 69 decessi,
era 3,5 volte l’attesa.
(NCI, studio condotto su un campione di oltre 25.000 lavoratori
esposti)
L’ IARC quindi nel 2004 ha inserito
la formaldeide
nel gruppo 1 dei cancerogeni certi.
(allegato nr.5)
Questa è classificata
dalla
CEE nel gruppo 3 dei cancerogeni e vari studi hanno dimostrato
aumento dei carcinomi della cavità nasale e dei seni paranasali
e un forte incremento
delle
leucemie.
(il nome generico delle malattie del sangue
“Leucemie”, comprende
in
vero: Leucemie,Linfomi e Mielomi)
Seconda amara scoperta:
un operatrice in forza all’ufficio,
vi è stata applicata
nonostante abbia in continuità di servizio,
contratto appunto
un linfoma del sangue, quando lavorava in altra sede delle Poste, ed
ora avversata da invalidità reale e riconosciuta,
nei benefici della legge 104.
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/08
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Non conosco motivi per collegare questa
malattia al servizio prestato per Poste Italiane, ne sono
autorizzato a pensare che non siano stati fatti giusti
accertamenti in tal senso, non
è
dato di sapere legittimamente a scrivente, se sia stato
registrato presso l’ISPESL questo caso.
Comunque questa ulteriore rivelazione
ha portato lo scrivente
ha chiedere la massima attenzione verso questa operatrice
dell’ufficio, invocando l’intervento del medico
competente:(allegato 1)
“A tale proposito e con urgenza, stante situazione descritta,
si chiede che il medico competente si pronunci sulla
applicazione di un operatore che è in tutela di legge 104 per
motivi di salute. “
I
responsabili
aziendali
oltre ad
applicare in un ufficio insalubre, un dipendente con queste
premesse e in tutela della legge 104, non hanno prestato
attenzione a questa segnalazione, eppure sempre in
parte dell’art. 15 del
T.U. D.l.gs.
09.04.2008
nr. 81
si dispone
nei punti:
l) il controllo sanitario dei lavoratori;
m) l'allontanamento del
lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari
inerenti la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra
mansione;
L’interessata avvertendo e comprendendo il disagio
ambientale dell’ufficio
ha già chiesto diversa applicazione, ad oggi non accolta.
Anche scrivente ha chiesto diversa applicazione a
salvaguardia della salute, ma la direzione delle Risorse Umane
della Filiale di Roma Sud ha in confusione il concetto di
interesse legittimo con quello di diritto soggettivo, concepisce
queste richieste come rientranti nella sua discrezionalità e
volontà.
Invero, in un ufficio non a norma, le istanze di
diversa applicazione avanzate dal personale, devono essere tutte
accolte e anche con celerità-prioritaria, maggiormente quando
sussistano motivi di salute.
Il datore di lavoro non ha redatto,
nel rispetto della legge
il Documento sulla Valutazione del Rischio;
Il Documento sulla valutazione del
rischio dell’ufficio prescrive in merito alla fotocopiatrice
solo:
“qualora la fotocopiatrice/stampante laser sia usata
intensamente, aerare i locali con maggiore frequenza.”
(all. n.6)
Ora il
“Documento sulla valutazione del rischio” non è nello spirito della legge,
un vademecum da inviare
in
modo indifferenziato in tutti i luoghi di lavoro, ma un insieme
di precetti che tengono conto della realtà e particolarità del
luogo di lavoro, di riflessioni e studi sul campo.
La centralità di tale adempimento
viene chiarita nel
Capo III,
Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro, Sezione I ,
Misure di tutela e obblighi, Art. 17- Obblighi del datore di
lavoro non delegabili:
“1. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività:
a)
la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione
del documento previsto dall'articolo 28;
b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione
e protezione dai rischi.”
Si
veda poi tutto l’art. 29.
Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi.
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In ogni modo non si comprende come
si possa aerare un locale privo di finestre, con un unico
accesso di cm. 90 x 200, senza un funzionale sistema di
aerazione forzata .
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/09
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Lo stesso “Documento”
deve
poi
essere
completo e identificare tutti i rischi,
programmare soluzioni contenere
le linee guida e le buone prassi, già citate e contemplate dalle
leggi.
Quindi il datore di lavoro avrebbe dovuto visionare
personalmente i locali, accompagnato magari dal medico
competente, dopo aver consultato i lavoratori e
le
RR.LL.S. (o R.S.P.P.), doveva stilare personalmente, il
documento sulla valutazione del rischio dell’ufficio.
Invece in modo impersonale ha diramato a tutti gli uffici dei
documenti che sono solo inutile carta e non l’adempimento sostanziale della legge.
Chiaro il fine del legislatore che mira ad eliminare il classico
scarico delle responsabilità verso l’ultimo dei dirigenti
preposti, che spesso non ha altro potere che segnalare quanto
accade nei luoghi di lavori, ma deve farlo in maniera informale,
insistere poco, sui temi della sicurezza, se non vuole diventare
inopportuno, precludendosi ogni carriera.
La normativa impone nei luoghi di lavoro privi di ricambio
d’aria naturale e provvisti esclusivamente di aereazione
forzata, un intervento immediato per il ripristino della
corretta funzionalità, questa Azienda invece è stata sorda al
disagio manifesto del personale per anni.
Un altro aspetto negativo,
dell’ufficio è
il
ciclo continuo della produzione dei contaminanti
che si protrae per 24 ore, si pensi a tal proposito, alla
prescrizione di finestre apribili del
DPR. 303/56 (art.7).
Infatti l’ufficio dalle 8,30 alle
20,00 è luogo di lavoro malamente ventilato, di notte con tutti
gli apparati accesi, l’aeratore e il climatizzatore spento,
l’unica apertura giustamente chiusa non conosce momenti positivi
di ricambio d’aria, infatti l’inquinamento in door e il cattivo
odore sono al massimo livello proprio all’apertura dell’ufficio.
Questa contaminazione è
amplificata dal passare del tempo, perché le polveri crescono
ogni giorno.
Si valutino anche gli studi del
professor Stefano Montanari esperto in nano patologie e
ricercatore che asseriscono che le nanoparticelle non
biodegradano, ma possono essere solo spostate o meglio
asportate, quindi è amaro constatare, che l’unico contributo
nell’asportazione viene dal pubblico che contaminandosi
biologicamente, porta via una parte di sostanze tossiche.(500
persone al giorno)
La concentrazione
di CO2,
V.O.C. e
altri inquinanti per scarsa areazione, la non rimozione
attraverso un’adeguata pulizia anche straordinaria di polveri,
l’affollamento del piccolo locale, sono pregiudizi certi, alla
salute di chi soggiorna, sia per breve che per lungo tempo
nell’ufficio.
