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GUARIRE DAL CANCRO SENZA
CHEMIO
Siamo sicuri che per la lotta alle neoplasie si faccia il
possibile?
Siamo altresì certi l'interesse della mafia delle
industrie farmaceutiche non collida con quello
della Salute Pubblica ?
Considero un tesoro personale quello di avere un medico di base
che rifugga dal dispensare medicine a tutto spiano,
ho orrore quando fuori di uno studio medico (ed è capitato)
vedo il divulgatore delle ditte farmaceutiche con classica
valigetta e grinta da piazzista.
Sono al contempo sicuro che la lotta alle neoplasie è posta solo
nei termini della convenienza delle industrie farmaceutiche.
La prova ?
Non
si fa prevenzione primaria in nessun luogo di vita e di lavoro!
Cosa è la prevenzione primaria è quella pratica che conquistato
l'assunto, la premessa,
che "le neoplasie derivano spesso da una sostanza
chimica, una radiazione, che in contatto con un organismo sano o
predisposto per cause genetiche,
produce in alcune cellule cancerogenesi".
Altra scuola di Pensiero "naturista" intravede come causa della
cancerogenesi
una mancata risposta immunitaria dell'individuo,
che si instaura in presenza di indebolimento, intossicazione,
inquinamento dell'organismo.
Io
sono perplesso...
consultate questi documenti scritti da illustri medici e fatevi
un opinione personale:
1°
« Quando
si parla di prevenzione del cancro, tutti pensano alla
cosiddetta diagnosi precoce, ma c'è una prevenzione che
si può fare a monte, cercando non di limitare i danni
della malattia diagnosticandola al più presto, quanto
piuttosto di evitare l'insorgere del cancro, impedendo
l'esposizione alle sostanze che lo provocano. La
prevenzione primaria si occupa proprio di questo: fare ricerca
sulle sostanze naturali o sintetiche per capire quali sono
cancerogene e, una volta individuate, suggerire alle autorità
sanitarie delle misure di salute pubblica per toglierle dalla
circolazione. Si tratta di una strategia che protegge tutti - il
ricco come il povero - ma purtroppo è bistrattata da scienziati,
politici e autorità sanitarie »
(Tuttoscienze
- La Stampa n° 1196, 7 settembre 2005)
Questa
affermazione è di Lorenzo Tomatis
(leggi
intervista a Tomatis)
Laureato in medicina all'università di
Torino nei primi anni '50, dopo sei anni di lavoro come medico
in Italia, e dopo un lungo contatto con giovanissimi pazienti
ammalati di leucemia, scoraggiato dall’ambiente accademico
locale, inizia a Chicago, negli Usa, una brillante carriera di
oncologo e di epidemiologo.
Viene considerato uno dei più illustri
esperti di prevenzione primaria dei tumori nel mondo.
Oltre alla principale attività di
ricercatore, con oltre duecento lavori fin dagli anni '50,
precorrendo i tempi sulla cancerogenesi chimica come causa del
cancro, si è reso noto per l'impegno in sociologia della
scienza, sulle cause della cosiddetta fuga dei cervelli
dall'Italia
*****
2°
Non tutti sanno che
la famosa cura "Di BELLA" o alternativa alla chemio non
affatto naufragata nel nulla
e non si è per
nulla dimostrata una truffa
è invero accertato
che è stata osteggiata per oscuri motivi...
vai al sito del Metodo "Di Bella"
***
3°
esiste un approccio
ulteriore in Italia alle cure sul cancro
che individuano
nelle cure naturali un protocollo di terapia che utilizzando
pratiche alternative
per ristabilire un
equilibrio fisico e le dovute risposte naturali dell'oranismo
riescono d ottenere
risultati migliori
della chemio senza devastare portafoglio e fisico a quanti si
curano.
Leggi tutto sul
medico specialista in medicina nucleare che è stato radiato
dall'ordine solo perché proponeva
un approccio non
chemio-terapico.
al dr. Giuseppe Nacci, M.D. Medico Chirurgo
Specialista in
Medicina Nucleare
è stata negata la
possibilità di cura dei suoi pazienti tutti debitamente
informati e convinti della validità delle terapie
somministrate
nonostante e a dispetto dei risultati ottenuti.
scarica
il libro del dott. Nacci e valuta te stesso
***
Non si
capisce poi perché la Ricerca sulle cure per il Cancro debbano
essere finanziate da tutti
comprese le
industrie farmaceutiche,
come accade
nella realtà e poi queste decidano unilateralmente dei prezzi
estorsivi e assurdi per dei
farmaci che
sono patrimonio collettivo.
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