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La  Filibusta 

ROMA GRANAI: DEGRADO PERMANENTE

Nel 2000 presso il centro commerciale "I Granai",

(inaugurato nel 1992)

 viene aperto un micro-ufficio postale.

Nei pochi metri quadrati a disposizione fin dall'inizio, non c'è il rispetto delle norme di legge.

Infatti l'ufficio ha un'insufficiente cubatura per l'apertura al pubblico.  

(la cubatura non è idonea  all'accoglienza della clientela)

 

Nei fatti in un qualsiasi momento della giornata nell'ufficio è normale

che stazionino 10 o più persone contemporaneamente.

A volte l'ufficio e così affollato,

che senti che "manca l'aria"

 e

devi chiedere al pubblico di attendere fuori.

Si evidenzia inoltre, una carenza di luce naturale, mal surrogata da un'illuminazione artificiale che provoca disturbi agli operatori.

In luogo di un climatizzatore viene approntato un convogliatore d'aria,

che appoggiandosi sul sistema d'aria condizionata del centro commerciale,dovrebbe garantire il ricambio d'aria.

Tale apparato mostra comunque i suoi limiti ed è lontano dal garantire il microclima

prescritto dalle norme di legge, viene quindi affiancato da  ventilatori a piantana.

 

L'ufficio rende alla clientela , un servizio di apertura al pubblico dalle 09,00 alle 19,30,

senza interruzione tra i due turni,  per questa magia nel medesimo locale, 

permangono a cambio turno e per 30 minuti, sei impiegati più il pubblico.

 

Ora in un contesto così critico, il micro-ufficio non a norma, lavora e anche bene,

con l'intento di funzionare come punto di rappresentanza, in un contesto ambito,

come il centro commerciale "I Granai" che conta il passaggio di 15.000 persone al giorno.

 

Invece di cogliere un'occasione di prestigio per Poste Italiane,

l'ufficio affollato e non rispondente alla reale richiesta di servizio,

si trasforma in uno spot negativo,

che comunica l'inadeguatezza di un'azienda,

incapace di approntare uomini e mezzi per soddisfare la clientela.

 

A questo la filiale avrebbe potuto porre rimedio:

- dotando di personale l'ufficio postale, in luogo di carenze;

 
 

- approntando uno stand permanente all'esterno dell'ufficio;

 
 

- precludendo l'uso dell'ufficio ad alcune lavorazioni incompatibili.

 
  (ad esempio, spedizioni pacchi voluminosi, grandi utenti, servizio resi hp)
 

Ma questa è una storia a parte ...

 

Le prove di massima inadeguatezza  che in questa sede devono interessarci,

non riguardano l'aspetto commerciale,

ma le omissioni continuate per quanto attiene,

le problematiche di archivio, pulizia, e climatizzazione,

che si sono presentate negli anni nell'ufficio.

La totale inidoneità dei locali,

avrebbe dovuto consigliare un rigore estremo

sulle restanti normative di salvaguardia della salute.

 

 

Invero qualcuno in filiale avrebbe dovuto allarmarsi, e interrogarsi per un caso

di meningite virale,

che ha provocato il coma ad una giovane collega,

che si è salvata per miracolo, riportando comunque un'invalidità permanente.

(Costretta a prematura pensione.)

 

Chi vi scrive da poco in servizio in quell'ufficio,  rimase esterrefatto perché :

"le Poste non fecero alcun accertamento sanitario".

 

Di seguito il caldo insopportabile, le condizioni d'igiene dei locali,

precipitarono ulteriormente fino al degrado completo dell'ufficio.

 

 

Nonostante le costanti numerose richieste del locale dirigente,

 e del personale (tutte documentabili), fin dal 2004...

i fax e le raccomandate del personale in cui si minaccia chiaramente il ricorso all'autorità preposte,

sia nel 2006 che nel 2008

la filiale si è mossa verso i doveri d'ufficio e di legge,

solo dopo le denunce alla Asl, all'Inail, all'Ispettorato del lavoro.