Pulizia dei
locali
Una pulizia rigorosa avrebbe rimosso parti delle polveri
accumulatesi negli anni nei mobili, sotto il pavimento
galleggiante, tra le fessure del controsoffitto, specialmente se
effettuata con aspirapolvere.
Ma questa moderna tecnologia e questo impegno straordinario non
è stato mai impiegato e disposto
nei locali, neanche in luogo degli ultimi lavori edili,
quando si è prodotta polvere di materiale edile.
Invero è capitato che le pulizie fossero non eseguite per alcuni
giorni o
insufficienti, ma nonostante
segnalazioni puntuali del locale dirigente non si è
ordinato un servizio sostitutivo o integrativo.
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/10
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In tema di pulizie va segnalato che in difformità di quanto
disposto con il
T.U. D.l.gs.
09.04.2008
nr.
81 allegato IV al punto 1.1.6. le pulizie vengono eseguite come
del resto anche in tutti gli altri uffici in presenza e
concorrenza dei lavoratori, quindi si deve operare mentre
qualcun altro alza polvere e vaporizza detergente.
all.IV-1.1.6.------Il
datore di lavoro deve mantenere puliti i locali di lavoro,
facendo eseguire la pulizia, per quanto è possibile, fuori
dell’orario di lavoro e in modo da ridurre al minimo il
sollevamento della polvere dell’ambiente, oppure mediante
aspiratori.
Cubatura dei
locali
e mancata valutazione del rischio da
carenza strutturale
dell’Ambiente di Lavoro
si
precisano quindi le misure dei locali dell’ufficio che consta in
totale di 34 mq. ed è suddiviso in 4 ambienti:
1)
Un area operativa,
aperta al pubblico, irregolare,
di
26,65 mq.
(con i sei lati di m. 4,25- 0,75 – 1,67 - 5,00 - 4,05 – 5,43),
con cubatura utile lorda di circa
80,00 mc.
(26,65 mq x
3,00 m. altezza);
2)
Un disimpegno di mq.
2,45 (m.1,75x1,40);
3)
Un bagno di mq. 3.08
(m.2,20x1,40);
4)
Un caveau di mq. 1,75
(m.170 x 0,55 x 1.40 x 2,00).
Nessuna finestra e luce naturale, un unica porta ampia cm.90
ostruita esternamente e incessantemente da una lunga fila di
persone, non si capisce come si sia potuto concepire e
autorizzare l’apertura di un simile locale per la funzione di
ufficio postale,
in
un luogo dove c’è una forte richiesta di servizio,
ancor più non si capisce perché condurlo
nel massimo indifferente
spregio della salute di personale e pubblico.
Il posto di lavoro dovrebbe avere un ergonomia
adeguata, l’operatore non dovrebbe essere praticamente
incastrato nella sportelleria, come nella realtà accade,
dovrebbe disporre individualmente di 2mq.
Lo
stesso ha necessità di una volume d’aria individuale di almeno
10m cubi, che in un ufficio dove l’ingresso non è limitato, non
si può garantire.(T.U.
D.l.gs.
09.04.2008
nr. 81- all. IV 1.2)
T.U. 81- ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI -
Art. 173-174-175
Stante il riferimento normativo che, per
l’individuazione dei “video terminalisti”, prescrive che in modo
“abituale o sistematico” si debbano superare le 20 ore
settimanali di applicazione, non si capisce perchè questo
sistema consociativo di sindacati, enti di prevenzione e azienda
Poste Italiane, simulino un continuo studio del problema da
anni, per poi non approdare ad alcun prescritto elemento di
tutela.
Scrivente trova discriminatorio, che
ispettori della ASL Roma C, chiudano gli occhi verso tale palese
inadempienza del titolo VII del
T.U. D.l.gs.
09.04.2008 nr.81 ART. 173-174-175 – quando gli
sportellisti della ASL Roma C, applicano ogni giorno, i giusti
benefici di tutela della normativa.
Scrivente
superando, le 36 ore di applicazione settimanale al video
terminale ne reclama tutti i benefici, previsti in norma:
Art. 175.
Svolgimento
quotidiano del lavoro
1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua
attività mediante pause ovvero cambiamento di attività.
2. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla
contrattazione collettiva anche aziendale.
3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante
l’interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha
diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi
minuti di applicazione continuativa al videoterminale … segue
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/11
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Art. 176.
Sorveglianza
sanitaria
1. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di
cui all’articolo 41, con particolare riferimento:
a) ai rischi per la vista e per gli occhi;
b) ai rischi per l’apparato muscolo-scheletrico … segue
5.
Il lavoratore è sottoposto a visita di controllo per i rischi di
cui al comma 1 a sua richiesta, secondo le modalità previste
all’articolo 41, comma 2, lettera c).
Microclima
Considerato che la recente istallazione di un condizionatore
potrebbe ottimizzare, umidità e temperatura si eccepisce che
la cubatura limitata del
locale operativo non permette un idoneo ricambio d’aria.
Il ricambio necessario è una variabile legata alle persone
presenti in ufficio che non è risolvibile, se non con ampi
adeguati locali.
Il personale e il pubblico sono poi nel consumo di ossigeno in
concorrenza con luci, tre computer, due stampanti ad aghi, due
stampa etichette e una fotocopiatrice di grandi dimensioni.
“Poiché l’emissione di CO2
nell’ambiente è direttamente proporzionale al metabolismo medio
dei presenti, è possibile determinare la portata d’aria
richiesta per mantenere la concentrazione CO2 nei
valori di qualità richiesta”. (Ispesl: 1 giugno 2006 LINEE
GUIDA MICROCLIMA)
si veda anche la
tabella 2.2.1-Edifici adibiti ad attività commerciali ed
assimilabili-area pubblico banche-dove si hanno i valori di
riferimento di ventilazione e ricambio d’aria.
(Comunque
nella realtà basta la contestuale presenza nel locale
di
7-8 persone per avvertire mancanza d’ossigeno, considerando che
nella giornata il personale presente va da 3 a 6 unità e il
pubblico non è limitabile, e normale che stazionino nello stesso
ambiente anche 10 o più persone)
Disinfestazione
e Messa a norma degli impianti elettrici
Queste due problematiche accessorie rispetto alle altre, danno
però la misura del disinteresse dei dirigenti di Poste e anche
della Asl, verso i problemi sollevati nell’ufficio dal 2004.
