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Direzione Provinciale del Lavoro di Roma
Via Cesare de Lollis, n. 12
Servizio Ispezione del Lavoro
00185 Roma
- p.c. UFFICIO POSTELE ROMA GRANAI. 00142 ROMA
- ASL ROMA C - SERVIZIO PREVENZIONE IGIENE E SICUREZZA NEI
LUOGHI DI LAVORO 2° U.O.T.
(Circoscrizioni XI° e XII°) Via
Marotta 5 00143 ROMA Fax 0651005401
- INAIL Sede di ROMA Laurentino Via Stefano Gradi, 55 - 00143
ROMA Fax. 06.3643.7974
- UIL POST att.ne segr.naz. C.A. dipart. igiene e
sicurezza sul lavoro via saturnia 51/a 00183roma fax.067009825
Oggetto: violazioni e inadempienze
sull’igiene e sicurezza ufficio Postale Ag. Roma Granai .
Facendo seguito alla raccomandata del 07/07/2008
e Vs. accertamenti in corso, si comunica quanto segue:
Lo scrivente, lavoratore dell’ufficio in oggetto, si troverà
presto costretto suo malgrado, a rimettere nelle mani del
magistrato l’intero problema al fine di una reale ed efficiente,
tutela della salute.
Gli uffici in indirizzo hanno avuto e continuano ad avere una
posizione troppo concordataria e tollerante con l’azienda Poste
Italiane.
La normativa vigente non contempla tale concordia, invero impone
il puntuale rispetto delle norme da parte di tutti, aziende di
proprietà pubblica o privata.
Dal D.l.gs. 9-4-2008, n.81 alla 626/94 e successive disposizioni del DL. 4 agosto 1999, n. 359, della legge 422/2000 e d.p.r. 19
marzo 1956 n.303.
Questi accordi, in luogo del collaudo dei locali e nelle
successive ispezioni del 2006, fino a quelli in corso,
senz’altro istaurati nel massimo della buona fede, sono stati in
passato traditi da una gestione, sorda alle lamentele del
personale e incurante di troppi aspetti della normativa vigente.
Tralasciando i vizi esiziali, di “insufficienza”, nella cubatura
e nell’illuminazione naturale, problemi questi insormontabili,
dismettendo l’ipotesi della ricerca di nuovi locali, argomento
fabula e mito, reiterato dal 2000 fino ad oggi, resta solo un
atteggiamento inqualificabile verso la tutela della salute,
della filiale delle Poste di Roma sud.
Che in realtà, nella persona di G. S., in qualità di direttore
di filiale, avrebbe potuto e dovuto stante le criticità
insanabili e maggiormente in presenza di queste, disporre il
massimo rispetto possibile delle raccomandazioni
dell’ ISPESL :
- Questo per quanto attiene al Microclima, temperatura, U. R.,
ventilazione, - il Condizionamento d’aria, con puntuale rispetto
di temperatura, U. R., ventilazione, quantità di aria e ricambi
orari, aumento di CO2 e di v.o.c.- per scarso numero di ricambi
orari o eccesso di riciclo, inquinamento microbico (es.
legionella);
(Aspetto del tutto trascurato e finanche deriso, da incaricati
della filiale chiamati ad intervenire, questo in assenza di
condizionamento d’aria e ventilazione assicurata solo da due
ventilatori posticci, approntati e acquistati dal sottoscritto,
senza i quali nessuno avrebbe potuto permanere nei locali senza
disagio fisico.)
- Altro aspetto disatteso attiene alla qualità dell’aria e
all’inquinamento in door, vista la presenza di una
fotocopiatrice a toner di grandi dimensioni e con notevoli
quantità di stampa giornaliera;
( infatti non sono stati mai eseguiti campionamenti ambientali,
sia per studiare la “tenuta” del sistema, sia, per escludere che
gli addetti possano assorbire la o le sostanze per via aerea, né
sono state seguite tra le raccomandazioni generali quelle di:
(ISPESL)
“Collocare gli apparecchi in un locale ampio e ben ventilato;
Installare le apparecchiature di elevata potenza in un ambiente
separato e,se necessario, dotare questo ambiente di un impianto
di aspirazione locale;,
Non direzionare le bocchette/fessure di scarico dell’aria, verso
le persone.”
Invero collocazione e uso della fotocopiatrice allo stato
attuale sono idonei a causare il massimo danno.)
