c o n t r o   d i r i g e n t i   f i l i b u s t i e r i   n o n   c' è   r i m e d i o   n é   s c a m p o
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La  Filibusta 
...mettere a rischio la salute e la vita degli altri,  non è contenzioso sindacale

ma è un reato

e va perseguito, nelle sedi competenti.

Tutti noi inorridiamo quando nei giornali apprendiamo, che un nomade o altro disperato,

 magari ubriaco, riesce in un sol colpo a falciare,

più vite alla guida di un auto, peggiore quando lo stesso disperato uccide o violenta una donna, in luogo di una rapina.

Questi reati sono particolarmente odiosi.

Ma
personalmente trovo più odiosi i reati commessi da quei colletti bianchi
che non attendono ai propri doveri,
in maniera reiterata,

perché
 hanno tempo e occasione,
per ben provvedere e riflettere sui danni che cagionano.

Essere sordi alle richieste di intervento, non rispondere per anni,

provocare malattie professionali, tumori,  avvelenare la vita degli altri,
sono comportamenti e omissioni che  a volte si sostanziano in decessi.

 
Questi individui

sono criminali

che non vengono messi all'indice... anzi fanno carriera!

Eppure sono rei che non hanno alcuna attenuante.

Nell'ufficio dove lavoravo ad esempio,
l'ufficio postale di
Roma Granai,
il personale per anni ha dovuto subire un ambiente

  non a norma, privo della cubatura minima,  senza un efficiente impianto di areazione e condizionamento,

con una fotocopiatrice che immetteva nell'ambiente diverse sostanze tossiche cancerogene e mutagene.

La fotocopiatrice  nel medesimo unico ambiente dell'ufficio condiviso dagli operatori e dal pubblico, 
ha gasato ed esposto lungamente gli operatori ad emissioni che possono provocare  il cancro.

L'apparato poi era stupidamente ed irrazionalmente  affiancato agli operatori.

Nulla è stato fatto per ridurre le fotocopie stampate e per meglio aerare i locali.
  
Stante le numerose documentate richieste d'intervento ignorate dagli organismi di filiale, preposti alla sicurezza aziendale.

SI SONO CONFIGURATE VIOLAZIONI

ALLE NORME DI TUTELA VERSO LE MALATTIE PROFESSIONALI E GLI INFORTUNI
TUTTE DENUNCIATE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA.

e' RISAPUTO CHE UN TUMORE può INSORGERE
ANCHE DOPO MOLTO TEMPO DALLA REALE ESPOSIZIONE
AGLI AGENTI CANCEROGENI,
PER QUESTO LA LEGGE PRESCRIVE,
UN APPOSITO REGISTRO presso l' I.S.P.E.S.L.
DOVE devono essere ISCRITTI TUTTI I LAVORATORI

che sono stati ESPOSTI A SOSTANZE CANCEROGENE.


QUESTO ADEMPIMENTO mancato rappresenta un'ULTERIORE VIOLAZIONE ALLE LEGGI DI TUTELA.

se un impiegato POI DOVESSE contrarre un tumore ai polmoni o alla vescica, vedendo questa impunità diffusa,

riscontrando che nessuno ha provveduto come può non pensare, a forme pesanti di ritorsione personale.

Come possono pensare questi signori di distruggere  

la vita degli altri e rimanere
costantemente
impuniti ?

Oggi comprendo quanti tra i familiari e vittime,
di fatti attuali di cronaca si esprimono:
"sono costretto a farmi giustizia da solo".

Resta comunque un impunità assurda, per i funzionari che  violano le leggi di tutela

Questi funzionari ancora oggi:  
a dispetto di leggi, delle denunce fatte alla ASL, ai NAS e alla Procura della Repubblica, continuano
a farci lavorare NEGLI UFFICI POSTALI in condizioni non a norma.

seguitano

A NON  RIMUOVERE CON MEZZI IDONEI L'IMMANENTE RISCHIO RAPINA,
NON APPLICANO LE TUTELE DI LEGGE PER I VIDEOTERMINALISTI.

 
 LE PULIZIE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO RISULTANO POI A TUTTI
EVIDENTEMENTE INSUFFICENTI.

Non sarà sfuggita ai colleghi la rivoluzione portata avanti da Trenitalia

che ha rimosso recentemente le ditte appaltatrici della pulizia
che pur incassando il corrispettivo non pulivano affatto i treni.

Una parola va spesa anche per il sindacato, che non deve trattare la sicurezza come materia di contrattazione,

 la storia infinita della non tutela deve finire con il Testo unico d.l.lg.n.81 ,

le chiacchierate, gli incontri amichevoli e confidenziali, i tavoli di lavoro non tutelano la vita di nessuno.