Ogni anno, in estate il caldo e l’esistenza nel centro
commerciale di un grande ipermercato alimentare, fa proliferare
minuscoli insetti che pungono le caviglie degli operatori,
ebbene dal 2004 benché richiesta non stata mai disposta alcuna
disinfestazione dei
locali.
Infine lo stesso dirigente ha chiesto in modo continuo la
sistemazione (canalizzazione a norma legge)
dei fili elettrici
sottostanti la sportelleria, così anche lo scrivente
nelle personali istanze d’intervento.
Mancata registrazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori
esposti ad agenti cancerogeni.
“In Italia si stima che circa 4.2 milioni di
lavoratori (il 24% degli occupati) siano esposti ad agenti
cancerogeni (139 agenti inclusi nel gruppo 1, 2A o 2B della
classificazione IARC) tra cui i fumi
discarico dei
diesel, asbesto, polveri di legno, silice cristallina,
benzene, cromo
esavalente e suoi composti,
idrocarburi
policiclici aromatici (IPA), piombo e composti
inorganici.”
(Fonte I.s.p.e.l.s.l. 2008
campagna prevenzione dei tumori sui luoghi di lavoro)
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/12
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L’ Art. 244
“Registrazione dei Tumori” del D.Lgs. n.81 del 9 aprile 2008
definisce le basi normative per la costituzione di un registro
nazionale dei tumori di origine professionale, come già in
premessa nell’art. 71 D.Lgs. n. 626/94.
Mentre l’art. 70
del d.lgs. 626/1994, l’art. 2 del D.M.12/07/2007 n. 155/200,e il
D.lgs. 09.04.2008 n.81,
contemplano
l’inserimento
del personale esposto
ad agenti cancerogeni in un apposito registro.
I citati agenti cancerogeni, sia quelli giunti in ufficio sotto
forma di materie prime o prodotti e liberati nel luogo di
lavoro, si sono concentrati in un ambiente ristretto e non
adeguatamente ventilato, il personale ivi applicato li ha
inalati, quindi questo
personale anche a tutela di futuri riscontri deve essere
inserito nel registro degli esposti prescritto.
Si contesta
infine: Di
non
aver sottoposto
all’attenzione dei medici
competenti
il territorio
e
delle
RR.LL.S. (o R.S.P.P.)
- l’ambiente di lavoro, come contemplato dalle normative.
note sugli
allegati
Lo scrivente produce in allegato, le richieste di intervento ai
fine della salvaguardia
inviate
dal novembre 2004 al novembre 2008. (allegato nr.7)
Produce anche informazioni e parti di studi scientifici, schede
tecniche ed altro possa essere utile ad una veloce valutazione
dei problemi adotti. (allegati
nr.8,9,10)
Considerazioni
Il
fine della tutela della salute e della prevenzione, delle
malattie professionali, la legge, sono stati totalmente
disattesi, da persone che avevano modo e tempo di ben adempiere
alle proprie funzioni.
I
denunciati avrebbero dovuto in proprio promuovere ispezioni,
studi, provvedimenti in presenza del semplice disagio degli
operatori o addirittura chiudere o non far aprire un luogo di
lavoro privo dei requisiti di legge.
L’attuale normativa infatti amplia i doveri di sicurezza del
datore di lavoro imponendogli una diligenza qualificata (art.1176 c.c.),
una particolare accuratezza sia nell'individuazione dei fattori
di pericolo, sia nella scelta delle misure di prevenzione
necessarie a tutelare l'integrità fisica del lavoratore, anche
se non specificamente previste da norme di prevenzione o da
altre prescrizioni di organi competenti.
Invece i notificati si sono concertati per la
continuazione di un ambiente di lavoro malsano e pericoloso, non
rispondente alle prescrizioni di legge, senza adoperarsi in
maniera professionale al fine di garantire e tutelare la salute
del personale e del pubblico. Non hanno poi provveduto
nonostante diffida formale ne risposto.
Al
fine delle aggravanti contemplate nel art. 61 c.p. si consideri
:
“l'avere commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti a
una pubblica funzione o a un pubblico servizio,”
E quelle comprese
nell’art.36 -Legge 5 febbraio 1992, n. 104, per il pregiudizio
al dipendente in legge 104.
Si consideri anche la sentenza del Tribunale di Milano,
G.I.P. Dott. Walter Saresella, (1 Marzo 2002) dove due dirigenti
bancari sono stati condannati per omicidio colposo, perché una
dipendente da loro completamente ignorata aveva inutilmente per
lungo tempo lamentato che nel posto di lavoro doveva inalare suo
malgrado fumo passivo, di seguito a causa di un attacco di asma
la stessa è deceduta, da qui la condanna dopo la dimostrazione
del nesso eziologico da parte peritale.
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/13
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Ora questa vicenda, al fine del nostro caso
si presenta identica, un luogo di lavoro inquinato e trascurato,
inascoltate richieste di intervento, personale a rischio non
correttamente valutato, con un elemento ulteriore qui abbiamo
anche 500 clienti che entrano e non sanno di rischiare attacchi
d’asma o shock anafilattico, solo perché qualcuno pensa ancor
oggi, di poter ignorare completamente le leggi di prevenzione.
Per una casualità e per ora, non ci sono
morti, ne danni certi rilevati ma non c ‘è neppure da parte di
chi Vi scrive, voglia di aspettare ulteriori evidenze, stante
che il dovere di prevenzione disatteso è già reato.
Una vittima questo ufficio l’ha già
probabilmente prodotta, una giovane impiegata nel 2002 è stata
colpita da meningite virale, probabilmente contratta e
contagiata da un portatore sano, forse
nell’ufficio stesso, ora i medici hanno ipotizzato che
nel momento del contagio, le difese immunitarie della collega
potessero essere particolarmente ridotte, da qui la malattia, il
coma, l’invalidità permanente e la pensione per inabilità.
Ora l’inquinamento indoor ,
può
determinare anche abbassamento delle difese immunitarie.
Concludendo
Scrivente rimette alla procura l'accertamento delle eventuali
responsabilità penali, chiedendo che gli imputabili vengano
perseguiti a norma di legge.
Chiede inoltre
a
norma degli art. 90 e 408 C.P.P., di essere sentito per fornire
nel caso di ammissibilità del procedimento ulteriori elementi di
prova, di essere informato dell'eventuale richiesta di
archiviazione del P.M. .