- Ulteriore raccomandazione dell’ispettorato disattesa è la
pulizia degli ambienti di lavoro, un capitolato scarno, povero
di prestazioni, ancor più aggravato da episodi di prestazioni
giornaliere non eseguite, a cui non si supplice di regola, con
nessun intervento esterno o straordinario.
(I locali non sono mai toccati da interventi straordinari con
aspirazione delle polveri rimozione dei pannelli, con
particolare riferimento a quelli galleggianti del pavimento,
vengono eseguite le pulizie in presenza, ostacolo e concorrenza
del personale dell’ufficio postale, facendo uso di prodotti che
di fatto possono essere inalati.)
Potrei perdermi a descrivere fili elettrici e multi prese
disposti in maniera non consona alle normative,
all’illuminazione che rifrange negli occhi fino a farli
lacrimare, agli aspetti ergonomici di mobili e poltroncine, agli
spazi ridotti che sono la croce di chi lavora in questo ufficio.
Non possedendo competenza, nella materia, demando questo onere
professionale al perito tecnico che il legale dello scrivente
nominerà in luogo e per il ricorso alla procura.
Una valutazione a parte merita,la dotazione di risorse umane che
spesso nega la contestuale presenza di tre operatori
indispensabile e irrinunciabile, limitandola a due.
Premettendo che questo ufficio non conosce fenomeni di
assenteismo per malattia e che le scelte commerciali e
strategiche del dirigente di filiale non sono sindacabili dal
sottoscritto, resta comunque il fatto incontrovertibile che con
due operatori l’ufficio tende ad affollarsi di gente in attesa,
per un modulo, un’informativa, una consulenza.
L’affollamento, la ressa, mal si conciliano con le su menzionate
criticità.
Concludo con una riflessione che può sembrare accessoria, ma
invero centra il merito di quanto sopra descritto: se si fosse
dato seguito alle molteplici segnalazioni, fin troppo precise e
puntuali, del locale dirigente, con altrettanti precisi e
puntuali interventi, questo ufficio postale benché “non a norma
di legge” avrebbe potuto continuare ad operare in perpetuo.
Nel Salutare si ringraziano tutti gli uffici in indirizzo per
l’interessamento e l’impegno.
Roma 01/10/2008
in fede
Franco T.
prosegue con questa del 10/11/2008
P o s t e I t a l i a n e S . p . A.
Al datore di lavoro Ing. P M.
country , manager centro.
Piazza Dante, 25 00185 ROMA
(con richiesta di inoltro agli organi della sicurezza aziendale)
· Dirigente delegato – G S – responsabile filiale di Roma
Sud;
· Responsabile Servizio Prevenzione e Protocollo - D. C.;
· Medici competenti territorio - S. M. e P. E. S.;
· Preposto luogo lavoro dirigente locale ag. Roma Granai A.
G.;
· RR. LL. S – F. G – M. Di B. – M. C. S.;
· Alla Asl Roma C Direttore: Prof. F. D. Via Casilina, 395 00176
Roma.
Oggetto: Richiesta di
messa a norma del ufficio postale di Roma Granai con diffida a
provvedere
ai
sensi e per gli effetti dell’Art.328 del codice penale, così
come modificato dall’ art.16 L.26/4/90 n. 86.
Con la presente scrivente Franco T. nato a
Roma il ............, ivi residente in viale
....................,
chiede un intervento risolutivo verso le precarie condizioni
ambientali dell’ufficio postale di Roma Granai,
dove lavora, sito nel centro Commerciale “I Granai”, in via
Mario Rigamonti 100, 00142 Roma.
Facendo seguito a inutili lettere, fax,
raccomandate, ricorsi legali, denunce alla Asl, all’Inail,
all’Ispettorato del Lavoro
(prodotte dal 2004 al 2008), si chiede nuovamente il rispetto
della legge urbanistica del comune di Roma
e del testo unico sulla tutela e sicurezza della salute sui
luoghi di lavoro D.lgs. 09.04.2008 n.81.
denuncia:
· La non conformità dei locali (particolare riferimento cubatura
minima per apertura al pubblico);
· Il mancato rispetto condizioni di Microclima
(temperatura,ventilazione,Condizionamento d’aria);
· L’inquinamento in-door (fotocopiatrice a toner in ambiente
unico condiviso da pubblico e operatori);
· La scarsa e incostante pulizia ordinaria dei locali e pulizia
straordinaria assente;
· La non esecuzione della disinfestazione dei locali richiesta
per presenza insetti fin dal 2004;
· La non sistemazione e incanalatura dei cavi elettrici volanti
chiesta fin dal 2004.
