Al di la di come si voglia
definirla, la “Sensibilità Chimica Multipla” (MCS) è una
patologia in evidente aumento a causa delle condizioni
ambientali progressivamente peggiorate negli ultimi 15 anni. E’
una malattia che si manifesta con una progressiva intolleranza
nei confronti di sostanze chimiche di varia origine, soprattutto
se volatili, e tale intolleranza si esprime con una
sintomatologia talmente multiforme ed aggressiva a carico
praticamente di ogni organo e apparato a tal punto che il
paziente, all’inizio incredulo e disorientato, viene
completamente sopraffatto dalla situazione. E’ qui che
inizia il pellegrinaggio da un medico all’altro. Dopo
avere fatto effettuare al paziente un lungo percorso di analisi
di routine spesso seguite da approfondimenti ed esami
talvolta invasivi e costosi in termini sia economici che
psicologici, già così provato e scioccato da quanto gli
sta accadendo, trasformandogli il pellegrinaggio in calvario, il
medico scambia la malattia per una nevrosi o peggio per una
psicosi e invia il paziente da quello che ritiene lo specialista
definitivo, lo psichiatra o se ritiene di farne a meno
addirittura lui stesso gli prescrive degli psicofarmaci
SENZA CONOSCERE ALCUNCHE’ SULLA PATOLOGIA DI FRONTE ALLA QUALE
SI TROVA.
Il malato si trova, così, ad
affrontare anche lo scetticismo dei parenti, che hanno
ovviamente difficoltà a credere in quello che il paziente
descrive, soprattutto dopo essersi sentiti dire dal medico
“BISOGNA CHE LO PORTIATE DALLO PSICHIATRA”. Ed è qui che il
carico stress correlato, causa delle esacerbazioni della
patologia stessa, avvia il paziente verso acutizzazioni ed
alterazioni del quadro che diviene via via sempre più grave
intricato ed apparentemente inaffrontabile.
Studio questa malattia da
alcuni anni, sono un medico specialista in endocrinologia, in
psichiatria ed in immunologia e, grazie anche alle ricerche
svolte su questa patologia in questi anni, credo di aver
raggiunto una competenza sufficiente per permettermi di fare una
serie di considerazioni in merito.
Purtroppo mi trovo spesso a
confrontarmi con colleghi la cui arroganza è tale da non
consentir loro di guardare più in là della punta del proprio
naso, medici che negano l’esistenza dell’MCS pur non conoscendo
affatto le caratteristiche genetiche e conseguentemente
metaboliche, della malattia, medici che, anziché pensare con la
loro testa e, una volta tanto nella loro vita, studiare nel
senso più universale del termine, preferiscono riferire le
decisioni di “Commissioni” che si auto nominano in ambienti dove
la medicina è dominata dalla politica, che scelgono di
“dichiarare che l’MCS non esiste ... IGNORANTI che fanno della loro
ignoranza un vanto, che ritengo corresponsabili della grave
sofferenza e del disagio che la maggior parte dei malati di MCS
si trova a dover affrontare ogni giorno, corresponsabili della
scelta di alcuni di togliersi la vita … certo, proprio così, chi
legge probabilmente non sa che nelle scorse settimane ben 2
pazienti, disperati, si sono suicidati.
Bene, sappiate tutti allora
che L’MCS esiste ed è legata ad una difficoltà ad eliminare
numerosissime sostanze chimiche, una difficoltà sostenuta da
mutazioni genetiche presenti in parte dalla nascita, ma che non
si sarebbero mai espresse in forma di malattia se i malcapitati
affetti fossero vissuti in un contesto ambientale idoneo (tanto
per capirci chi vivesse in un’isola del pacifico cibandosi di
frutta e verdura senza pesticidi, pesci e carni senza
conservanti, ormoni, antibiotici e quant’altro, pur avendo la
predisposizione genetica non si ammalerebbe mai). In più si dà
anche il caso che in determinate circostanze l’inquinamento sia
tale da provocare al soggetto un’alterazione genetica EX NOVO,
cioè che non esisteva dalla nascita, che lo fa ammalare.