Dichiara nella circostanza del procedimento
penale di volersi costituire parte civile ai sensi dell’art. 76
c.p.p. da solo o
in
concorso con altri aventi causa, al fine di ottenere il
risarcimento del danno biologico, morale e materiale, causato e
futuro.
Chiede inoltre ai Nas Comando Carabinieri
Tutela Salute Di Roma, di valutare un possibile intervento teso
ad accertare il reale contenuto del toner in uso negli uffici
postali stante che il testo unico D.l.gs.
09.04.2008
nr.81,
Capo II Protezione da agenti cancerogeni e mutageni Art. 239.
Informazione e formazione – impone al datore di lavoro di informare i
lavoratori su :
a) gli agenti
cancerogeni o mutageni presenti nei cicli lavorativi, la loro
dislocazione, i rischi per la salute connessi al loro impiego …
Ringraziando saluta,
Roma,
28 gennaio 2009
in fede
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/14
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allegato 1
raccomandata a Poste e ASL di diffida ad adempiere
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/15
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/16
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/17
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/18
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allegato nr. 2
scheda toner Olivetti copia 250MF
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/19
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/20
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/21
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/22
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/23
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allegato nr. 3 stirene
informazioni legali
tratto da: Coordinamento Tecnico per la Sicurezza nei
luoghi di lavoro
delle Regioni e delle Province autonome
TITOLO VII DECRETO LEGISLATIVO N.626/94
Protezione da agenti cancerogeni e/o mutageni
LINEE GUIDA Aggiornamento 2002
ALLEGATO A
LISTA DELLE SOSTANZE CLASSIFICATE CANCEROGENE
E/O MUTAGENE DALLA CE NEL 19°, 20°, 21°, 22°, 23°, 24°,
25°, 26°, 27° E 28° ADEGUAMENTO ALLA DIRETTIVA 67/548/CEE
CA
Categoria CE di cancerogenicità .

ultima
lista Iarc –stirene-
cas
sostanza
classe
anno

Vai a:
Navigazione,
cerca
Il toner non è un materiale omogeneo,
bensì una polvere finissima contenente particelle di carbone,
ferro e resina. Nel processo di stampa laser, utilizzato nelle
fotocopiatrici ed in alcune stampanti, il toner si imprime sulla
carta costituendo il testo e le immagini stampate.
Inizialmente era essenzialmente polvere di carbone ma
successivamente, per migliorarne le prestazioni, alle particelle
carboniose è stato mescolato un polimero. Le particelle di
polimero
vengono fuse
dal calore del forno Fusore
attaccandosi alle fibre della carta.
La composizione del
polimero varia da un produttore all'altro, ma solitamente è un
copolimero
stirene-acrilato oppure una resina poliestere. Le particelle
di toner avevano originariamente una dimensione media di 12
micrometri, ma con l'aumento della risoluzione delle stampanti a
600 DPI, fu necessario ridurre la dimensione a 8 micrometri. Una
ulteriore riduzione è necessaria per incrementare la
risoluzione. La produzione è soggetta ad un controllo di qualità
finalizzato a mantenere la dimensione delle particelle di toner
entro una tolleranza limitata, che non deve variare molto da una
particella ad un'altra.
LO STIRENE
COPOLIMERO ACRILICO SEGNALATO DA OLIVETTI COME NON CLASSIFICATO
E AD ESEMPIO DA CASE COME “HP” COME SOSTANZA PROTETTA DA SEGRETO
COMMERCIALE LIBERA E GENERA COMUNQUE NELL’ARIA BENZENE E STIRENE
OSSIDO, QUINDI DEVE ESSERE CONSIDERATO A TUTTI GLI EFFETTI NON
SOLO IL TONER IN SE.
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/24
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allegato nr. 3/2 stirene
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Informazioni aggiornate dal sito della comunità europea
su stirene**OSSIDO
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http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/
= sito CEE per ricerche su agenti chimici
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Substance Name:
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Styrene
oxide (epoxyethyl) benzene Phenyloxirane
– Stirene ossido (epossietil) benzene Fenilossirano
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Annex I Index# :603-084-00-2
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Classificazione CE : Cancerogeno. Cat. 2;
- R45 - Xn; R21
- Xi; -
R36
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NOTA : E
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Alle
sostanze aventi effetti specifici sulla salute
delle persone (cfr. capitolo 4 dell'allegato VI),
classificate come cancerogene, mutagene e/o
tossiche per il ciclo riproduttivo, appartenenti
alle categorie 1 o 2, viene attribuita la nota E
se sono classificate anche come altamente
tossiche (T+), tossiche (T) o nocive (Xn). Per
dette sostanze, le frasi di rischio R 20, R 21,
R 22, R 23, R 24, R 25, R 26, R 27, R 28, R 39,
R 68 (nocivo), R 48 e R 65 e tutte le
combinazioni di queste frasi di rischio devono
essere precedute dalla parola «anche». Esempi:
R45-23 «Può causare il cancro. Anche tossico per
inalazione.» R46-27/28 «Può causare danni
genetici ereditari. Anche altamente tossico a
contatto con la pelle e per ingestione».
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FRASI DÌ RISCHIO
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+ R45 :
Può provocare il
cancro. + R21 : Nocivo a contatto con la pelle.
+ R36 :
Irritante per gli occhi.
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FRASI DÌ SICUREZZA
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+ S53 :
Evitare l`esposizione - procurarsi speciali istruzioni
prima dell`uso.
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+ S45 :
In caso di incidente o di malessere consultare
immediatamente il medico (se possibile, mostrargli
l`etichetta).
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SIMBOLO PRESCRITTO

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+ T : Tossico
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Lo Stirene o vinilbenzene è un liquido oleoso, incolore, con
un caratteristico odore pungente aromatico, polimerizza
facilmente in presenza d’ossigeno. L’assorbimento avviene
sia per via inalatoria, sotto forma di vapore 45-85%, che
per via cutanea. L’assorbimento per via respiratoria è
influenzato dal carico di lavoro e provoca alterazioni della
ventilazione polmonare e della portata cardiaca.