Si diffidano gli organi
in indirizzo ad intervenire entro 30 giorni dal ricevimento
della presente lettera
per quanto rispettivamente di competenza, ai sensi e per gli
effetti dell’Art.328 così come modificato dal art.16 L.26/4/90
n.86.
Si chiede in concreto e nel rispetto della legge che:
· L’ufficio sia messo a
norma di legge, con particolare riferimento ai punti in
denuncia;
· Si disponga nel merito della fotocopiatrice, pressantemente un
uso razionale,
in quanto non è ammissibile che il 70% delle attuali copie,
surroghi la cronica mancanza di modulistica;
(infatti le richieste della modulistica indispensabili
all’erogazione dei servizi, inoltrate dal dirigente preposto
vengono spesso cassate dalla filiale delle poste di Roma Sud al
fine di conseguire risparmi)
· Si studi una diversa collocazione dell’apparato in luogo
idoneo o la sostituzione con altro di minore tossicità per
esempio con tecnologia a getto d’inchiostro, così come nelle
raccomandazioni di legge;
· Si ordini affinché la pulizia dei locali sia puntuale e
comunque parametrica all’esigenze dell’ufficio;
· Si disponga la disinfestazione dell’ufficio e la messa a norma
dell’impianto elettrico.
· Si consideri che l’incuria, il non rispetto della legge da
parte del datore di lavoro e il ruolo non risolutivo dell’Asl,
dal collaudo dei locali alle ispezioni del 2006 e del 2008 hanno
rappresentato e rappresentano un rischio anche per la salute
pubblica;
· Si valuti che un locale così condotto e strutturato, può
divenire terreno di coltura per muffe e contaminanti biologici
che si possono trasferire al sistema generale di condizionamento
d’aria del centro commerciale.
Da anni operatori e pubblico respirano alte
densità di toner presenti nell’aria e tale sostanza è
classificata in Italia in classe 2b come “possibile cancerogeno
per l’uomo”.
Da anni operatori e pubblico respirano
l’ozono originato dalla macchina fotocopiatrice e dalle altre
fonti di luce ultravioletta e dalle apparecchiature elettriche,
che si concentra nei locali per mancanza di areazione adeguata,
quando una concentrazione anche a valori relativamente bassi può
causare alterazioni polmonari acute.
Valutate che la cattiva pulizia può favorire
il rischio di trasmissione microbica e che in passato, una
giovane collega è stata colpita da meningite virale. (è entrata
in coma, riportando invalidità permanente)
Si chiede inoltre al
datore di lavoro ing. M. ai sensi delle vigenti leggi:
(art. 70 del d.lgs. 626/1994,e dell’art. 2 del D.M.12/07/2007 n.
155, D.lgs. 09.04.2008 n.81)
L’inserimento del personale che ha lavorato
in questo ufficio, nel registro di esposizione ad agenti
cancerogeni
in quanto in violazione al documento sulla valutazione del
rischio dell’ufficio, delle leggi citate, questa azienda
ha: “usato intensamente una fotocopiatrice per anni in un
ambiente non adeguatamente ventilato.”
Stante che mesoteliomi, uroteliomi e tumori
ai polmoni, possono prodursi anche dopo un lungo periodo
si chiede di predisporre adeguata sorveglianza sanitaria del
personale esposto.
A tale proposito e con urgenza, stante
situazione descritta, si chiede che il medico competente si
pronunci
sulla applicazione di un operatore che è in tutela di legge 104
per motivi di salute.
Il 22/12/2008 scrivente presenterà denuncia
alla Procura della Repubblica di Roma verso le inadempienze
del datore di lavoro, del delegato G. S. e del direttore
responsabile della Asl, al fine del riconoscimento
delle responsabilità individuali, della costituzione a parte
civile, a scopo cautelativo e per il risarcimento
del danno biologico e morale causato e futuro. (ai sensi
dell’art. 76 c.p.p.)
Contestualmente chiederà l’intervento dei
N.A.S. del Comando Carabinieri Tutela Salute sul Lavoro
al fine di conseguire quella tutela e quel
rispetto delle leggi, che fino ad ora la A.S.L. non ha saputo o
voluto garantire.
Roma 10/11/2008
in fede
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Franco T.
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