IL SENNO DEL POI SERVE A POCO FRA
QUALCHE ANNO FORSE I PRIMI PROCESSI
PER IL TONER DELLE STAMPANTI
INTANTO SEGUIAMO QUELLI PER L'ETERNIT
NON COMPIACIUTI MA RAMMARRICATI NEL COSTATARE
CHE TUTTI GLI ORGANI PREPOSTI ALLA PREVENZIONE
FINANCHE I NAS E LA MAGISTRATURA
INTERVENGONO SISTEMATICAMENTE IN RITARDO RISPETTO A
STUDI UNIVERSITARI
INTERNAZIONALI CHE SEGNALANO PER IL TONER DA ANNI
tossicità CANCEROGENESI E MUTAZIONI GENETICHE
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2009-04-05 20:03 ansa |
| ETERNIT: VIA A
MAXI-PROCESSO TORINO |
di Renato Botto
TORINO - Nessuno può ancora sapere con certezza quante
saranno le persone, gli enti e le associazioni che si
costituiranno parte civile - potrebbero essere oltre
6.000 - ma i numeri del processo agli ex vertici della
multinazionale Eternit, che si apre domani al Tribunale
di Torino, fanno comunque impressione. Le micidiali
fibre di amianto che si lavoravano nella fabbrica di
Casale Monferrato e negli altri stabilimenti italiani
(Bagnoli, Cavagnolo, Rubiera di Reggio Emilia) hanno già
causato oltre duemila morti, ma centinaia sono i malati
e il picco di mortalità - prevede l'Organizzazione
mondiale della Sanità - è atteso nel 2020. Le parti lese
sono al momento 2.889, ma potrebbero - considerando
tutti gli eredi delle vittime - arrivare fino a 5.700.
L'accusa è sostenuta dal procuratore vicario di Torino,
Raffaele Guariniello, e dai pm Sara Panelli e Gianfranco
Colace, che hanno raccolto gli atti in oltre 200 mila
pagine. Gli imputati sono gli ultimi proprietari
dell'Eternit, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny,
61 anni, e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De
Cartier De Marchienne, 88 anni.
Sono accusati di disastro doloso e omissioni dolose di
cautele antinfortunistiche. Non saranno all'udienza.
Al Palagiustizia di Torino sono attese quasi 2.000
persone: malati, parenti di vittime, sindacalisti,
attivisti di associazioni ambientaliste in arrivo
dall'Italia e da altri paesi europei dove l'Eternit
aveva fabbriche. All'ingresso della cittadella
giudiziaria saranno piazzati banchetti per registrare le
firme delle parti civili, tra cui si sono già iscritte
la Cgil, la Regione Piemonte, enti locali, associazioni.
Da Casale partiranno sette pullman di familiari e un
ottavo con alcuni sindaci - finora hanno aderito in 6 -
assessori e consiglieri comunali, un altro partità
dall'Emilia, un altro ancora da Bagnoli. Per accogliere
tutte le persone ammesse all'udienza preliminare, che
non è aperta al pubblico, sono state dedicate al
processo le tre aule più grandi del Palagiustizia 'Bruno
Caccia' di Torino, compresa quella da 1.200 posti usata
per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Per regolare
il flusso delle persone sono stati realizzati percorsi
guidati, controlli informatizzati, un presidio medico.
Oltre al personale degli uffici giudiziari, saranno
impegnati i volontari della Protezione Civile.
I controlli sull'identità delle persone verranno
effettuati dal personale del Palazzo di Giustizia
attrezzati con nuovi computer forniti dal Comune
Nell'udienza di domani si farà l'appello delle parti
lese procedendo a un appello dalla A alla L, mercoledì
toccherà a quelle della M alla Z. Il 16 aprile la terza
udienza, quando si darà la parola all'accusa e alla
difesa. Fuori dal Tribunale, ci sarà un presidio dove
parleranno familiari delle vittime, malati, sindacalisti
e ambientalisti. In prima fila ci sarà la presidente
dell'Associazione dei familiari delle vittime, Romana
Blasotti Pavesi. Ha 80 anni e la sua è stata una vita di
lutti causati dall'amianto che le ha portato via, uno
dopo l'altro, il marito, la sorella, un nipote, un
cugino e, infine, la figlia. |