 

Quindi la cautela e l'azione di prevenzione, prescritta dalla legge e

giustamente sanzionate anche con pene detentive,

nel 2006 e nel 2008 non ci sono state. 

Nulla si è approntato, prima delle denunce alle su dette autorità.

Come a rappresentare che scienza, coscienza e esperienza a nulla servono.

OLIVETTI D COPIA 250 MF-scheda

Eppure gli adempimenti minimi ai fini della tutela,

erano di semplice attuazione.

Infatti anche oggi esiste un atteggiamento,

da parte dei dirigenti dell'azienda di arrogante  sufficienza,

verso il problema che denota la non conoscenza e

la non valutazione dei rischi, che l'ufficio dei Granai comporta..

L'aspetto più rilevante dal punto della valutazione del rischio  è 

l'incompatibile presenza di una fotocopiatrice

 Olivetti d copia 250MF

a toner di grandi dimensioni  che di fatto ha intossicato e intossica

per inalazione quanti hanno  lavorato e lavorano nell'ufficio.

(inquinamento in-door)

 Il toner ,

che non è classificato come sostanza sicuramente cancerogena,

(come ad esempio l'amianto)

 

è in tutto il mondo e anche in Italia classificato come sostanza cancerogena che può provocare il cancro. (in classe 2b IARC)

(cosi come il fumo di sigaretta o le polveri sottili da traffico)

VEDI anche: NANOPARTICELLE

 

Il toner è quindi un “possibile cancerogeno per l’uomo”,

 ma invero esistendo alcune decine di licenze/brevetti di composizione di toner,

alcuni  addirittura banditi a livello comunitario (DIRETTIVA 2002/61/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO),

 nei fatti rappresenta un pericolo maggiore, e inconoscibile,

non esistendo obbligo di etichetta sui toner,

sussistendo un fiorente mercato di cartucce rigenerate e

un mercato diffuso di cartucce “commerciali” provenienti principalmente dalla Cina.

Nei  fatti il toner giunge senza alcuna etichetta in ufficio e a pensar male,

non essendo neppure contrassegnate come cartucce originali Olivetti

potrebbero contenere appunto un toner bandito e fuori legge.

 

Illazioni a parte i componenti del toner originale,

della macchina in dotazione all’ufficio l’Olivetti D - copia 250 MF ( scheda del toner originale )

sono: stirene (dal 51 al 65%) , magnetite (30-40%), silice e ossido di titanio.

 

Lo stirene è un idrocarburo aromatico classificato in Italia in classe 2a: “probabile cancerogeno per l’uomo”,

 in quanto è stato provato il nesso eziologico con la leucemia e altre forme tumorali.  

Questa classificazione, già  sufficiente per determinare precisi adempimenti che non sono stati comunque adottati,

resta valida finché  il toner permane nello stato di polvere,

quindi nella cartuccia principale, in quella di recupero,  nell’aria, sul foglio, su mobili e pavimenti.

 

Di fatto la combustione dello stirene nella fotocopiatrice libera nell’aria  benzene, 

come tutte le combustioni incomplete del carbone, petrolio,

e appunto i derivati come gli idrocarburi aromatici, vapori di benzene vengono ulteriormente,

 liberati dai prodotti che lo contengono  come colle, vernici, cere per mobili, detergenti.

Il benzene,

costituisce un inquinante degli ambienti confinati per il quale

la Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale fin dal 1998 ha potuto stimare

il rischio individuale di leucemia in Italia:

Il numero dei casi attribuibili alla esposizione per inalazione del benzene è compreso tra i 36 e i 190 casi all’anno.

(fonte:studio 1998 Ministero della Salute)

Diversi altri studi hanno messo in evidenza il pericolo di contrarre

la leucemia mieloide

o altre forme di cancro. (leucemie, linfomi, uroteliomi e anche eccessi di tumori in altre sedi) ,

al punto che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro

ha inserito il benzene nel gruppo 1 dei cancerogeni certi.