Nel sistema
microsomiale epatocellulare avviene la biotrasformazione con
formazione di 7,8 stirene ossido. Circa il 90% della
dose assorbita è eliminata attraverso l’emuntorio renale
sotto forma di acido mandelico e acido
fenilgliossidico, il 3% viene eliminato per via aerea, la
frazione metabolizzata ad acido ippurico è del tutto
trascurabile. Lo stirene, grazie alla sua liposolubilità,
può interagire con lo strato lipidico delle membrane
cellulari e pertanto presenta uno spiccato tropismo per i
tessuti ricchi di lipidi, tra cui il Sistema Nervoso
Centrale (SNC). L’effetto dello stirene sul SNC è
rappresentato da alterazioni neurologiche precedute dalla
comparsa di disturbi sfumati, quali irritabilità, fatica,
modificazioni del comportamento e depressione intesa come
riduzione della vivacità e della mobilità emotivo-affettiva.
Autore: C. Fenga (1), A. Cacciola (1), G. Spatari (1), B.
Trombetta (1), M. Cantio (1), C. Mangiafico (2), E. Micali
(1)
1 Sezione di Medicina del Lavoro, Dipartimento di Medicina
Sociale del Territorio, Università degli Studi di Messina
2 Servizio di Medicina del Lavoro AUSL, Siracusa
Fonte: G Ital Med Lav Erg 2003; 25:4 POSTER
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/25
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allegato nr. 4 – NUOVA classificazione benzene CEE
DIRETTIVA 2005/90/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del
18 gennaio 2006
che modifica, per la ventinovesima volta, la direttiva
76/769/CEE
elenco dei nuovi inserimenti in classe 1 per sostanze
cancerogene
in classe 2 per sostanze mutagene nel 2006

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Informazioni aggiornate dal sito della comunità europea
su BENZENE
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http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/
= sito CEE per ricerche su agenti chimici
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Substance Name:
benzene -
Annex I Index# :
601-020-00-8
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F;
R11 - Carc. Cat. 1; R45
- Muta. Cat. 2; R46 -
T; R48/23/24/25 - Xn; R65
- Xi; R36/38
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NOTA : E
(SPIEGATA IN DENUNCIA E SOPRA
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FRASI DÌ RISCHIO
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+R46: PUO’ PROVOCARE DANNI EREDITARI GENETICI
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+R43 /23/24/25
Tossico:
pericolo di gravi danni alla salute in caso di
esposizione prolungata per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione
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+ R45 :
Può provocare il
cancro. + R21 : Nocivo a contatto con la pelle.
+ R36/38 :
Irritante per occhi E PELLE
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FRASI DÌ SICUREZZA
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+ S53 :
Evitare l`esposizione - procurarsi speciali istruzioni
prima dell`uso.
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+ S45 :
In caso di incidente o di malessere consultare
immediatamente il medico (se possibile, mostrargli
l`etichetta).
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SIMBOLO PRESCRITTO
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+ T : Tossico
+ F INFIAMMABILE
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/26
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allegato nr. 5 – classificazione formaldeide IARC
cas
sostanza
classe
anno

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Informazioni aggiornate dal sito della comunità europea
su FORMALDEIDE
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http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/
= sito CEE per ricerche su agenti chimici
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Substance Name:
formaldehyde
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Cancerogeno Cat. 3; R40
- T; R23/24/25 - C;
R34 - R43
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FRASI DÌ RISCHIO
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+ R23/24/25
:
Tossico per
inalazione, contatto con la pelle e per ingestione. +
R34 :
Provoca ustioni
+ R40-Possibilità di
effetti cancerogeni - prove insufficienti.
+ R43 Può provocare sensibilizzazione per
contatto con la pelle.
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FRASI DÌ SICUREZZA
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+ S51 : Usare soltanto in
luogo ben ventilato
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+ S45 :
In caso di incidente o di malessere consultare
immediatamente il medico (se possibile, mostrargli
l`etichetta).
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+ S1/2-Conservare sotto
chiave e fuori della portata dei bambini.
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+ S26-In caso di
contatto con gli occhi, lavare immediatamente e
abbondantemente con acqua e consultare un medico.
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+S36/37/39- Usare
indumenti protettivi e guanti adatti e proteggersi gli
occhi/la faccia.
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SIMBOLO PRESCRITTO
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+ T : Tossico
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/27
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ALLEGATO 5
VALUTAZIONE IARC 2B
PER L’OSSIDO DÌ TITANIO

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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/28
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ALLEGATO NR.6 – PARTE DOCUMENTO
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/29
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allegato 7 / 1 – 16/10/2004
allegato nr.7 / 2 /8.3.2006
allegato nr.7 / 3 -29.04.2006
allegato
nr.7 – 4 - 6.5.2006
allegato nr.7 – 5 – 24.5.2006
allegato nr.7 – 6 – 16.06.2008 – pag .1
allegato nr.7 – 6 – 16.06.2008 – pag .2
allegato nr.7 – 6 – 16.06.2008 – pag .3
allegato nr.7 – 7 – 07/07/2008
allegato
nr.7 – 7 – 01/10/2008
allegato
nr.7 – 7 - 01/10/2008 seconda pag.
(richieste intervento
inviate in filiale inesitate)
(alcune inviate anche
ad Asl, Inail, Ispettorato del Lavoro,)
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/30
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/31
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/32
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/33
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/34
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/35
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/36
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/37
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/38
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/39
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/40
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allegato nr.8 tratto da uno studio universitario australiano:
Particle Emission Characteristics of Office Printers
C O N G R O N G H E ,
L I D I A - M O R A W S K A ,
A
N D L E N T A P L I N
International Laboratory for Air Quality and Health,
Queensland University of Technology, Brisbane, QLD 4001,
Australia, and Queensland Department of Public Works,
Brisbane, QLD 4001, Australia
Caratteristiche delle particelle emesse dalle comuni stampanti
da ufficio.
Nella società moderna, le stampanti sono ampiamente usati negli
uffici. In questo studio, si prendono in esame, il numero delle
particelle
PM2.5 (Il
PM2.5
è il particolato
atmosferico che ha un diametro uguale o inferiore a 2.5 µm) emesse dalle stampanti, misurate
usando il TSI SMPS, TSI CPC 3022 e 3025A TSI P-Trak e DustTrak.(apparecchi
e tecnologie per misurare i particolati)
Il controllo delle caratteristiche delle particelle in un grande
ufficio open-plan ha indicato che
le particelle generate
dalle stampanti raggiungono
significativamente la grandezza di (p) 0.01)
incrementando il numero e il livello di concentrazione delle
mano-particelle nell'ufficio.
In sintesi i ricercatori si sono accorti, dopo aver monitorato
le emissioni di 62 stampanti differenti per modello e anzianità,
che il particolato
presente nell’aria della stanza era superiore anche 5 volte a
quello che si può trovare a lato di una qualsiasi tangenziale.