Le indagini che il
sottoscritto, con la preziosissima collaborazione
dell’associazione dei malati di MCS “AMICA”,
ponte tra il mio Dipartimento di Fisiopatologia Medica del
Policlinico Umberto I di Roma e l’IDI di Roma, istituto
questo che possiede laboratori adeguatissimi e soprattutto
“know how” adeguato , eseguite dietro mia specifica
prescrizione su moltissimi pazienti affetti da MCS, hanno finora
prodotto risultati eccezionali che confermano quanto ho appena
dichiarato.
Abbiamo una casistica di
circa 200 casi, 70 dei quali dallo
screening già effettuato presentano dei risultati
incontrovertibili; il 100% dei pazienti possiede, infatti,
un’alterazione funzionalmente molto significativa di un gene che
produce un enzima fondamentale per eliminare i radicali liberi,
il 90% circa possiede una spiccata riduzione funzionale di un
altro enzima chiave nell’eliminazione dei radicali liberi ed è
superfluo dire che, ovviamente, i controlli fatti su persone non
affette dall’MCS, hanno mostrato le alterazioni esaminate solo
in circa il 20% dei casi e la maggior parte delle volte non
associate tra di loro come invece accade nell’MCS. Tuttavia
l’elemento più significativo e paradossale, forse, è che la
maggior parte dei malati affetti da MCS ha un’alterazione
funzionale di una classe di enzimi che servono a metabolizzare
le benzodiazepine e i neurolettici cioè proprio quella classe di
farmaci che i medici ignoranti prescriverebbero ai pazienti
ritenendoli “picchiatelli”; non solo quei farmaci sarebbero
inefficaci come sedativi o delirio litici, ma soprattutto
sarebbero estremamente pericolosi su un organismo non in grado
di utilizzarli correttamente ed eliminarli adeguatamente.
Il 20 marzo avrò un ulteriore
incontro con la Regione Lazio con la quale stiamo cercando di
puntualizzare la diagnostica e la terapia da offrire ai malati
dei MCS, i suggerimenti dovrebbero consentire a chi di dovere di
identificare il centro di riferimento regionale e, poi, sulla
scia, nazionale per la diagnosi e la cura dell’MCS. Spero che
prevalgano i dati e le competenze acquisite rispetto a ragioni
politiche e clientelari che sono un male cronico del nostro
paese.
E’ follia tutto ciò, no, è
solo la realtà dei fatti in un paese in cui non c’è rispetto per
la “diversità” e non c’è cultura per comprenderla in un paese
dove chi è affetto da una patologia sconosciuta non solo non
viene assistito ma viene perseguitato anche nelle aule dei
tribunali perché nel non dichiararsi pazzo ed affrontando un
male sconosciuto ed una trasformazione totale della propria vita
deve anche essere perseguitato da chi crede di essere e di
sapere di fare il bene della collettività magari nel negare un
supporto economico a delle cure che non hanno saputo dare.
L’ignoranza verso uno stato di sofferenza e di
malattia ne impediscono assolutamente qualunque miglioramento ed
eventuale chance di guarigione.
Conduco questa lotta
consapevole dei rischi e la conduco in qualità innanzitutto di
uomo, un uomo che è anche medico, e come medico è
presidente della Società italiana di Psico Neuro Endocrino
Immunologia, che da sempre agisce secondo una linea di pensiero
per la quale le verità scientifiche debbano essere divulgate
anziché tenute nel cassetto ed anche ed ancora di
più conduco questa lotta nella mia qualità di Presidente di un
Associazione per la tutela dei consumatori la SOS UTENTI che in
Italia conta oltre 30.000 iscritti e che ha voluto proprio quali
utenti prioritari nel proprio statuto i malati di MCS nella
consapevolezza delle gravi carenze socio-economiche
sanitario -assistenziali alle quali gli stessi sono soggetti
espressione globale di come una assolutamente inadeguata tutela
da parte delle istituzioni sotto profili plurimi e di come
questo possa condurre a danni estremi quale il rinunciare
alla propria stessa vita e purtroppo giungere proprio a ciò che
è accaduto in questi giorni.
Per questo e per evitare che
ancora accada tutto ciò, che altre vite siano distrutte o
perdute, mi metto a disposizione di qualsiasi network che voglia
conoscere i dettagli.
Prof. Giuseppe Genovesi