quando un datore di lavoro o dirigente, un sindacalista,
un medico competente, un ispettore ASL o INAIL,
omette le dovute cautele verso gli infortuni sul lavoro
e le malattie professionali, non merita rispetto.
Non adempiendo alle norme, del testo unico sulla
sicurezza sul lavoro e alle altre leggi in materia,
li rendono protagonisti di danni economici, morali e
fisici che devastano la vita di intere famiglie.
Merita pienamente l'appellativo di
delinquente o filibustiere dovrebbe
subire un processo e invece oggi
rimane costantemente impunito.
Chi qui scrive ha avuto l'onore e la fortuna di avere per padre
un "grande" sindacalista della Uil - post,
che nei suoi 22 anni di impegno
come membro della segreteria nazionale e nei suoi 38 anni
di servizio per Poste Italiane,
è stato un esempio di
correttezza e rispetto per gli altri.
La sua vita e la sua morte,
(causata da una neoplasia maligna all'età di 57 anni),
non mi consentono di transigere su chi a livello di filiale o
centrale, ignora e viola la legge vigente.
In ogni ufficio postale esistono casi,
criticità ignorate, storie che
meritano attenzione e soprattutto pubblicità,
l'azione di tutela della salute è nei fatti
intangibile.
I sindacati reiterano periodicamente la solita
"letterina di protesta" alla quale cambiano solo la
data,
mentre la Legge gli attribuisce il diritto-dovere di
cambiare lo stato delle cose.
Questo spazio web si propone di segnalare le omissioni
alla
legge di tutela che oggi vedono la latitanza di tutti.
Un altro scopo che intendiamo perseguire è segnalare
a tutti
gli studi internazionali sulle emissioni di
stampanti e fotocopiatori laser
che profilano oggi
una nuova emergenza
occupazionale del tutto simile a quella
dell'amianto.
Negli uffici postali sussiste un
fotocopiatore che stampa oltre 500 copie al giorno,
inquinando l'aria che respiriamo con sostanze
tossiche, cancerogene e mutagene.
Come in passato è avvenuto per l'amianto anche oggi le strutture
comandate a prevenire
latitano...
e mettere a rischio la salute e la vita degli
altri, non è contenzioso sindacale
ma un reato che va
perseguito, nelle sedi competenti.
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