Stare accanto a una
stampante può essere equivalente a stare accanto a un fumatore
di sigarette.
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/41
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allegato nr.9 studio
Newton Roberto Bono,
professore di Igiene ambientale dell' Università di Torino
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Lo smog in una stanza
Siamo sicuri che contro l'inquinamento delle
città sia meglio rifugiarsi in casa o in ufficio
? Secondo le ultime ricerche no: tra le quattro
mura si può rischiare anche di più.
Lo hanno scoperto i
ricercatori europei del centro di Ispra,
con
un "simulatore di casa" unico al mondo. Che ha
iniziato a dare i primi risultati...
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L'aria nelle nostre case spesso è più sporca di quella esterna,
contaminata da sostanze dalle caratteristiche particolari,
diverse da quelle degli inquinanti esterni e ancora non ben
definite.
Ed è per questo che è nata "Indoortron", una camera dove
intrappolare l' aria che respiriamo nei luoghi chiusi, per
scoprire quali insidie contiene e quali danni arreca.
Il problema dell' inquinamento domestico risale a qualche decina
di anni fa, come spiega a Newton Roberto Bono, professore di
Igiene ambientale dell' Università di Torino.
"All'
inizio degli anni ' 70, in seguito alle crisi energetiche, si
decise, per evitare sprechi di energia, di costruire edifici
sempre più isolati rispetto all' ambiente esterno e quindi
sempre meno efficienti nel favorire i naturali ricambi d' aria.
L' introduzione massiccia di isolanti spesso sintetici, l'
eliminazione delle infiltrazioni d' aria dai serramenti e la
riduzione della ventilazione, portarono così a un peggioramento
dell' aria confinata, con conseguenze negative sulla salute".
Quindi chiudersi in casa per sfuggire allo smog che avvolge le
città, seguendo il consiglio dato da medici ed esperti nei
periodi in cui l' inquinamento atmosferico si fa più pesante,
risulta spesso inutile. Infatti il più delle volte l' aria nelle
abitazioni e in tutti i luoghi chiusi non è migliore di quella
esterna.
È infatti all' interno che si possono nascondere fonti di
composti potenzialmente pericolosi: fumo di tabacco, polvere,
vapori della cottura dei cibi, esalazioni provenienti dai
detersivi, insetticidi e spray in genere.
Ma anche muri, mobili, moquette e infissi inquinano, perché
rilasciano vapori di colle, di vernici e di pitture. Indoortron,
che si trova al Centro Comune di Ricerche della Commissione
Europea a Ispra (in provincia di Varese), rappresenta uno
strumento unico al mondo per determinare sia quali sostanze
vengano emesse dagli arredi, dai mobili, dai macchinari in
ufficio e perfino dai materiali utilizzati negli abitacoli delle
automobili, sia in che modo esse influiscano sulla qualità dell'
aria che respiriamo nei luoghi chiusi.
Si tratta di composti dalle caratteristiche subdole, perché
evaporano molto facilmente e restano in sospensione nell' aria,
senza che sia possibile sospettare la loro presenza.
Molti sono già conosciuti, come
la
formaldeide, il benzene o lo stirene,
ma ne spuntano continuamente di nuovi.
E persino i cosmetici
possono trasformarsi in nemici della salute: le lacche per
capelli contengono per esempio acetone, lo smalto per unghie è
invece fonte di etilacetato e in molti profumi è presente metilacetato.
Si tratta di composti innanzitutto altamente infiammabili che,
se inalati in alte quantità, possono provocare irritazioni della
pelle e delle mucose. Ed ecco che, senza rendersene conto, si
soffre per l' inquinamento indoor: mal di testa continui,
bruciori di gola o stanchezza sono solo alcuni dei sintomi.
Le persone più a rischio sono le stesse che soffrono per l'
inquinamento esterno: i bambini, gli anziani e quanti hanno
problemi respiratori o ipersensibilità a qualche sostanza. A
differenza di ciò che accade per l' inquinamento esterno, però,
non esistono "livelli di guardia" accertati e in Italia non vi
sono normative che i costruttori di materiali edilizi, o di
arredamenti, devono rispettare.
Lo scopo finale dei ricercatori del Centro di Ispra è così
trovare, con l' aiuto di Indoortron, un metodo di valutazione
comune a tutti i Paesi europei, che ancora non esiste.
"Si
è stimato", spiega a Newton Dimitrios Kotzias, responsabile
dell' Unità di esposizione chimica e fisica a Ispra, "che il
livello di alcuni inquinanti negli ambienti chiusi, dove noi
trascorriamo in media il 90 per cento del nostro tempo, sia due
volte superiore a quello esterno".
Finora gli studi di Kotzias e dei suoi colleghi hanno
individuato centinaia di composti chimici prodotti da svariate
fonti, alcuni dei quali noti per essere tossici, cancerogeni o
mutageni. Si tratta in particolare dei Composti organici
volatili (Voc), costituiti da idrogeno e carbonio, legati o meno
a elementi come l' ossigeno, e che evaporano molto facilmente.
Fra questi il più noto è la formaldeide, formata da due atomi di
idrogeno, un atomo di carbonio e uno di ossigeno. Si tratta di
un gas incolore e dall' odore acre che provoca, in alte
concentrazioni, forti irritazioni agli occhi e alle mucose. È
contenuta principalmente in colle, solventi, pannelli di legno
truciolare e rivestimenti plastici, comunemente utilizzati nella
fabbricazione di mobili e pavimenti.
Altri Voc casalinghi sono il benzene, ritenuto responsabile di
irritazioni di pelle e mucose, nonché se inalato per lungo
periodo anche di modifiche alla struttura del sangue e di
problemi all' apparato riproduttivo, e lo stirene, sostanza
altamente irritante per gli occhi e per il sistema respiratorio.
Sono composti aromatici, formati cioè da un anello di sei atomi
di carbonio, ai quali si legano idrogeno o altro carbonio,
presenti soprattutto nelle colle usate per la posa di parquet e
moquette, ma anche nel fumo. "Il punto fondamentale è di
stabilire a quali livelli tali sostanze diventano realmente
pericolose per la salute", continua Kotzias. "E per fare ciò è
indispensabile tenere conto di numerosissimi fattori che possono
influenzare l' emissione dei composti, la loro pericolosità e la
loro attività".