 

Quindi per evitare il "Tumore da toner" basta limitarne per quanto possibile, l'esposizione.

 

Questo vale anche per ozono e formaldeide liberati dagli stessi apparati che provoca seri disturbi alle vie aeree,

la formaldeide liberata anche dai mobili d'ufficio, e dalla presenza nel locale di notevoli quantitativi di carta.

 

Esiste un protocollo di comportamenti,

all'uopo studiati e prescritti da normative di legge, protocolli I.S.P.E.S.L., manuali e circolari aziendali.

Che la filiale Sud incurante della salute di lavoratori e pubblico, continua a non rispettare.

Quindi abbiamo:

  - omissioni di atti d'ufficio sia per i mancati provvedimenti e per le mancate risposte;  
  - violazione delle disposizioni di legge;  
  - inosservanza delle raccomandazioni dell'I.S.P.E.S.L. ;  
 

- noncuranza dei manuali distribuiti dall'azienda Poste sulla sicurezza aziendale;

 
  - mancata adesione al "documento sulla valutazione" del rischio dell'ufficio stesso.

(ISPESL vedi anche linee guida 626 al documento della valutazione del rischio)

 

Ulteriore considerazione ma non accessoria va all'applicazione in un ufficio sì fatto,
di personale che gode di personali tutele di legge.
(legge 104-invalidità)
per problemi di salute che possono non solo aggravarsi ma precipitare in maniera irreversibile.
 (vedi denuncia)

***vedi aggiornamento*** (17/12/2008)

 

Nonostante che le critiche situazione di ricambio d'aria e d'insufficiente cubatura,

 e la mancanza di un condizionamento dell'aria,

consigliassero a qualunque persona normodotata, un rigore assoluto.

 

IN DATA 18/04/2009 L'UFFICIO CHIUDE TEMPORANEAMENTE IL SUO SERVIZIO AL PUBBLICO

 

ad oggi:

non si è risposto alle istanze di tutela da me inviate a tutte le strutture della sicurezza aziendale.

Il personale rischia di contrarre un cancro alla vescica o ai polmoni.

Nessun organo ha disposto accertamenti sanitari di prevenzione.

Senza contare i rischi virali gravi, dati dalla somma di cattiva areazione, pulizia sommaria e incostante, affollamento dei locali.   

 

Tutto questo in un ambiente aperto al pubblico.

 

Queste inadempienze trascendono l'ambito sindacale,

e attendono alle competenze di un tribunale.

 

Una dislocazione e un uso diverso della fotocopiatrice, una costante e maggiore pulizia dei locali,

l'istallazione di un condizionatore e un aeratore efficiente

avrebbero potuto limitare questo rischio, 

e salvaguardare meglio la salute di tutti.

Questi provvedimenti erano alla portata della direzione della filiale,

di semplice e veloce attuazione.

Questo non è stato.

Siamo in attesa quindi che un magistrato accerti le responsabilità di ogni organo preposto:

    Il datore di lavoro  – responsabile country manager centro;     
    Il dirigente delegato  – responsabile filiale di  Roma Sud;    
    I medici competenti territorio;    
    Le RR. LL. S. ;    
    Asl Roma C;    
    L'ispettorato del Lavoro.  

          

Per questo fine chiediamo a tutti i colleghi di partecipare con contributi e testimonianze,

in quanto i reati che abbiamo contestato ai sensi della legge,
sono nei fatti reiterati in tutti gli uffici della filiale.
potete consultare la
denuncia alla procura e riconoscere le medesime violazioni
anche nei vostri uffici.
SEGNALATE QUANTO ACCADE NEI VOSTRI UFFICI
 

Garantiamo a tutti anonimato e riservatezza, non Vi chiederemo alcun contributo per le spese legali.

 

 

Grazie a tutti, Franco Teramo. 

 

legale@lafilibusta.net

vedi sull'argomento anche l'ultima di una lunga serie di lettere che dal 2004 a oggi abbiamo inviato inutilmente alla filiale. lettera

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