Se Sindacato, Asl e Ispettorati del Lavoro, avessero un atteggiamento meno concordatario,

tanti infortuni sul lavoro non ci sarebbero, avremmo uffici più puliti e sicuri.

Senza costi per l'azienda Poste,

che ha già organi e uffici preposti alla sicurezza pagati,

che non sanno ben operare.

Infatti in tutti gli uffici la multifunzione a laser, è mal collocata

(quasi sempre attaccata a una postazione di lavoro di solito la scrivania del dirigente).

Anche in luogo di locali ampi e con finestre apribili, viene collocata a pochi centimetri, da chi lavora,
questa inutile contaminazione è dovuta esclusivamente ad indolenza e mancanza di professionalità,
di chi si occupa della sicurezza aziendale.

Negli uffici poi non ci si adopera a stampare il minor numero di copie possibili.

In quanto la modulistica è carente e deve essere fotocopiata per dare regolarità al servizio.

Anzi sembra che si faccia di tutto per utilizzare oltre ogni ragionevolezza questi apparati.

Altra considerazione è il ricorso all'archivio elettronico che non viene preso in considerazione,
si continua a produrre documenti cartacei, di impossibile consultazione.

Vogliamo comunque segnalare a tutti il congruo
 "giro d'affari"
rappresentato dai contratti di vendita, manutenzione, rifornimento delle fotocopiatrici !

Gli importi sono tali da mettere in secondo piano la salute di tutti Noi.

Così come la sblindatura degli uffici ha rappresentato e rappresenta  una spesa così imponente,

da ridurre nella minima considerazione i danni alla salute che implica il subire continuo di rapine.


Senza contare che da anni le linee guida dell'Ispels, raccomandano di frapporre un vetro di protezione tra operatori e pubblico:

• protezione mediante separazione con lastre antirapina e anticontagio.  (626 LINNE GUIDE ISPESL 1994)

INUTILE  DIRE CHE QUANDO SIAMO STATI TUTTI SOTTO IL RISCHIO DELLA PANDEMIA
A H1 N1
QUEI VETRI SCIOCCAMENTE RIMOSSI A DISPETTO DELLE LEGGI DI TUTELA,

DELLA RAGIONEVOLEZZA,

DEI COSTI DI ESERCIZIO,
SAREBBERO STATI UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE UTILE.

Comunque tranquilli...quando l'ultimo ufficio avrà il suo layout aperto e rapinato,
potete scommetterci la tredicesima che cominceranno a blindarli tutti nuovamente.

d.lgs. 626/1994,
 T.U. NR.81 DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 ,
SENTENZA DELLA Cassazione, sez. lavoro/07.11.2005 n° 21479,
SENTENZA DELLA CORTE D'APPELLO DI BARI DEL 14 Maggio 2009.

allora vedremo, qualche bel tomo, qualche sindacato
cgil cisl uil ugl sailp ect,
levare la spada, alzare la voce...
e dire che la legge impone la blindatura, che questa è da considerarsi come cogente e ineludibile.

quindi via tutti con un nuovo appalto, tutti insieme appassionatamente...

SPERO CHE I COLLEGHI ABBIANO COMPRESO CHE DA ANNI

NON SI PERSEGUE ALTRO FINE

CHE LA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA
CON LA LIBERTA' DELLA SOCIETA' PER AZIONI.


NESSUN'ALTRA LOGICA PUO' SPIEGARE

L'INCOMPIUTA PRIVATIZZAZIONE.

 Tornando alla sicurezza sul lavoro,

le leggi ci sono, sono chiarissime, vanno applicate senza alcuna deroga , non servono altri ispettori sul lavoro,
serve prima che gli ispettori che intervengono non perseguano altro fine che la tutela  DELLA salute e dell'integrità fisica dei lavoratori.
 
Se lavoratori,datori, preposti e sindacati la smettono di parlare di sicurezza,

e cominciano a lavorare davvero, la tutela diviene una realtà immediatamente tangibile.

Per ora vediamo solo i nomi di persone che nei fatti nulla fanno per la sicurezza.
Come per la 626 i sindacati vestono i ruoli previsti dalla legge, ma fanno solo tante riunioni.

La sicurezza sul lavoro invece è una necessità del mondo reale, non un argomento di conversazione,
non una poltrona, non un ulteriore occasione per collocare un sindacalista dietro una scrivania.

Si devono vedere i fatti, il miglioramento costante delle condizioni di lavoro,

e ora che i cialtroni senza coscienza e onore,
si facciano da parte e vadano a giocare altrove.

 

se volete
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franco@lafilibusta.net

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