Simulando i diversi ambienti chiusi all' interno di Indoortron i
ricercatori hanno iniziato a chiarire la situazione. "Per
esempio", prosegue il ricercatore, "possiamo capire quanto
condizioni come temperatura e umidità dell' aria influiscano sui
Voc, quanto sia utile la ventilazione degli ambienti, in che
misura altri materiali possano assorbire le sostanze modificando
la loro concentrazione, e come i diversi composti interagiscano
fra loro creando altri cocktail più o meno pericolosi".
All' interno di Indoortron la temperatura può essere regolata
fra i 15 e i 45 gradi centigradi, mentre l' umidità può variare
tra il 20 e il 90 per cento. Così è possibile simulare la
situazione tipica degli ambienti europei più diversi per
collocazione geografica, climatica, e nei diversi periodi dell'
anno.
I primi verdetti da Indoortron hanno riguardato due elementi
piuttosto comuni negli ambienti chiusi, le fotocopiatrici e il
fumo di sigaretta.
E non sono per nulla rassicuranti.
"Per quanto riguarda le fotocopiatrici",
sottolinea Kotzias, "abbiamo identificato 27 diversi Voc, dei
quali molti sono tossici o comunque irritanti.
A macchina spenta
la concentrazione totale di queste sostanze è pari a 32,4
microgrammi per metro cubo, un valore ancora accettabile. Ma se
la fotocopiatrice si trova in stand by o se sta eseguendo copie
alla velocità media di 200 all' ora la concentrazione sale,
rispettivamente, a 382,6 e 416,7.
I livelli di guardia, pari a 200, sono così superati e per le
persone più sensibili tale concentrazione può provocare seri
disturbi". All' interno di Indoortron la macchina fotocopiatrice
è rimasta accesa per un mese e mezzo senza fare copie: si è così
scoperto che i valori dei Voc diminuiscono sensibilmente nel
giro di 2 3 settimane, ma la macchina continua a rilasciare una
quantità di composti organici volatili pari a 360 microgrammi
per metro cubo.
Come difendersi allora ?
"Sebbene i modelli più recenti di fotocopiatrici emettano una
minore quantità di sostanze tossiche, esiste, per ora, un solo
modo per tutelarsi, finché non verranno fissati criteri più
rigidi per diminuire l' emissione di questi composti:
ventilare spesso e per periodi abbastanza lunghi le stanze",
raccomanda Kotzias.
La
tendenza di collocare in molti uffici le fotocopiatrici in
stanzini angusti e senza finestre appare quindi un deciso
controsenso.
Aprire le finestre per cambiare aria sembra invece una
strategia del tutto inutile nel caso del fumo di sigaretta.
"La concentrazione di moltissimi composti presenti nel
fumo", spiega lo scienziato, "non diminuisce ventilando l'
ambiente, come abbiamo dimostrato in numerose simulazioni
con Indoortron". In particolare il monossido di carbonio,
gli ossidi di azoto, i composti aromatici e la nicotina
restano comunque in sospensione. "Per ripulire l' aria da
queste sostanze", aggiunge Kotzias, "sono necessari impianti
di depurazione potenti, spesso ancor di più di quelli già in
uso in molti locali pubblici". Così in situazioni del genere
l' unica soluzione è non fumare in luoghi chiusi e non
frequentare ambienti sprovvisti di validi impianti di
depurazione. Ma è chiaro che poi, a casa propria, ognuno può
regolarsi come crede. "Fra le numerose difficoltà incontrate
per combattere l' inquinamento indoor", conferma il
ricercatore, "c' è il fatto che non si può interferire nella
sfera personale delle singole persone. In casa propria
ciascuno è libero di fumare, di comprare un tavolo o un
altro mobile di proprio gusto e di usare i detersivi che
ritiene più utili. Non possiamo dire alle persone come
comportarsi in un ambiente privato". L' unico modo per
risolvere il problema, sottolineano gli scienziati di Ispra,
è a monte. "Dovrebbero almeno essere imposti limiti e regole
precise affinché oggetti di arredo, pitture e vernici non
contengano sostanze pericolose o quantomeno che siano
presenti in quantità trascurabili". Nel futuro della qualità
dell' aria domestica non ci saranno però solo divieti. La
scienza e la tecnologia potranno venire in aiuto per
eliminare in maniera automatica alcuni degli inquinanti più
diffusi. Al Centro di Ispra si lavora anche su questo. E in
particolare su nuovi materiali che possono rende
"autopulente" un' abitazione. "In particolare", spiega
Kotzias, "si tratta del biossido di titanio, un composto in
grado di compiere una fotocatalisi degli inquinanti;
utilizza cioè la luce solare per ossidare composti e
sostanze pericolose facendole diventare innocue. Il biossido
di titanio ha una forma minerale detta anatasio ed è già
stato usato come ingrediente del cemento. Utilizzandolo per
costruire mattoni si potrebbero ottenere delle case
autopulenti". Una sperimentazione effettuata in diversi
laboratori italiani ha mostrato che l' anatasio riesce ad
abbattere di due terzi gli ossidi di azoto in quaranta
minuti di attività. "Per ora", conclude Kotzias, "l' unica
alternativa offerta al consumatore è rappresentata da
vernici e materiali definiti ecologici, molto costosi e la
cui efficacia è di difficile valutazione. Solo se tutta l'
Europa ragionerà con una sola testa, stabilendo dei
parametri precisi di qualità dell' aria domestica, il
problema potrà essere davvero risolto". (ha collaborato
Monica Marelli).
La trappola per lo
smog di casa: Indoortron è composto da due parti: la stanza
di 30 metri cubi, dove è possibile regolare temperatura,
umidità e composizione dell'aria, e un' anticamera con gli
strumenti per controllare e impostare tutti i valori.
All'esterno si trovano i filtri e i dispositivi per ripulire
o inquinare l'aria della stanza e la camera di controllo
dalla quale si verificano e registrano tutti i parametri.
La
camera è costruita in acciaio inossidabile,
teflon e vetro, materiali che emettono quantità trascurabili di
sostanze inquinanti e che non assorbono quelle immesse
volontariamente, non interferendo così con le rilevazioni. Le
insidie nascoste nell'aria di casa: BENZENE: Fonti: colle per
pavimenti, fumo di sigaretta Rischi: irritazione di pelle e
mucose. Attuali livelli di guardia: 1000 microgrammi per metro
cubo. TOLUENE: Fonti: vernici nelle quali è usato come solvente
Rischi: irritazione degli occhi e del sistema respiratorio.
Attuali livelli di guardia: 37.000 microgrammi per metro cubo.
STIRENE: Fonti: colle per pavimenti, fumo di sigaretta. Rischi:
irritazione degli occhi e del sistema respiratorio. Attuali
livelli di guardia: 21.000 microgrammi per metro cubo.
AMMONIACA: Fonti: detergenti per la casa. Rischi: irritazione
degli occhi e del sistema respiratorio. Attuali livelli di
guardia: 3200 microgrammi per metro cubo. FORMALDEIDE: Fonti:
colle, solventi, pannelli di legno truciolare, rivestimenti
plastici e tessuti. Rischi: irritazione degli occhi e del
sistema respiratorio. Attuali livelli di guardia: 94 microgrammi
per metro cubo. IPOCLORITO DI SODIO (VARECHINA). Fonti:
detergenti e sbiancanti. Rischi: irritazione di occhi e pelle.
Attuali livelli di guardia: non determinati. CARBONATO DI SODIO
(SODA SOLVAY): Fonti: detergenti e sbiancanti. Rischi:
irritazione degli occhi e del sistema respiratorio. Attuali
livelli di guardia: non determinati. ACIDO CLORIDRICO (O
MURIATICO): Fonti: prodotti per pulizia. Rischi: irritazione
degli occhi e del sistema respiratorio. Se mescolato con
sostanze alcaline (soda caustica, varechina e carbonati)
sprigiona gas tossici. Attuali livelli di guardia: 2700
microgrammi per metro cubo. IDROSSIDO DI SODIO (SODA CAUSTICA).
Fonti: prodotti per pulizia. Rischi: irritazione di occhi.
Attuali livelli di guardia: non determinati. ACETONE: Fonti:
solvente per smalto per unghie. Rischi: irritazione di pelle e
mucose. Attuali livelli di guardia: non determinati.
TRICLOROETILENE (TRIELINA): Fonti: prodotti per pulizia e
solventi. Rischi: irritazione di occhi e sistema respiratorio. A
lungo termine può provocare danni al sistema riproduttivo.
Attuali livelli di guardia: 2000 microgrammi per metro cubo.
METILACETATO: Fonti: lacche per capelli e profumi. Rischi:
irritazione degli occhi e delle mucose. Attuali livelli di
guardia: 10.000 microgrammi per metro cubo. ETILACETATO: Fonti:
lacche per capelli e profumi Rischi: irritazione degli occhi e
delle mucose. Attuali livelli di guardia: non determinati.
ESSENZA DI TREMENTINA (ACQUARAGIA): Fonti: cera per legno
Rischi: irritazione della pelle e delle mucose. Attuali livelli
di guardia: non determinati. Un aiuto dalle piante: depuratori
naturali: ecco cosa sono le comuni piante d' appartamento
secondo Bill Wolverton, ricercatore della Nasa che oggi si
occupa di strategie alternative per la purificazione degli
ambienti. Gli esperimenti sono stati condotti da Wolverton
sigillando le varie piante in camere di plexiglass, nelle quali
sono state immesse varie sostanze. Così per esempio si è
scoperto che il filodendro è il più efficiente nel rimuovere la
formaldeide, seguito dalla dracena e dallo spatifillo. Ora gli
scienziati stanno lavorando per mescolare tecnologia e natura:
per esempio realizzando una specie di filtro vivente, dove la
pianta affonda le radici nel carbone attivo e neutralizza così
un maggior numero di sostanze chimiche assorbite dall'aria.
Intanto, raccomandano gli scienziati, si può arricchire la casa
con queste piante antinquinamento collocandole nelle stanze in
cui si passa più tempo.
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/42
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nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/43
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nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/44
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allegato 10/1 –
certificazioni ISPESL di un prodotto della Ecoservice Office srl
di Pesaro
QUESTO PRODOTTO E’ QUANTO DÌ MEGLIO OFFRE OGGI LA TECNOLOGIA PER
CATTURARE LE EMISSIONI DÌ UNA FOTOCOPIATRICE - IL DATORE DÌ
LAVORO DEVE DOTARSI DÌ TALI APPARECCHI O PROVVEDERE
ALTRIMENTI ALLA RIDUZIONE MASSIMA DEGLI INQUINANTI
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/45
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/46
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/47
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/48
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RIFERIMENTI NORMATIVI CONSULTATI
T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr.
81
Cassazione Penale Sez. IV - Sentenza n. 19524 del 15
maggio 2008 (u. p. 13/3/2008)
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Cassazione Penale Sez. IV - Sentenza n. 19523 del 15 maggio 2008
- (u. p. 13 marzo 2008)
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Coordinamento Tecnico
per la Sicurezza nei luoghi di lavoro
delle Regioni e delle Province autonome
TITOLO VII-DECRETO LEGISLATIVO N.626/94
Protezione da agenti cancerogeni e/o mutageni
LINEE GUIDA- Aggiornamento 2002
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ISPESL
ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA SUL LAVORO
LINEE GUIDA PER LA
"VALUTAZIONE DEL RISCHIO"
D. L.vo 626/94
Applicazione agli Uffici Amministrativi della
Pubblica Amministrazione delle Imprese e
delle Aziende Private
Dipartimento ‘Igiene del Lavoro’ - Centro Ricerche
ISPESL - Monteporzio Catone (RM)
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Direttiva 76/769/CEE FINO AL
30° ADEGUAMENTO DELLE SOSTANZE
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D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 25
Modello applicativo proposto dalla Regione Piemonte
per la Valutazione del Rischio Chimico
A cura del Gruppo di lavoro "Rischio Chimico" REGIONE PIEMONTE
Assessorato alla Sanità - In collaborazione -con:
Dipartimento di Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro
Università di Torino ARPA Piemonte
Dipartimento di
Scienze Biomediche e Oncologia Umana
Università di Torino
Dipartimento di Scienze dei Materiali ed Ingegneria Chimica
Politecnico di Torino
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Microclima illuminazione ed altro ambienti confinati
a cura
Regioni autonome e ISPELS linee
guida Linee guida versione finale 1 Giugno 2006
siti web da
segnalare:
http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/
= sito CEE per ricerche su agenti chimici
http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/PDFs/index.php
=
STUDI MONOGRAFICI IARC
http://www.arpat.toscana.it/rischio/ri_etichettatura.html
=
sito italiano rischio ambientale
http://www.ispesl.it/
http://www.iss.it/
http://www.lavoro.gov.it/lavoro/
http://www.apat.gov.it/site/it-IT/
e
http://www.indoor.apat.it/site/it-IT/
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Violazioni al T.U. D.l.gs. 09.04.2008
nr. 81 - Poste di Roma Granai – Denuncia di
pagine 49/49
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